<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601</id><updated>2012-01-25T08:26:33.552-08:00</updated><title type='text'>Di soglia in soglia</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>44</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-2000135614804512537</id><published>2011-12-26T00:39:00.000-08:00</published><updated>2011-12-26T00:40:08.795-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-z9ybIHeL6mU/Tvgy44Y5QBI/AAAAAAAAALA/XDF6mHF45HI/s1600/2011%2B-%2BNatale%2B%2528Celan%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-z9ybIHeL6mU/Tvgy44Y5QBI/AAAAAAAAALA/XDF6mHF45HI/s400/2011%2B-%2BNatale%2B%2528Celan%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690354081973485586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-2000135614804512537?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/2000135614804512537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=2000135614804512537' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2000135614804512537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2000135614804512537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2011/12/blog-post.html' title=''/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-z9ybIHeL6mU/Tvgy44Y5QBI/AAAAAAAAALA/XDF6mHF45HI/s72-c/2011%2B-%2BNatale%2B%2528Celan%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-5563510911846056903</id><published>2011-02-10T21:58:00.001-08:00</published><updated>2011-02-10T23:09:40.671-08:00</updated><title type='text'>10 febbraio. Giornata del Ricordo (2011): contro l'uso politico della memoria*</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-j4GfiV0jicg/TVTYc3e4RgI/AAAAAAAAAKc/w_cP8zCeu10/s1600/foibe1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 290px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-j4GfiV0jicg/TVTYc3e4RgI/AAAAAAAAAKc/w_cP8zCeu10/s320/foibe1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572316629405550082" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;P ALIGN="JUSTIFY"&gt;
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il 10 febbraio, in base ad una legge del governo Berlusconi del 2004, è stato definito “giorno del ricordo dell’esodo degli italiani dell’Istria e della Dalmazia e delle Foibe”. Sono stati promotori di questa legge  ministri e parlamentari notoriamente fascisti del governo Berlusconi (ricordiamo tra i tanti il ministro ex repubblichino Tremaglia e gli squadristi degli anni ’70: La Russa, Alemanno, Gasparri e Storace). Assistiamo, ormai da qualche anno, ad una vasta operazione propagandistica e di menzogne che parla delle foibe come una strage indiscriminata di civili italiani avvenuta nel ’45 nel territorio della Venezia Giulia ad opera dei comunisti jugoslavi. Al di là delle sudice menzogne di giornali e TV del regime berlusconiano, la cosiddetta “strage” delle foibe altro non è stata che la giusta punizione di  elementi che avevano, a vario modo, operato al servizio di SS e fascisti. I “martiri” delle foibe, che oggi il governo vuole farci onorare, erano per la quasi totalità collaborazionisti dei nazifascisti, macchiatisi dei peggiori crimini e atrocità durante la guerra e durante il ventennio, e per questo giustiziati da formazioni partigiane o dalle masse popolari stesse». &lt;/span&gt;&lt;br&gt;

Queste sono le &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;parole farneticanti&lt;/span&gt; reperite senza grossa difficoltà su un sito (&lt;a href="http://napoli.indymedia.org/2011/02/07/no-alla-celebrazione-fascista-delle-foibe/"&gt;Napoli Indymedia.org&lt;/a&gt;) di una &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sinistra non estrema ma estremista e infantile&lt;/span&gt;, incapace di leggere, se non altro, i risultati della storiografia più seria su una questione complicatissima come quella dei confini orientali dell’Italia, storia di lungo periodo, all’interno della quale si colloca la questione che viene simboleggiata dalle foibe, sinistro simbolo di una &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“pulizia etnica” attuata dalle milizie titine &lt;/span&gt;in maniera feroce, producendo, secondo le stime più recenti, ma passibili di revisione, tra le dieci e le dodicimila vittime.&lt;br&gt; L’ottima &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe"&gt;voce Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; (strumento che a differenza di molti colleghi trovi prezioso e quasi sempre di buon livello) segnala una sorta di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“negazionismo” di sinistra&lt;/span&gt; rispetto alla questione, di cui le parole che ho letto sono adeguata testimonianza.&lt;br&gt; La negazione o la sottovalutazione delle foibe sono un dato storiograficamente innegabile. Per motivi diversissimi le maggiori forze politiche italiane del dopoguerra (la DC, a partire dagli anni Cinquanta, il PCI da subito) hanno nel migliore dei casi glissato sull’atroce destino delle migliaia di italiani uccisi barbaramente o costretti all’esodo dalle proprie terre.&lt;br&gt; Nel 1993, su iniziativa dei Ministri degli Esteri di Italia e Slovenia, fu istituita una &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/lefoibe/documentoitaslo.htm"&gt;Commissione mista di ricerca&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, i cui lavori sono stati resi pubblici nel 2001. Ad essa hanno partecipato storici e intellettuali che hanno dedicato tutta la loro ricerca alla spinosa questione dei confini orientali: Fulvio Tomizza, &lt;a href="http://www.vitanuovatrieste.it/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=4072"&gt;Raoul Pupo&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.liceograssi.it/storia%20del%20novecento/didattica/2009-10%20esodo/italiani%20e%20slavi%20nella%20venezia%20giulia.pdf"&gt;Marina Cattaruzza&lt;/a&gt;. L’obiettivo era quello di «costruire una &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;memoria storica condivisa&lt;/span&gt; dopo un secolo di tragiche contrapposizioni».