“Naturale” era la parola che Elia pronunciava mentre scriveva alla lavagna.
La traccia del gesso restava netta, la voce scorreva con sicurezza. «ร naturale nell’uomo cercare il fondamento del proprio agire.»
Lo aveva detto molte volte. Poi si fermรฒ.
Si voltรฒ verso la classe. Gli studenti erano seduti, alcuni con lo sguardo fisso su di lui, altri su schermi che si accendevano e si spegnevano con movimenti rapidi delle dita. Quando Elia taceva, un brusio sottile attraversava l’aula, come un riflesso involontario.
«Che cosa intendiamo per naturale?» chiese.
Un ragazzo rispose: «Quello che viene spontaneo.»
Spontaneo.
Elia annuรฌ. Ripetรฉ la parola come se fosse nuova. Spontaneo rispetto a cosa?
Riprese la spiegazione. Parlรฒ di causa, di fine, di ordine. Le frasi si disponevano con coerenza. Dentro, qualcosa non si allineava.
Le parole uscivano come formule memorizzate. Non le sentiva piรน aderire alla realtร .
Gli studenti ascoltavano a tratti. Poi, appena la sua attenzione calava, le dita tornavano a scorrere sugli schermi. Sorrisi improvvisi, risate trattenute, commenti su immagini che lui non vedeva.
Elia ebbe l’impressione di non possedere piรน gli strumenti per tradurre quel codice.
Si chiese se qualcuno lo stesse seguendo o se stesse solo riempiendo un vuoto con parole antiche.
Uno studente domandรฒ: «Ma a cosa serve saperlo?»
Elia stava per rispondere, poi esitรฒ.
Ripensรฒ alle lezioni che ascoltava alla loro etร . Gli sembravano necessarie, inevitabili.
Ora avvertiva uno scarto. Non era disprezzo per i ragazzi. Era la sensazione che il tempo avesse cambiato asse senza avvisarlo.
Concluse la lezione con una domanda aperta.
«Che cosa vi appare naturale nella vostra vita?»
Silenzio.
Poi una risposta vaga, seguita dalla campanella.
I ragazzi uscirono rapidamente, giร immersi in conversazioni che lo attraversavano senza includerlo.
Elia restรฒ solo.
Guardรฒ la parola alla lavagna.
Non sapeva piรน se la stesse difendendo o ripetendo per inerzia. Non sapeva se il suo linguaggio avesse ancora presa sul mondo o se fosse diventato un rito.
Non era la classe a essere altrove. Era lui a non riconoscere il punto in cui si trovava.
Nel corridoio le risate si allontanavano.
Camminรฒ verso l’uscita con la sensazione di abitare un’epoca che procedeva senza attendere il suo passo.












