Lo sguardo era l’unica cosa che Elia riconobbe entrando nella Sala d’Attesa.
Il resto non aveva proporzioni stabili. Sedie sospese a mezz’aria, pareti attraversate da finestre che davano su epoche diverse. Da una si vedeva un porto antico, da un’altra una città di vetro.
Un uomo con parrucca incipriata sedeva accanto a una donna in abito scuro. Un soldato con l’uniforme lacera fissava le proprie mani.
«Benvenuto» disse un impiegato con un registro sotto il braccio.
«Dove siamo?»
«Nel Dipartimento delle Interpretazioni.»
«Di cosa?»
«Di ciò che avete visto.»
Elia rimase in silenzio. Non ricordava di aver perso lo sguardo. Ricordava però di aver dubitato del proprio punto di vista.
Sul fondo si accese uno schermo. Non mostrava scene, ma occhi. Occhi sovrapposti, provenienti da tempi differenti.
«Ogni esistenza lascia un’angolazione» disse l’impiegato. «Verifichiamo se coincide con ciò che accadeva.»
«E se non coincide?»
«Si resta qui.»
Lo schermo si fermò su un’immagine: una stanza, un tavolo, una mano appoggiata. Elia riconobbe la scena.
«Che cosa vedeva?» chiese l’impiegato.
«Una possibilità.»
«E ora?»
Elia osservò meglio. Vide la distanza che allora non aveva colto, l’incertezza che aveva scambiato per chiarezza.
Non era errore. Era limite.
La sala si fece più silenziosa.
«Non correggiamo il passato» disse l’uomo. «Verifichiamo la posizione da cui è stato guardato.»
Elia avvertì lo stesso smarrimento che lo attraversava da giorni. Non temeva un giudizio. Temeva di aver abitato sempre un punto troppo stretto.
«Se l’angolazione resta instabile?» chiese.
L’impiegato chiuse il registro. «Allora si torna.»
«Dove?»
Le finestre iniziarono a dissolversi.
«Dove la prospettiva non è ancora fissata.»
Elia sentì che qualcosa lo riportava indietro. Non verso un tempo preciso. Verso una condizione incerta.
Capì che non stava cercando una risposta definitiva.
Stava imparando a restare dentro un margine.
E mentre la sala svaniva, comprese che ciò che lo aveva sempre disorientato non era il mondo.
Era la distanza tra ciò che vedeva e ciò che riusciva a comprendere.
Stava imparando a sostare dentro una diversa prospettiva.












