domenica 20 ottobre 2013

diario 2013 (2)




16 agosto (San Cumano)

Integrare il monaco e il guerriero.

17 agosto (San Cumano)

La vita, le sue asperità, le sue “resistenze” ai nostri (generosi) slanci progettuali. Ciò nonostante, continuare a fare progetti, generosamente. [...]

Che individuo sto “costruendo”? Sicuramente c’è una “storia”, che mi sforzo sempre di raccontarmi. Inevitabilmente essa è un’interpretazione, la “mia” interpretazione. Parte di questa storia è la consapevolezza che ci sono strutture psichiche profonde, che affondano probabilmente nella prima infanzia. L’idea di fedeltà, i riti di espiazione, il rapporto con il cibo, per dire di questioni che hanno condizionato perennemente le mie scelte. Ma anche la compassione, la mitezza d’animo, il disinteresse per il denaro, la repulsione per la violenza.

Evoluzione positiva: fine dell’illusione che possa esserci una “rivelazione finale” o un “compimento”. Ovviamente questo presuppone che il “lavoro” continui per tutta la vita, e che ogni tappa sia provvisoria, stazione di una “via/crucis/lucis”.

Logos, che lega, ma in sé mutevole [...].

Questo luogo meraviglioso addolcisce anche i momenti amari che periodicamente tornano. Questa è e sarà sempre la mia dimora. In città sarò sempre in esilio.

24 agosto (San Cumano)

Quando leggo poesia cosa accade prima di tutto, cioè prima del significato che, poi, può divenire ethos? Abito e mi lascio trascorrere da parole che non comunicano informazioni (prima di tutto) e non servono a relazionarsi (prima di tutto). È il linguaggio stesso il centro del processo in atto. Gesto insorgente, nel tempo della chiacchiera universale [...].

Consapevolezza di una nuova “soglia” spirituale, di una nuova configurazione del divino, cui adeguare pratiche quotidiane e letture. Non più il Dio Padre gesuano ma il Logos che tutto tiene insieme, senza ordine geometrico, Fuoco eracliteo [...].


Ho fame e sono felice, alla luce della candela. Dovrebbe essersi chiuso il “ciclo basso”. Tornare a volare alto, potando e “rinunziando”.

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