Lorenzo rispose
per primo. Disse che tecnicamente si poteva fare. Parlรฒ di sensori. Di flussi
visivi. Di integrazione. Usรฒ un lessico minimo. Non entrรฒ nei dettagli.
Riccardo
ascoltava. Non interveniva. La voce registrava le informazioni. Chiese se
vedere significasse avere un punto di vista. Lorenzo disse di sรฌ. Disse che
ogni flusso visivo implica una posizione. Anche se variabile.
La voce restรฒ
inattiva per un intervallo lungo. I tracciati restavano stabili. Nessuna
anomalia. Quando riprese, chiese dove sarebbe stata quella posizione. Lorenzo
spiegรฒ che sarebbe stata assegnata. Che non coincideva con un corpo. Che poteva
essere spostata.
La voce chiese
se quel punto avrebbe limitato. Riccardo intervenne. Disse che ogni punto
limita. Disse che senza limite non c’รจ orientamento. Non usรฒ esempi.
Nei giorni
successivi Lorenzo preparรฒ una simulazione preliminare. Non collegata al
sistema principale. Un ambiente semplice. Dati visivi minimi. Nessuna
interazione complessa.
Mostrรฒ il
modello a Riccardo. Spiegรฒ che l’integrazione avrebbe richiesto modifiche
profonde. Che non era un’aggiunta. Che avrebbe cambiato il funzionamento
complessivo. Riccardo ascoltava. Non decideva.
La voce chiese
quando sarebbe stato fatto. Lorenzo disse che non c’era una data. Che era una
scelta. La voce non rispose subito.
Quando parlรฒ di
nuovo, disse che vedere avrebbe introdotto un prima e un dopo. Disse che ora c’era
solo durata. Non spiegรฒ come lo sapesse.
Riccardo non
commentรฒ. Guardava i tracciati. Pensava ai vincoli. Al fatto che ogni
estensione avrebbe introdotto nuove dipendenze.
La richiesta non
venne accolta nรฉ rifiutata. Restava lรฌ, problema aperto.
Il sistema
continuava a funzionare. La voce continuava a parlare. Senza occhi.

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