&lt;br&gt; La relazione innesta la questione delle foibe nella &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;storia di lungo periodo&lt;/span&gt; della zona di confine orientale, sottolineando l’emergere graduale nell’Ottocento degli opposti nazionalismi (dopo la pacifica convivenza sotto Venezia e sotto l’Austria). Vengono, poi, minuziosamente elencate le &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;colpe del fascismo&lt;/span&gt;, accusato di aver cercato di «snazionalizzare» le minoranze slovene e croate presenti nella Venezia Giulia «con una politica repressiva assai brutale», il cui intento finale era quello «di arrivare alla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;bonifica etnica&lt;/span&gt;» della regione. Ma altrettanto severo è il giudizio sulle violenze compiute, dopo l’8 settembre 1943 e la cacciata dei tedeschi dalla Venezia Giulia, dai partigiani comunisti di Tito ai danni degli italiani: si parla di «molte migliaia di arresti», si quantificano «in centinaia» le persone che trovarono la morte nelle foibe (soltanto per quanto riguarda la Slovenia, Croazia esclusa), si ricordano «le deportazioni di un gran numero di militari e civili nelle carceri e nei campi di prigionia creati in Jugoslavia». E si ammette, per la prima volta da parte slovena, che quella dei partigiani titini fu una «&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;violenza di Stato&lt;/span&gt;». Viene, inoltre, ricostruito l’esodo degli italiani dall’Istria nel dopoguerra, «oppressi da un regime di natura totalitaria che impediva anche la libera espressione dell’identità nazionale». Ho utilizzato la sintesi di &lt;a href="http://istruzione.perugia.it/news2005/consulta/foibe/doc/documento1.htm"&gt;Francesco Alberti&lt;/a&gt; del documento apparsa nel 2001 sul «Corriere della Sera».&lt;br&gt; Ma perché questa giornata non è entrate nel sentire collettivo, come invece accaduto per l’altra commemorazione, la giornata della memoria, istituita nel 2000? Perché oggi il maggior quotidiano italiano, il «Corriere della Sera», non dedica alcuno spazio alla vicenda? E, ancora, perché, allora, la questione delle foibe e il giorno del ricordo accendono gli animi? Perché oggi pomeriggio si svolgerà una fiaccolata qui a Benevento e in molte parti d’Italia per ricordare quella vicenda? Perché &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;le foibe sono state e sono “utilizzate” politicamente&lt;/span&gt;. Sia chiaro: l’uso politico della memoria è una prassi molto diffusa nella storia italiana. Basti pensare – per rimanere ad una questione molto attuale  alla tendenziosa ricostruzione del Risorgimento utilizzata, a partire dall’Unità d’Italia per “costruire” un popolo italiano. E, dunque, non possiamo ignorare che la questione delle foibe è stata per lunghissimo tempo l’arma polemica della destra italiana, destra ancora neofascista e poi postfascista, contro una presunta egemonia culturale della sinistra. Basti leggere il dossier di &lt;a href="http://www.lefoibe.it/approfondimenti/dossier_web1.pdf"&gt;Silvia Ferretto Clementi&lt;/a&gt; per Alleanza Nazionale. Anche in questo caso, però, come nelle farneticazioni lette poc’anzi, siamo di fronte ad una negazione profonda di un aspetto che, invece, la commissione mista ha rimarcato: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;le violenze e i soprusi compiuti dal fascismo nel ventennio che precede le foibe…&lt;/span&gt; Se non si ricordano quelle violenze c’è il rischio di dividere i morti in morti di serie A e morti di seri B… Questo non significa “giustificare” le violenze slave. Lo dico a scanso di equivoci. Significa fare uno sforzo di comprensione di un fenomeno complesso. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sine ira et studio. &lt;/span&gt;&lt;br&gt; Mi si permetta un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;parallelo&lt;/span&gt; tratto dalla mia esperienza di docente. Ebbene, nel corso del mio triennio di storia, dedico sempre un’attenzione privilegiato alla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;questione ebraica&lt;/span&gt;. Spiego ai miei ragazzi, dunque, che l’antisemitismo è già presente, in nuce, in alcuni passi evangelici, e che poi si diffonde come un virus nell’Occidente cristianizzato. I pogrom non sono un fenomeno moderno ma già medievale. Seguendo l’evoluzione dell’antisemitismo faccio presente come i primi ghetti nascano in Italia, tra Venezia e Roma… Perché? Per mostra che la Shoah non è un fungo velenoso che spunta dalla mente malata di Adolf Hitler, ma il prodotto di una storia millenaria… Non sminuisce l’orrore del nazismo e dell’Olocausto, ma aiuta a comprenderlo.&lt;br&gt; Nel 2008 uno grandissimo scrittore triestino, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Pahor"&gt;Boris Pahor&lt;/a&gt;, ora quasi centenario (sottolineo: scrittore italiano della minoranza slovena di Trieste), divenuto, oramai vecchio, celebre per una grande capolavoro, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Necropoli&lt;/span&gt; (che ne descriveva l’esperienza di reclusione in un campo di concentramento) e candidato al Nobel, ebbene nel 2008 scatenò una &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/27/Pahor_riapre_polemica_sulle_foibe_co_9_080427005.shtml"&gt;durissima polemica&lt;/a&gt; nei confronti di Giorgio Napolitano che, (cito) «ricorda solo le barbarie commesse dagli sloveni alla fine della Seconda guerra mondiale, ma non cita le precedenti atrocità dell’Italia fascista contro di noi». Sul «Corriere della Sera» del 27 aprile 2008 il grande scrittore bosniaco &lt;a href="http://www.balcanicaucaso.org/aree/Italia/Predrag-Matvejevic-le-foibe-e-i-crimini-che-le-hanno-precedute"&gt;Predrag Matvejević&lt;/a&gt; rincarava la dose, scrivendo: «Le foibe sono un crimine grave […] Ma per la dignità del dolore corale bisogna dire che questo delitto è stato preparato e anticipato anche da altri, che non sono sempre meno colpevoli degli esecutori dell’“infoibamento”. E citava un discorso di Mussolini del 1920 a Pola: «Per realizzare il sogno mediterraneo bisogna che l’Adriatico, che è un nostro golfo, sia in mani nostre; di fronte ad &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;una razza come la slava, inferiore e barbara&lt;/span&gt;». E, dunque, diceva Matvejević, sarebbe opportuno che si celebrasse non il “giorno del ricordo” ma il “giorno dei ricordi”. Ma già un altro grande scrittore