«Dove vanno i nostri sogni? Dove va tutto quello che abbiamo vissuto? Qualcuno ci deve essere che li ricorda, ogni sogno, ogni attimo… E non solo quel che è stato, nella nostra mente notturna o nella vita diurna, ma anche ciò che avremmo voluto fare o essere, ogni vita possibile. È inconcepibile che tutto vada perduto. Dio, dunque, esiste… Chiamerò questa prova dell’esistenza di Dio: “ex coacta memoria omnium”. Ne moriar, memoria…
Al sublime Archivista di tutto il possibile
Archivista delle ore visibili
e di quelle che non ebbero luogo,
custodisci il tremito che attraversò due amanti
quando già la vita preparava
banchetti di polvere,
la pietà apparsa nello sguardo
di chi poi fu ebbro di sangue,
il verso disperso che cerca una pagina,
i poemi rimasti allo stato di brace
sotto il silenzio dei secoli,
l’ultimo respiro di chi muore da solo,
la gioia minima che non volle memoria,
il pensiero che sfiorò una mente
e non trovò parola,
queste frasi affidate all’aria
e destinate a nessuno.
Nulla vada perduto.
Che ogni moto dell’anima,
ogni impalpabile tremolio della luce,
ogni passaggio segreto tra essere e svanire,
resti iscritto nella tua incorruttibile veglia.

