domenica 13 ottobre 2013

diario 2013 (1)



2 febbraio

Devo accettare l’inverno del mio corpo e del mio spirito... Le stagioni sono un evento del cosmo e dei corpi.

3 febbraio

Torna l’antica domanda. Chi sono io? Che cosa voglio essere... ancora? Sono nel mezzo del decennio delle nuove domande di senso [...].
Non c’è prospettiva, studio, costruzione, progetto. C’è una pigra quotidianità che spesso procede per sussulti, con fughe oniriche, desiderio di dormire, chiudendo la stanza da letto a chiave per intere settimane. È improbabile pensare ad un’uscita volontaristica da questa condizione di sofferenza fisica e psichica. Le due cose, d’altronde, sono assolutamente correlate [...].
Non riesco ad accettare il fatto che, in trent’anni la mia struttura sia rimasta immutata, il nucleo del mio essere. Eppure i cambiamenti sono stati tantissimi nella “esteriorità” della mia vita [...].
Dovrei avere il coraggio di ridefinire le priorità. Dirmi con chiarezza cosa voglio essere nella seconda parte della mia vita. In fondo, è questa mancanza di chiarezza che crea danni. Cosa voglio essere? Cosa voglio essere? O dovrò aspettare, come altre volte, che sia la vita a decidere per me? Eppure, quel che volevo essere nella prima parte della mia vita, a fatica l’ho realizzato, male in alcuni casi, ma l’ho realizzato [...].
Non oso scrivere di un periodo “lustrale”, come mi capitava in passato. Avendo sperimentato quasi tutte le vie spirituali cui potevo ambire, mi accontento della piccola fedeltà mattutina ad un Dio che ringrazio, comunque, per i doni che mi ha fatto. In fondo, come ho scritto anche in passato, se dovessi morire ora, non potrei non dire di aver avuto una bella vita. È che sembra mancargli il fuoco, il sale, lo “spirito” che vivifica.

15 luglio

Ho bisogno di un mese e mezzo di lavoro su di me, di letture, di meditazione, al limite di scrittura. Questo deve accadere contestualmente al lavoro sul corpo [...].
È fondamentale ricominciare a focalizzare obiettivi che diano “senso” alla mia esistenza. Navigare a vista non ripaga, ovviamente [...].
È possibile lasciare che il lavorio interiore continui da sé, senza alcuna disciplina? L’estate sarà decisiva anche per questo. Trovare le mie preghiere, i miei riti [...].
Oggi in campagna senso di profondo benessere. Solo San Cumano ristora il mio cuore ferito o stanco.

16 luglio

In me confliggono, spesso la dimensione “apostolica”, predicatoria, e quella riflessiva. Per questo è necessaria una fase di “depurazione” e di pubblico silenzio [...].
Quali ambizioni si agitano in me? A livello immediato, epidermico, direi: stare bene col corpo. Riuscire, finalmente, ad avere un corpo asciutto, come mai ho percepito in vita mia [...].

Nello stesso tempo, dovrei sempre ricordare che è inutile fare attività fisica se non metto sotto controllo l’alimentazione. Anche qui oscillazioni abbastanza emblematiche della mia incapacità di “radicalismo”. Ma è sempre la “testa” che comanda... È il mio rapporto col cibo, per quanto molto addomesticato, resta complesso, come con il sesso. Io avverto, nel corso delle giornate la mia testa, il mio stomaco e il mio ventre. I loro dolori e i loro richiami. Avere più cura del resto, ma anche imparare ad ascoltare sul serio, non solo “rispondere” sì ad ogni chiamata. Sarebbe bello, ad esempio, ripristinare un digiuno settimanale: per lo spirito e per la carne. Un momento “lustrale”. Questo è lo schema conficcato in me dall’infanzia. Di questo non potrò mai liberarmi. Posso solo imparare a farne buon uso. Purificarsi...

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