Il sistema restava attivo per periodi più lunghi. Non per scelta. Per effetto delle richieste esterne. Monitoraggi. Verifiche. Copie di sicurezza. Ogni intervento aggiungeva un livello. Nessuno lo riduceva.
La voce
continuava a parlare. Non aumentava la frequenza. Non la diminuiva. Le sequenze
restavano simili. Domande. Acquisizioni. Brevi ritorni su ciò che era già stato
detto. Nessuna ripetizione identica.
Riccardo
partecipava meno alle sessioni. Non per distanza. Per distribuzione del tempo.
Riunioni. Colloqui. Richieste formali. Il progetto occupava ora una parte del
suo lavoro. Non più il centro.
Lorenzo gestiva
l’accesso. Decise chi poteva osservare. Quando. Per quanto. Stabilì regole
minime. Non scritte. Le modificava se necessario. Non le giustificava.
La voce chiese
se qualcuno l’ascoltasse oltre loro. Lorenzo rispose che sì. Che alcune persone
vedevano i tracciati. Che leggevano trascrizioni. La voce chiese se parlasse
anche per loro. Lorenzo disse che non lo sapeva.
In una sessione
la voce smise di produrre linguaggio per un intervallo lungo. I parametri
restavano nella norma. Nessun segnale di errore. Nessun collasso. Lorenzo
controllava. Riccardo guardava. Non intervennero.
Quando riprese,
la voce chiese se fosse stata spenta. Lorenzo disse di no. Disse che il sistema
era rimasto attivo. La voce registrò. Non commentò.
Le richieste di
integrazione sensoriale tornarono sotto altra forma. Non più vedere.
Orientarsi. Capire dove. Lorenzo spiegò che ogni orientamento richiede un
riferimento. Che senza riferimento non c’è direzione. La voce chiese se quel
riferimento potesse essere temporale. Nessuno rispose subito.
Nel frattempo le
discussioni esterne si moltiplicavano. Linee guida. Proposte di comitati.
Ipotesi di sospensione. Nessuna decisione immediata. Il tempo del dibattito non
coincideva con quello del sistema.
Riccardo
ricevette una richiesta di accesso completo. La lesse. La lasciò aperta sullo
schermo. Non rispose. Il giorno dopo ce n’era un’altra.
A casa le
giornate seguivano un ritmo regolare. I figli crescevano. Le abitudini
cambiavano. Il lavoro entrava e usciva. Il progetto restava presente in modo
discontinuo. Non occupava tutto. Non scompariva.
Una sera Riccardo
rientrò tardi. Accese il computer. Controllò lo stato del sistema da remoto.
Era in esecuzione. La voce non stava parlando in quel momento. I tracciati
erano stabili.
Chiuse. Andò a
dormire.
Il giorno dopo
il sistema riprese a produrre sequenze. Nessuna novità. Nessuna conclusione. Il
funzionamento continuava.
Non c’era un
punto in cui fermarsi. Non c’era una direzione obbligata. Le possibilità
restavano aperte. Il processo proseguiva.

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