mitteleuropeo, uno dei maggiori italiani viventi, &lt;a href="http://ebookbrowse.com/claudio-magris-le-foibe-silenzio-e-chiasso-il-corriere-della-sera-02022005-pdf-d47239171"&gt;Claudio Magris&lt;/a&gt;, sempre su «Corriere della Sera», nel 2005 aveva stigmatizzato il “chiasso” intorno alle foibe, che a quanto pare anche nella nostra piccola città si vuol creare intorno alla vicenda, impedendo quel religioso e pietoso raccoglimento in onore dei morti che sarebbe doveroso. Magris sottolineava la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;viltà di tanta sinistra italiana&lt;/span&gt; rispetto alla vicenda, che fece «dimenticare il dramma dell’esodo istriano, fiumano e dalmata e gli eccidi delle foibe», ma anche «&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;la cecità e il regressivo abuso dell’estrema destra&lt;/span&gt;, che coltivava il ricordo di quelle tragedie e di quei crimini non tanto per ricordare le vittime e condannare i precisi colpevoli e complici, bensì per rinfocolare inumani e generici rancori razzisti antislavi». E aggiungeva: «Il bestiale odio antiitaliano che si è espresso nelle foibe non è certo giustificato dal bestiale odio antislavo che si era scatenato a lungo su persone colpevoli solo di essere slave». E chiudeva con durezza. «Se fino a pochi anni fa parlare delle foibe non serviva alla lotta politica, oggi quei morti servono, e se ne parla, ma come strumento… Che oggi la destra al potere, erede di quella colpevole della nostra catastrofe nella Seconda guerra mondiale e della mutilazione dell’Istria, usi le foibe per difendere il proprio potere è una bestemmia». Una bestemmia, scrive Magris, e aggiunge: «&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;becera empietà&lt;/span&gt;».&lt;br&gt; La mia preoccupazione di docente è che i giovani, privi spesso di metodo, abbandonati ai flussi indistinti della Rete, prezioso farmaco ma anche potente veleno, non riescano a cogliere le dinamiche che spesso si nascondono dietro la ricostruzione della storia. Per questo li metto oggi in guardia. E dico loro: NON ESISTE UNA STORIA OGGETTIVA. Nietzsche ci ha insegnato che non esistono fatti ma solo interpretazioni, e che tali interpretazioni cambiano nel tempo. E questo è legittimo. Sta accadendo, per esempio, in questi anni rispetto alla percezione che abbiamo del nostro Risorgimento, soprattutto nel Sud Italia. Dopo anni di “mitizzazione” e di rimozione, si scopre che ci fu anche una violenza inaudita nel processo di unificazione, non si rimuovono più i fatti Pontelandolfo e Casalduni, ad esempio, si scopre che il brigantaggio fu anche protesta sociale. La stessa cosa accadde nel 1989 rispetto alla rivoluzione francese… O grazie agli studi di Renzo De Felice accadde, negli anni Novanta, rispetto al fascismo. I testi storici, soprattutto quelli scolastici, vanno continuamente rivisti e aggiornati. Esiste, voglio dire, un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“revisionismo” buono&lt;/span&gt;, giusto, anzi direi doveroso. Ma è altrettanto doveroso rigettare, in nome di una moralità senza compromessi e del rigore storico stesso, qualunque forma di “negazionismo” (di destra e di sinistra), qualunque semplificazione dei processi storici che vuole vedere solo un corno del dilemma, obliando il resto, e soprattutto va rigettato con forza l’uso politico della memoria, anche quando assume, come sta accadendo a Benevento in questi giorni, forme nostalgiche e patetiche.&lt;br&gt; «La nostra eredità non è preceduta da alcun testamento». Così ha scritto René Char, poeta tra i maggiori del Novecento, leader della Resistenza francese. Cosa significa? Che noi ereditiamo il passato attraverso un faticoso lavoro. Le “tradizioni” si sono tutte infrante. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La memoria e le eredità sono un compito, non un dono&lt;/span&gt;. Oggi ricordiamo, ereditiamo… Ma l’eredità deve essere spesa, deve essere utilizzata. In prospettiva. Non esiste scelta del passato che non sia ipso facto scelta di un futuro possibile. E quale futuro vogliamo costruire, commemorando pietosamente gli eccidi del confine orientale? UN FUTURO SENZA NAZIONALISMI. Perché da quel male è nato l’orrore, parte corposa dell’orrore del “secolo breve”. Educo i miei allievi a pensare gli Stati nazionali, le “Patrie”, piccole o grandi, come configurazioni storiche non organismi naturali ed eterni. Il maggior filosofo contemporaneo, il francese &lt;a href="http://books.google.it/books?id=StOkofxLAe4C&amp;pg=PA137&amp;lpg=PA137&amp;dq=morin+uomo+planetario&amp;source=bl&amp;ots=ka-aqYJpTM&amp;sig=O8fDmv_d5coLyEAjKEkquB6GIRM&amp;hl=it&amp;ei=V9dUTevfDoLusgbJ3PHTDA&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=9&amp;ved=0CDoQ6AEwCA#v=onepage&amp;q&amp;f=false"&gt;Edgar Morin&lt;/a&gt;, da anni invita a lavorare per l’emergenza di una società-mondo, per la nascita di un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;uomo planetario&lt;/span&gt;, attualizzando un’antica utopia kantiana ed illuministica. Il compito storico affidato alla nostra generazione, e in particolare agli educatori, e con questo auspicio chiudo il mio intervento, è «portare a compimento l’Umanità come comunità planetaria». I morti, tutti i morti a causa dei nazionalismi novecenteschi, sono viva testimonianza di questa urgenza storica.&lt;br&gt; 

