lunedì 21 marzo 2016

I dieci film della vita: 10. Film blu (Kieślowski)




Film blu è parte di una trilogia, ma per me è un film a se stante. L’ho sempre trovato uno dei pochi a provare l’attraversamento del dolore che non si risolvesse in una mera testimonianza “patetica”, a provasse ad immaginare una via d’uscita. Alla fine pare che le parole per sillabare le “stelle” raggiunte attraverso le “asperità” della perdita (e del tradimento) siano quelle della tradizione cristiana: la carità, l’amore. Ma proprio nelle scene sublimi in cui le vite di tutti i personaggi vengono passate in rassegna nel momento dell’epifania, della rivelazione della verità di ciascuna di esse, capiamo che l’amore dell’epistola paolina è un amore tutto terreno, tutto incarnato: nel senso letterale è la vita che si sta formando nel grembo dell’amante di Patrice de Courcy. La protagonista è costretta ad ammettere l’impossibilità di mettere in pratica il suo progetto di sopravvivenza: «Ho capito che, se è successo questo, adesso farò soltanto quello che voglio. Niente. Non voglio ricordi, cose, amici, amore, né amicizia... Sono tutte trappole...». La vita continua.

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