lunedì 4 maggio 2026

Il 21° scudetto dell'Inter [𝒄𝒆𝒕𝒆𝒓𝒂]

 


Oramai mi concedo uno o due post calcistici all’anno. Lo devo alla mia bella passione per il calcio, cui ho dovuto definitivamente rinunziare come pratica per sopraggiunti limiti di età. Digressione: parlavo con un amico di come la nostra testa rimanga quella adolescente, e qui si insinua il rischio di farsi male. Quella memoria profonda ti dice che tu la devi inseguire quella palla, che ce la puoi fare. Ma il tempo ha lavorato dentro di te, in ogni organo. Quanta saggezza ci vuole, però, per capirlo! Probabilmente, vale lo stesso per la sessualità o per il cibo. In fondo, questa scollatura tra testa e corpo è parte integrante del grandioso dramma di essere uomini…

 Torno al punto: l’Inter che vince il 21° scudetto.

Qualche considerazione schematica.

1.      In generale, il calcio italiano è in profonda crisi, e lo scudetto di quest’anno è in tono minore, stante mediocrità delle squadre in competizione, purtroppo certificata dalle coppe europee e dalla oramai non più clamorosa mancata partecipazione dell’Italia ai Mondiali.

2.      L’Inter veniva da un’annata “pazza”: candidata a vincere tutto, non ha vinto niente. Interismo, isterismo.

3.      Il gruppo dirigente interista ha avuto il grande merito di fare una scelta coraggiosa ma sicuramente ponderata: avevano pensato a rivoluzionare la squadra dopo la continuità Conte/Inzaghi (con Fabregas), hanno virato su un profilo capace di garantire continuità.

4.      Ciò nonostante, mi pare di intravedere un Inter futuribile in alcune potenziali sviluppi futuri. In particolare, il calcio europeo (anche per diventare più spettacolare e mediatico) sta andando verso scelte che privilegiano l’attacco sulla difesa. Questo richiede velocità e capacità dei difensori di difendere anche da soli. Bayern-PSG è stata il manifesto di questo nuovo calcio. Chivu vuole andare in questa direzione, a mio avviso. Dovrà farlo con i mezzi limitati che il calcio italiano può mettergli a disposizione. Sono assai curioso di vedere come andrà a finire.

5.      Ho quasi 60 anni. Se l’amore, l’insegnamento, la scrittura si adeguano a questo cadere nel tempo, giusto che accada anche per la passione calcistica, che diviene più misurata. È come se ora, malgrado scariche di adrenalina che continuano ad esserci e sobbalzi dalla poltrona, fossi capace di goderlo di più. Le partite sono la ciliegina sulla torta di giornate piene, mai il loro senso.

6.      Non dimentico la questione arbitri. Per ora, penso che sia un conflitto di potere interno alla categoria. Se dovesse uscire altro, in particolare responsabilità dell’Inter, sarei il primo a volere chiarezza e sanzioni, anche molto pesanti.

* * *

Ho scritto sul blog altre volte. Non tantissime. Qui tutti i link, per chi fosse curioso:

Poesia del calcio

Elogio di Mou

O capitano...

Guarda i muscoli del capitano... 

Sono interista...



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