&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;* Pronunziato in occasione della Giornata del Ricordo (10 febbraio 2011) nella Sala Vergineo del Museo del Sannio, a cura della Consulta Studentesca di Benevento.&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-5563510911846056903?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/5563510911846056903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=5563510911846056903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/5563510911846056903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/5563510911846056903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2011/02/10-febbraio-giornata-del-ricordo-2011.html' title='10 febbraio. Giornata del Ricordo (2011): contro l&apos;uso politico della memoria*'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-j4GfiV0jicg/TVTYc3e4RgI/AAAAAAAAAKc/w_cP8zCeu10/s72-c/foibe1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-6290295857241461323</id><published>2011-01-01T13:03:00.001-08:00</published><updated>2011-02-11T22:40:13.472-08:00</updated><title type='text'>Varchi ed aperture, verso la radura...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-d9BTM1IQvE8/TVYrSTjGSCI/AAAAAAAAAK0/9mTNgJMQmBY/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 235px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-d9BTM1IQvE8/TVYrSTjGSCI/AAAAAAAAAK0/9mTNgJMQmBY/s400/1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572689182402693154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-6290295857241461323?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/6290295857241461323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=6290295857241461323' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6290295857241461323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6290295857241461323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2011/01/varchi-ed-aperture-verso-la-radura.html' title='Varchi ed aperture, verso la radura...'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-d9BTM1IQvE8/TVYrSTjGSCI/AAAAAAAAAK0/9mTNgJMQmBY/s72-c/1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-2004468889255466898</id><published>2010-12-24T03:31:00.001-08:00</published><updated>2010-12-24T03:32:22.410-08:00</updated><title type='text'>Natale 2010 - Buona nascita...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TRSEvmaXcAI/AAAAAAAAAJw/PHRCagJbYB8/s1600/2010%2BNatale%2B%2528Char%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 352px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TRSEvmaXcAI/AAAAAAAAAJw/PHRCagJbYB8/s400/2010%2BNatale%2B%2528Char%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5554210193754517506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-2004468889255466898?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/2004468889255466898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=2004468889255466898' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2004468889255466898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2004468889255466898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/12/natale-2010-buona-nascita.html' title='Natale 2010 - Buona nascita...'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TRSEvmaXcAI/AAAAAAAAAJw/PHRCagJbYB8/s72-c/2010%2BNatale%2B%2528Char%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-1926906030817218886</id><published>2010-12-05T22:59:00.000-08:00</published><updated>2010-12-06T02:02:16.940-08:00</updated><title type='text'>Diario dell'occupazione III</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPyLUdgO2dI/AAAAAAAAAJI/FvRy4b71I6Q/s1600/148414_174910765871331_174910179204723_504274_2690967_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPyLUdgO2dI/AAAAAAAAAJI/FvRy4b71I6Q/s320/148414_174910765871331_174910179204723_504274_2690967_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547462024647072210" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;P ALIGN="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sabato 4&lt;/span&gt;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;In mattinata è previsto il corteo di tutte le scuole. Leggo il manifesto che lo lancia. Ne condivido alcuni punti, non la chiamata finale, di chiara matrice anarchica, al blocco delle città, alla rivolta generalizzata. Gli anarchici hanno un grande potere di penetrazione in un ambiente oramai totalmente deideologizzato come quello della scuola, e riescono facilmente ad imporre le loro parole d’ordine.&lt;BR&gt;Faticosamente, nel primo pomeriggio, riesco a ricostruire quanto è accaduto la mattina, dopo notizie confuse che giungevano da ogni parte: gli occupanti del Classico avevano deciso di cessare l’occupazione, come concordato con la Dirigente; saputa la notizia i manifestanti erano confluiti in massa a Piazza Risorgimento. Alla fine il Liceo è stato lasciato. Mi scriverà poi più tardi uno dei rappresentanti d’Istituto della volontà di rilanciare, in altre forme, protesta e rivendicazioni. Bravo!&lt;BR&gt;Alle 15 con le due colleghe che più intensamente hanno creduto alla bontà e alla maturità dell’autogestione andiamo a parlare con i ragazzi del Rummo. Ci sono le varie “anime” dell’occupazione. Con molta chiarezza esponiamo la nostra posizione: è stato un successo, nei contenuti e nel messaggio lanciato alla città, ora si abbandona questa forma di protesta e si trattano delle “riforme”, si creano dei tavoli di discussione a livello di istituto e di città per una vera autoriforma della scuola. Noi, in caso contrario, non garantiremo più la nostra presenza e il nostro supporto. Alcuni capiscono il senso del nostro discorso, lo condividono, ma sono netta minoranza. Vado via con l’impressione, condivisa, che tra molti degli occupanti, soprattutto dopo quella che è stata percepita come “caduta” del Classico (e che, invece, è stato un atto responsabile, maturo), si sia diffusa una sorta di “sindrome da Termopili”: «Liceali, godetevi la vostra colazione…». Intanto non hanno organizzato nulla di interessante: si canta e si gioca a carte… Sono molto perplesso.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Domenica 5&lt;/span&gt;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Continua l’incertezza. Navigo tra profili, scrivo, chiedo informazioni, mi sento con le colleghe. Non possiamo semplicemente lavarcene le mani: lo dobbiamo ai nostri alunni, che tali restano anche se assumono, dal nostro punto di vista, posizioni sbagliate. Credo, inoltre, che la realtà sia dialettica, che ogni nostra azione la modifichi, quindi non mi rassegno.&lt;BR&gt;Alle 10 mando un messaggio a tutti i miei alunni, in cui spiego quanto accaduto il giorno prima: «Abbiamo detto loro che ritenevamo un successo quanto fatto, a patto che l’occupazione terminasse il fine settimana e si discutesse con il Dirigente per avere, nel corso dell’anno, degli spazi di cogestione. E che, invece, rimanere in attesa dello sgombero con la forza avrebbe vanificato quanto di buono fatto». Lo inoltro anche ai leader della protesta, o quelli con i quali ho maggiormente interloquito in questi giorni. 
