Il tempo non scorreva piรน in modo continuo. Elia se ne accorse quando iniziรฒ a contare senza arrivare allo stesso punto.
Provรฒ a stabilire una misura. Non funzionรฒ. I minuti si allungavano o si contraevano senza un criterio visibile. Anche il proprio profilo negli specchi cambiava di poco, come se qualcuno lo riscrivesse durante i giorni.
A scuola aveva imparato a ordinare il mondo. Ogni cosa aveva una causa, un senso, un possibile destino. Ora le parole restavano, prive di appoggio.
Si osservava la mano mentre compiva un gesto semplice. Non era certo che fosse naturale. Non sapeva piรน distinguere ciรฒ che apparteneva a lui da ciรฒ che gli veniva assegnato.
Aveva la sensazione di essere entrato in un sistema che non riconosceva. Non ne vedeva il creatore, solo effetti.
Lo sguardo degli altri non coincideva con il suo. Parlavano di fatti condivisi, di una stessa realtร . Elia ascoltava versioni coerenti tra loro. Ogni versione escludeva la precedente senza contraddirla.
Formulรฒ un’ipotesi. Che il mondo si mantenesse stabile solo a condizione di essere raccontato nello stesso modo.
Subito nacque il sospetto che anche lui stesse partecipando a quella stabilizzazione.
Sentรฌ una forma di responsabilitร senza oggetto.
Camminava mantenendo un certo passo, cercando un confine tra ciรฒ che percepiva e ciรฒ che gli veniva detto. Il confine non restava fermo. Si spostava.
Entrรฒ in una fase di deriva. Ogni tentativo di deviare produceva solo nuove coincidenze con percorsi giร tracciati.
L’incertezza non era un errore. Era lo stato normale.
Restรฒ in attesa di un segnale che non arrivava.
Tra lui e le cose si apriva una distanza crescente. Non fisica. Una forma di estraneitร che non riusciva a ridurre.
Guardรฒ il cielo. L’universo appariva stabile. O cosรฌ gli avevano insegnato.
Avvertรฌ una lenta smemoratezza. Non dimenticava i fatti. Perdeva il modo di collegarli.
Ogni attraversamento di spazio o pensiero non conduceva a un luogo distinto. Solo a una diversa prospettiva dello stesso scarto.
Si sentรฌ in esposizione, come se ogni tentativo di capire lo rendesse piรน visibile a qualcosa che non riusciva a definire.
Attorno cresceva una dispersione di segni, voci, indicazioni.
Il rumore aumentava. Elia restรฒ fermo. Ma non sapeva se fosse fermo davvero.
Alzรฒ lo sguardo ancora una volta. Non cercava orientamento.
Cercava qualcosa che non richiedesse interpretazione. Qualcosa che non dipendesse da lui.
Vide solo stelle.

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