La miseria del nostro tempo si può cogliere da un’analisi delle pubblicità, esercizio che proporrei a scuola nel tentativo (che saprei vano) di decolonizzare l’immaginario dei miei allievi, traviati sin dalla prima infanzia.
Prendo la pubblicità della Conad.
Ci sono signore intente a fare pratica yoga, alla ricerca di un centro di gravità permanente. Sono tutte donne. È bene sottolinearlo. La guida dice di cercare l’energia, di stare bene, l’equilibrio. Il giardiniere maschio (probabile citazione inconsapevole di Oltre il giardino). Con l’aria di chi la sa lunga suggerisce alle donne di andare alla Conad. E lì vediamo la guida spirituale ben contenta di aver trovato, evidentemente, quel che trovava.
Il messaggio è sempre lo stesso di un tempo che disprezza lo spirito (o meglio mercifica anche quello, come detto in maniera sublime dal Battiato di Magic Shop).
Tutti i bisogni umani possono essere soddisfatti da “cose” acquistabili. Attenzione: su Youtube il titolo della campagna è “La ricerca del benessere”. Il benessere è il vero dio delle nostre vite. Qualunque filosofo antico sapeva che obiettivo dell’uomo dovrebbe essere la felicità (εὐδαιμονία), che non dipende dai beni esteriori ma solo dalla nostra disposizione d’animo. Dunque, quel gruppo di donne era sulla retta vita. In un luogo dominato dalla vegetazione, un “tentatore”, un “diabolos” (separatore) invita a cercare altro “energia” ed “equilibrio”, distraendo da quella connessione con il nostro cuore sacro cui tutti siamo chiamati.
Scacciamo il giardiniere rispedendolo dai suoi padroni senza volto.
Continuiamo a cercare dentro e non fuori di noi energie nuove ed equilibrio veri.

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