lunedì 4 novembre 2013

Eppure (ποίησις)


Eppure...

Potresti crederlo?
Nella mora vizza e triste  
esploderà la potenza del sole
per la gioia dei passanti,
fanciulli tornati alla sorgente
dell’infanzia.

Potresti crederlo?
Sotto la soffice e spietata coltre,
sotto la pioggia senza requie,
dei frutti più rossi
tornerai a nutrirti, dimentica
di tutti i tuoi inverni.

L’estate della nostra salute,
si consuma nel fieno
d’erba medicamentoso
scolpito in forme pure,
i sensi storditi da origano e menta.

Eppure...

San Cumano, 25 agosto 2013-giugno 2026

Nessun commento: