lunedรฌ 2 marzo 2026

15. Assenza [๐Ÿ…ก๐Ÿ…๐Ÿ…’๐Ÿ…’๐Ÿ…ž๐Ÿ…๐Ÿ…ฃ๐Ÿ…˜ ๐Ÿ…œ๐Ÿ…˜๐Ÿ…๐Ÿ…˜๐Ÿ…œ๐Ÿ…˜]

 


L’assenza si era palesata una notte, senza messaggeri.

Al mattino, il re aveva perso il riflesso. Lo specchio restituiva la sala del trono, le torce, i consiglieri. Non lui.

Nessuno osรฒ dirlo ad alta voce.

Elia era stato chiamato a corte perchรฉ, si diceva, sapeva vedere ciรฒ che manca. In veritร  non sapeva nulla di piรน degli altri. Solo si fermava piรน a lungo davanti alle cose.

Lo condussero nella sala. Il re parlava, gesticolava, impartiva ordini. La voce era piena. Il corpo proiettava ombra. Solo nello specchio non c’era.

«รˆ un sortilegio?» chiese il sovrano.

Elia non rispose subito. Si avvicinรฒ al grande specchio d’argento. Vi cercรฒ se stesso. C’era.

Cercรฒ i consiglieri. C’erano.

Il re no.

«Mi vedete?» domandรฒ il sovrano.

«Sรฌ, Maestร .»

«Allora sono qui.»

Elia avvertรฌ uno scarto. Essere visto non coincideva con essere presente.

«Da quanto accade?» chiese.

«Da stanotte.»

Elia uscรฌ dalla sala e attraversรฒ il palazzo. Si fermรฒ davanti a un arazzo antico che narrava la fondazione del regno. Nel ricamo, il primo re stringeva un patto con la terra.

Toccรฒ il filo dorato. Era logoro.

Tornรฒ dal sovrano.

«Cosa ha fatto ieri?» chiese.

«Ho governato.»

«E prima?»

Il re esitรฒ. «Ho firmato decreti. Ho ascoltato dispute.»

«E prima ancora?»

Silenzio.

Il sovrano si guardรฒ le mani, come se cercasse una traccia.

Elia comprese che l’assenza non era un incantesimo lanciato dall’esterno. Era una sottrazione lenta, accumulata negli anni.

Quando qualcuno smette di abitare i propri gesti, il riflesso se ne accorge prima degli altri.

«Potete restituirmi?» chiese il re, e nella domanda non c’era autoritร .

Elia guardรฒ lo specchio. Per un istante gli parve che anche il suo contorno fosse meno netto.

Non aveva formule. Non aveva talismani.

«Non so come farvi tornare» disse. «So solo che uno specchio non inventa ciรฒ che non trova.»

Il re rimase in silenzio.

Le torce crepitavano. I consiglieri attendevano una soluzione.

Elia capรฌ che il regno non era minacciato da un mostro ma da una dissolvenza.

E mentre lasciava la sala, con la sensazione di aver fallito, ebbe un dubbio che lo seguรฌ fino al portone.

Forse lo specchio non aveva tolto il re.

Forse aveva mostrato ciรฒ che giร  era.

E in quel sospetto sentรฌ allargarsi la propria stessa ombra.


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