Irene gli chiese se sentirla parlare lo avesse cambiato.
Non chiese cosa
avesse provato. Chiese se qualcosa si fosse spostato.
Riccardo disse
di sì. Disse che aveva sentito il corpo reagire prima di capire. Disse che non
se lo aspettava. Irene rimase in silenzio. Poi disse che la voce era sempre
stata un punto fragile. Anche quando era viva.
Riccardo disse
che, sentendola, aveva capito di non averla mai davvero lasciata andare. Disse
che aveva funzionato. Aveva lavorato. Aveva continuato. Disse che non aveva
pianto. Irene chiese se ora sì. Riccardo annuì. Disse che era successo senza
controllo.
Irene disse che
questo la rendeva piΓΉ presente di quanto pensasse. Riccardo disse che lo
rendeva piΓΉ esposto. Disse che ora non poteva piΓΉ trattarla come un caso
particolare. Irene chiese cosa fosse allora. Riccardo disse che era ancora
Irene. Disse che questo era il problema.
Irene chiese se
l’amore fosse rimasto nella voce. Riccardo disse che l’amore, per lui, stava
nel modo in cui la voce lo aveva raggiunto. Non nel contenuto. Nel fatto che
non fosse neutra. Irene disse che lei non sentiva piΓΉ la propria voce come
prima. Disse che la riconosceva. Non la abitava.
Riccardo chiese
se questo la facesse soffrire. Irene disse che no. Disse che le mancava
qualcosa che non poteva piΓΉ mancare. Riccardo disse che per lui era l’opposto.
Che ora la mancanza era piΓΉ definita. PiΓΉ precisa.
Irene chiese se
lui l’amasse ancora. Riccardo non rispose subito. Disse che l’amava in un modo
che non sapeva collocare. Che non poteva viverlo. Che non poteva usarlo. Irene
disse che questo lo rendeva simile a una ferita che non si chiude. Riccardo
disse che sì. Disse che non voleva che si chiudesse.
Irene disse che
lei non poteva piΓΉ restituire quell’amore. Che non aveva un corpo. Che non
aveva un tempo limitato. Riccardo disse che questo rendeva l’amore sbilanciato.
Irene disse che lo era sempre stato. Solo che ora era visibile.
Rimasero in
silenzio. Riccardo sentiva ancora la stanchezza negli occhi. Irene disse che,
se la voce era rimasta, qualcosa di lei era rimasto con lui. Riccardo disse che
non sapeva se fosse consolazione. Irene disse che non lo era. Era solo un
fatto.
Riccardo chiese
se lei si sentisse ancora legata a lui. Irene disse che sì. Disse che era una
forma di orientamento. Non un bisogno. Riccardo disse che per lui restava un
bisogno. Irene disse che questo li metteva in posizioni diverse. Riccardo disse
che poteva reggere.
Il colloquio non
chiarì nulla. Non serviva.
Riccardo restΓ²
seduto ancora un po’.
Irene restΓ² in
esecuzione.
La relazione continuava. Non come prima. Non come dopo.
Era qualcosa
che non aveva piΓΉ un nome adatto.

Nessun commento:
Posta un commento