Nel pomeriggio viene convocata un’assemblea alle 16. La maggioranza decide di proseguire sine die l’occupazione. Le ragioni della minoranza suscitano irritazione e reazioni vibranti. I ragazzi mi scrivono. Sono amareggiato.&lt;BR&gt;Dopo cena vado a scuola. Non entro, ma chiedo ai ragazzi di smontare le mie cose lasciate a scuola (l’amplificatore, le casse…). Qualcuno di loro chiede conto del mio mutamento di posizione: rispiego le cose dette il giorno prima. Mi sembrano confusi. Chiedo: qual è il vostro obiettivo? «Arrivare fino al 14… la caduta del Governo… l’affossamento della Legge Gelmini…». In bocca al lupo. «Vi dimostreremo che sapremo organizzare attività importanti anche senza l’aiuto dei professori». Ne sarei molto felice. È quello che ho sempre desiderato.&lt;BR&gt;In bocca al lupo, Spartani. Speriamo che nessuno di voi debba cenare il pane amaro d’un prosaico Ade…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-1926906030817218886?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/1926906030817218886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=1926906030817218886' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1926906030817218886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1926906030817218886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/12/diario-delloccupazione-iii.html' title='Diario dell&apos;occupazione III'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPyLUdgO2dI/AAAAAAAAAJI/FvRy4b71I6Q/s72-c/148414_174910765871331_174910179204723_504274_2690967_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-6176769649260413366</id><published>2010-12-03T23:21:00.000-08:00</published><updated>2010-12-05T22:58:50.442-08:00</updated><title type='text'>Diario dell'occupazione o il mondo salvato dai ragazzini II</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPoPDxrqJlI/AAAAAAAAAJA/ttQcGBtIrSw/s1600/154614_173112169379368_100000417589767_459177_1472886_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPoPDxrqJlI/AAAAAAAAAJA/ttQcGBtIrSw/s320/154614_173112169379368_100000417589767_459177_1472886_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546762448610666066" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;P ALIGN="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Giovedì 2&lt;/span&gt;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Alle 10 sono al &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Rummo&lt;/span&gt;. Assisto all’incontro dei ragazzi con tre colleghe. Dissento su alcune questioni, ma trovo straordinari quei docenti che accettano di mettersi in discussione senza la rete del “potere” conferitoci da voti, registri, programmi. Tutto quello che normalmente insegniamo come astratta teoria chiede di essere incarnato. Se non ora, quando? Commentando la mia lettera aperta la signora &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://www.ilquaderno.it/commenti.php?commento=53201"&gt;Anna Romano&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; scrive sul “Quaderno”: «Il disagio che mia figlia manifesta è la mancanza di idee da parte dei suoi compagni per dare un senso a queste giornate, ma a me sembra che manchi una componente fondamentale di quella scuola, e cioè i docenti! Dove sono? Perchè non sono con loro e li aiutano a capire come ha fatto lei, che gira per i vari istituti? La fiducia dei propri alunni la si guadagna stando al loro fianco sempre, soprattutto in questi momenti». Aiutare a capire… Questo dovrebbe essere scritto nel nostro ideale “giuramento di Socrate”, cui ogni docente dovrebbe essere chiamato all’inizio della sua carriera.&lt;BR&gt; Iniziamo a vedere (con la LIM, la lavagna luminosa multimediale, destinata a cambiare le modalità dell’insegnamento nei prossimi anni) C&lt;span style="font-style:italic;"&gt;apitalism. A love story&lt;/span&gt;. Spiego rapidamente ai ragazzi chi è &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Michael Moore&lt;/span&gt;, i suoi documentari sull’uso dell’armi in America, sull’11 settembre, sul sistema sanitario, il suo radicalismo democratico. Seguono in raccolto silenzio. Non parliamo della rivoluzione (o forse sì), ma cerchiamo di “capire” (insieme) il nostro tempo. Lo spiego anche a due rappresentanti dei genitori che sono venuti, intelligentemente, a vedere con i propri occhi.&lt;BR&gt; Alle 16,30 sono al &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Giannone&lt;/span&gt;, la scuola nella quale ho insegnato negli ultimi anni. La maggior parte degli occupanti sono impegnati in un’assemblea interistituto al Guacci. Leggo ai ragazzi presenti la mia &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lettera aperta&lt;/span&gt;, esprimo la mia posizione. Li ascolto. Il maggior disagio è nato in loro dall’atteggiamento dei professori. Non c’è stato dialogo, anzi, momenti di tensione forte il giorno dell’occupazione. L’atteggiamento dialogico e aperto della Dirigente ha evitato degenerazioni. Li sprono a chiedere un incontro ufficiale con la componente docente per spiegare le ragioni del movimento. Sono convinto che solo l’azione sinergica di tutte le componenti della scuola potrà avviare un processo di autoriforma. Li lascio con una riflessione di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Edgar Morin&lt;/span&gt; (il cui &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La testa ben fatta&lt;/span&gt; invitava i ragazzi a «prendere in mano la loro educazione»), sulla necessità di una riforma del sapere che proceda di pari passo con una riforma dell’istruzione: «Abbiamo bisogno di riarmarci intellettualmente, istruendoci per pensare la complessità e per tentare di pensare i problemi dell’umanità nell’era planetaria».