“Passo” era scritto sulla pietra, appena oltre il tornante.
Elia lo lesse quando la nebbia si aprì per un momento. La parola era incisa con mano incerta. Non indicava una direzione. Non spiegava nulla.
Il sentiero saliva tra rocce scure. PiΓΉ in alto, la strada si stringeva fino a diventare una fenditura tra due pareti. Non c’erano torri di guardia nΓ© stendardi. Solo vento.
Elia avanzΓ².
Dopo pochi metri il terreno cambiΓ² consistenza. La ghiaia lasciΓ² posto a lastre piatte, consumate al centro. Segni di passaggio antico. Molti piedi. Sempre nello stesso punto.
Si fermΓ².
Dal lato opposto della gola arrivava un suono metallico. Non un combattimento. Il battere regolare di qualcosa contro la pietra.
Proseguì con cautela.
Dietro la curva trovΓ² un uomo seduto su uno sgabello basso. Aveva un martello e uno scalpello. Stava incidendo la stessa parola sulla roccia.
Passo.
L’uomo non si voltΓ².
«Da quanto tempo lavori qui?» chiese Elia.
«Da quando hanno deciso di aprire il valico.»
«Chi?»
Il martello colpì ancora la pietra.
«Quelli che passano.»
Elia osservΓ² il tratto di strada dietro l’uomo. Non proseguiva. Finiva contro una parete liscia.
«Questo non Γ¨ un valico.»
«Lo diventerΓ .»
«Quando?»
L’uomo fece una pausa. SoffiΓ² via la polvere di pietra.
«Quando qualcuno riuscirΓ ad attraversarlo.»
Elia guardΓ² di nuovo il sentiero alle sue spalle. La nebbia lo aveva giΓ coperto.
«Nessuno Γ¨ passato?» chiese.
«Molti.»
«E dove sono andati?»
L’uomo indicΓ² la parete davanti a loro.
«LΓ¬.»
Elia si avvicinΓ². La roccia era segnata da graffi, urti, tentativi. Nessuna apertura.
TornΓ² indietro di un passo.
«PerchΓ© continui a incidere quella parola?»
«PerchΓ© qualcuno deve pur segnare il punto.»
Il martello riprese a battere.
Passo.
Passo.
Passo.
Elia restΓ² fermo a osservare il muro. Non vedeva varchi. Non vedeva tracce di chi avrebbe attraversato.
Eppure il sentiero portava lì con una precisione che non lasciava alternative.
Capì che non si trovava davanti a una porta chiusa. Si trovava nel luogo in cui molti avevano deciso che una porta doveva esistere.
Il vento attraversΓ² la gola.
Alle sue spalle non c’era piΓΉ il sentiero.
Davanti, la parete continuava a ricevere colpi regolari.
Elia si accorse di non sapere se il passo fosse quello inciso sulla pietra, quello che aveva fatto per arrivare fin lì, o quello che avrebbe dovuto fare adesso senza sapere dove posarlo.
RestΓ² fermo, con il piede sospeso sopra la roccia, senza riuscire a trasformare l’esitazione in un gesto.