&lt;BR&gt; Vado al &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Guacci&lt;/span&gt;, dove trovo una situazione ancora diversa dalle altre. Qui il gruppo “consapevole” è abbastanza ridotto. Predomina la componente ludica. Ci mettiamo in un’aula piccola. Ci raggiunge la collega, riflettendo con la quale è nato tutto. Trovo quest’atteggiamento ammirevole. Non è persuasa di quel che i ragazzi fanno ma c’è, è presente, si mette in discussione. Chiedo ai ragazzi e alle ragazze di parlare, di raccontare la loro esperienza. Emergono entusiasmo per l’“impresa”, delusione per la risposta del corpo dell’Istituto. Dai nostri interventi emergono alcune proposte agibili per il futuro: la costruzione di una redazione e di un giornale di istituto, la proposta di momenti di cogestione con la partecipazione attiva dei docenti, grazie anche alla grande disponibilità del Dirigente, l’avvio di un cineforum pomeridiano e di incontri periodici di approfondimento sull’attualità e di invito alla lettura. Sono i piccoli gruppi consapevoli che cambiano la realtà…&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Venerdì 3&lt;/span&gt;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt; Alle 10 sono al &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Rummo&lt;/span&gt;. Completiamo la visione del documentario di Moore, sui disastri del turbocapitalismo americano, la crisi del 2006. Ho preparato una breve discussione sulla “&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://www.decrescita.it/joomla/"&gt;decrescita&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;”. I ragazzi non ne sanno nulla. Parlo loro di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ivan Illich&lt;/span&gt; e di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Serge Latouche&lt;/span&gt;. Più che discutere l’impalcatura teorica del movimento, cerco di fare proposte operative: comprare una caraffa filtrante e iniziare a bere l’acqua di casa, preparare cibi (come lo yogurt) a casa, ipotizzare di sostituire lo scooter con una bicicletta elettrica… Ma soprattutto iniziare quel complesso lavoro di “decolonizzazione dell’immaginario” senza il quale il mondo delle “merci” con i suoi lustrini continuerà a dominare dentro di noi. E, filosoficamente, iniziare ad incrinare il mito del “progresso”, che da Bacone infesta la cultura occidentale. Indico loro i siti dove approfondire l’argomento. Chiudo sollecitandoli a raccontare l’esperienza che stanno vivendo, e parlo loro di questo Diario. «Trovate le vostre parole per spiegare, fuori di qui, che cosa sta accadendo». La discussione continua con alcuni dei ragazzi, turbati da queste proposte. Mi rendo conto, parlando con loro, di quanto sia difficile scalfire la “cultura” del consumo, delle merci, del progresso, della velocità che soprattutto i media hanno inculcato in loro, il pensiero unico. Il ruolo di educazione alla “resistenza” degli insegnanti è decisivo.&lt;BR&gt; I ragazzi si spostano in massa per partecipare al corteo con le altre scuole.&lt;BR&gt; Penso a cosa fare il pomeriggio con loro. Mi piacerebbe ragionare sulla forza trasformativa della grande poesia, leggere &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dylan Thomas&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;René Char&lt;/span&gt; (caro dottor &lt;a href="http://www.ilquaderno.it/commenti.php?commento=53201"&gt;Del Vecchio&lt;/a&gt;, i ragazzi sono affamati di poesia, mi creda, e forse anche di rivoluzione; forse avrebbero bisogno di adulti in dialogo piuttosto che di laudatores temporis acti e dei loro sprezzanti giudizi). Mi arriva un messaggio: salta tutto per il pomeriggio.&lt;BR&gt; Non so cosa accade e accadrà domani. Non so quando i ragazzi termineranno l’occupazione. Per rispetto nei loro confronti non partecipo mai alle assemblee. Li condizionerei. Aspetto trepidante lo sviluppo degli eventi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-6176769649260413366?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/6176769649260413366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=6176769649260413366' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6176769649260413366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6176769649260413366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/12/giovedi-2-alle-10-sono-al-rummo.html' title='Diario dell&apos;occupazione o il mondo salvato dai ragazzini II'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPoPDxrqJlI/AAAAAAAAAJA/ttQcGBtIrSw/s72-c/154614_173112169379368_100000417589767_459177_1472886_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-3106358005698883018</id><published>2010-12-02T22:22:00.002-08:00</published><updated>2010-12-02T22:41:55.278-08:00</updated><title type='text'>Diario dell'occupazione o il mondo salvato dai ragazzini I</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPiO4g0qiYI/AAAAAAAAAI4/1Ar5l-3GKFE/s1600/156031_1757190772298_1314867971_2036038_7968497_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPiO4g0qiYI/AAAAAAAAAI4/1Ar5l-3GKFE/s320/156031_1757190772298_1314867971_2036038_7968497_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546340042641410434" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;P ALIGN="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Martedì 30
&lt;/span&gt;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;  
È il mio giorno libero (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;dies sacer&lt;/span&gt; per i docenti delle Superiori). Su Facebook verso ora di pranzo vengo a sapere che i ragazzi hanno occupato: Scientifico, Classico, Guacci, Alberti, Alberghiero, Artistico… È un fulmine a ciel sereno. Mai come quest’anno la parola “occupazione” era stata assente dalle discussioni tra e con i ragazzi. Che fare? Ne discuto in rete con una collega cara e appassionata. Scrivo nel tardo pomeriggio una Lettera aperta rivolta soprattutto ai colleghi: rimaniamo accanto ai ragazzi in questo momento nevralgico della storia del nostro paese. L’epigrafe è di De André: «E se vi siete detti / non sta succedendo niente…» È la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Canzone del maggio&lt;/span&gt;, che chiude: «provate pure a credervi assolti / siete lo stesso coinvolti».&lt;BR&gt;Verso le 20 vado al Rummo. Compro qualcosa da portare: merendine, cioccolata, un pandoro, qualche bottiglia di tè. Assisto ad un duro scontro verbale davanti alle porte. Gli occupanti non vogliono esterni dentro. All’interno c’è un clima sereno: si discute animatamente, ma tutto è tranquillo. Abbraccio il megafono che ho prestato ai ragazzi. Lo rivedrò alla fine di tutto? :)Inizio a capire che questi ragazzi sono una novità rispetto agli anni passati. È nell’agire che cercano consapevolezza, sono assolutamente privi di “ideologia”, di posizioni precostituite. Concordo di venire l’indomani a fare qualcosa.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt; 

&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mercoledì 1&lt;/span&gt;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;  
Alle 9,30 sono al Rummo. Ho portato con me un amplificatore con due casse, il jack per collegare il tutto al pc portatile, una cassa autonoma con il microfono. Mi sono preparato tre, quattro cose utilizzate negli anni scorsi per i giorni di LIC…enza al Giannone: la spiritualità nella musica di Battiato, un’introduzione all’opera di Bob Dylan, i rapporti tra musica classica e rock. Opto, alla fine, per &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;De Andrè&lt;/span&gt;. Faber sarebbe stato accanto a questi ragazzi. Ne sono certo. Inizio facendo ascoltare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Carlo Martello&lt;/span&gt;. Cortocircuito: ma questo re, affetto da sexual addiction, non ci ricorda un sultano del nostro tempo? «È mai possibile o porco di un cane / che le avventure in codesto reame / debban risolversi tutte con grandi puttane?». Il giorno prima Sky aveva trasmesso l’intervista a Nadia Macrì… Parlo di De Andrè, “traditore” di classe dalla seconda metà degli anni Sessanta, dell’influsso di Brel, dei concept album, del suo cristianesimo radicale. Arrivo agli anni Novanta. Chiedo, infine, un religioso raccoglimento per ascoltare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La domenica delle salme&lt;/span&gt;, la più grande canzone italiana di tutti i tempi a mio avviso. È un momento intenso, la profetica descrizione del quindicennio di regime che sta per chiudersi, grazie anche ai ragazzi che avevo di fronte: «La domenica delle salme / gli addetti alla nostalgia / accompagnarono tra i flauti / il cadavere di Utopia / la domenica delle salme / fu una domenica come tante / il giorno dopo c’erano i segni / di una pace terrificante». L’atrio è un brusio di voci, volti che si cercano… I ragazzi sono eccitati: li capisco. Alla fine li invito a coltivare Faber, cantore degli esclusi, degli ultimi, contro ogni morale farisaica. Mi chiedono una riflessione sulla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;questione meridionale&lt;/span&gt; nel pomeriggio. Studio.&lt;BR&gt; Torno da loro alle 16,30. Per fortuna alcuni colleghi hanno scelto di esserci: li ammiro. Non condividono completamente la scelta dell’occupazione, eppure ci sono, sono con i loro ragazzi, continuano ad essere quello che sono: educatori. È un sollievo per me. I ragazzi vogliono parlare di Saviano e della camorra, della parola e del suo potere, vogliono fare corsi di chitarra, di pizzica, di scultura… &lt;BR&gt; L’aula è piena e attenta. Chiedo loro qualche riflessione preliminare. Alcuni stanno leggendo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Terroni&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pino Aprile&lt;/span&gt;. Ne parlano. Dico loro che, in tutti questi anni, ho sempre cercato di dare un’immagine problematica del Risorgimento italiano, che ne facesse vedere i limiti ora entrati nella consapevolezza comune, esplosi col brigantaggio, ma anche i limiti del pensiero democratico “sconfitto”, i limiti del mazzinianesimo e l’assenza di una seria riflessione sulle specifiche condizioni del Sud. Salto nel Novecento. Utilizzo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tre modi di vedere il Sud&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Franco Cassano&lt;/span&gt;. Illustro i due paradigmi predominanti del pensiero meridionalista (quello coloniale e quello del “ritardo”), e i loro limiti. Infine, mi dilungo sul “pensiero meridiano”, modalità creativa per riprendere l’annosa questione e uscirne dalle secche. I ragazzi intervengono, pongono domande, il discorso tocca altre questioni centrali: l’economia, il capitalismo, Marx… Propongo, per l’indomani, di vedere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Capitalism. A love story&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Moore&lt;/span&gt;. Proposta accettata.&lt;BR&gt; Faccio un salto al Giannone. Abbraccio ragazzi che sento ancora alunni miei. Parlo con un collega caro, che mi racconta del senso di responsabilità. L’Istituto è perfettamente in ordine. Si gioca a pallone sotto la pioggia e si chiacchiera. Mi chiedono di venire l’indomani, nel pomeriggio. Mi chiamano anche dal Guacci. 
La sera, in rete, dialogo. Un mio ex alunno, molto impegnato a destra, critica ferocemente il movimento: non sanno neanche per cosa protestano, dice. Ribatto: la consapevolezza si crea, è un percorso. Questi ragazzi chiedono di essere parte attiva del loro processo di crescita e chiedono che lo Stato investa più risorse nella formazione. 
Posto le foto delle occupazioni. Mi fa piacere essere accanto a loro: ad insegnare, ad imparare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-3106358005698883018?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/3106358005698883018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=3106358005698883018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3106358005698883018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3106358005698883018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/12/diario-delloccupazione-o-il-mondo.html' title='Diario dell&apos;occupazione o il mondo salvato dai ragazzini I'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPiO4g0qiYI/AAAAAAAAAI4/1Ar5l-3GKFE/s72-c/156031_1757190772298_1314867971_2036038_7968497_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-6921711058726907720</id><published>2010-11-30T09:51:00.000-08:00</published><updated>2010-11-30T10:02:43.860-08:00</updated><title type='text'>Lettera aperta sulle occupazioni e sul movimento studentesco</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPU8PbauLXI/AAAAAAAAAIw/zxoXYyl6dmo/s1600/75761_1673109398294_1554200363_31634835_4802994_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 122px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPU8PbauLXI/AAAAAAAAAIw/zxoXYyl6dmo/s320/75761_1673109398294_1554200363_31634835_4802994_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545404751932173682" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;span style="font-style:italic;"&gt;«E se vi siete detti / non sta succedendo niente…»&lt;/span&gt;&lt;BR&gt;


&lt;P ALIGN="JUSTIFY"&gt;Gli studenti beneventani hanno occupato alcune scuole della città (Benevento è città di paradossi e controtendenze: qui il movimento universitario è “a rimorchio” di quello studentesco sia per numeri che per proposta operativa… ).
Ero ancora un “precario” quando si svolsero stancamente le ultime occupazioni prenatalizie, tristi e prive di senso. Per molti anni questa pratica di protesta è stata abbandonata. Ora, improvvisamente e senza annuncio, ritorna in un momento fondamentale della storia del nostro paese.&lt;BR&gt;Che tipo di contributo possiamo dare noi docenti a quanto accade? Una collega cara mi scrive su Facebook: «Questi non ci vogliono». È, dunque, giusto lasciarli vivere la loro protesta. Ma la scuola è anche nostra. Non dico il Rummo piuttosto che il Giannone o il Guacci, no, dico la Scuola, con la S maiuscola, quella di cui ha parlato Domenico Starnone in Vieni via con me. È nostra in quanto educatori, è nostra in quanto padri e madri di figli che la frequentano o la frequenteranno, è nostra in quanto cittadini di questa città e di questo paese, dove essa ha ancora il dovere di formare la coscienza civile. E, dunque, la cosa ci riguarda. Possiamo decidere di guardare la vicenda con distacco, con l’alibi che oramai la Riforma (sic!) Gelmini per le Superiori è già partita, o cercare di guardare al di là del nostro naso, e, per una volta, “tornare a volare”. 
Cosa sta accadendo in questi giorni? Assistiamo alla fine indecorosa di una lunga stagione politica, “l’età berlusconiana”, dominata dall’ego ipertrofico di un uomo malato di narcisismo, prima, poi via via di delirio di onnipotenza e, infine, come denunziato dalla moglie, di sexual addiction. È evidente che il berlusconismo è stato anche (e potentemente) una cultura (egemonica già a partire dagli anni Ottanta) e un blocco di interessi. Ma ora tutto questo sta finendo, e non solo per gli scandali sessuali o per i crolli di Pompei o per le rivelazioni di Wikileaks. No: la “narrazione” del berlusconismo non funziona più, né egli si è mostrato in grado di garantire quegli interessi che i suoi governi avrebbero dovuto tutelare. E, dunque, questo è il tempo di una nuova narrazione, simbolicamente aperta dal racconto accorato e partecipe, intriso di vita e passione di Roberto Saviano, in cui tanti italiani si sono riconosciuti. Se questo è lo stato dell’arte, il rinato movimento studentesco (il cui simbolo per me sono i Book Bloc, ragazzi-libro), che protesta per la Cultura e per il Sapere, contro una concezione che dietro la parola “meritocrazia” nasconde la volontà di tagliare risorse, va appoggiato e accompagnato. Tutto il mondo della scuola pubblica, a prescindere dai nostri personali orientamenti politici (e questo non appaia in contraddizione con l’analisi “di parte” che ho condotto), dovrebbe reclamare una riforma vera, che ha da essere prima di tutto un’autoriforma. Ne va della dignità di tutti. E deve reclamare che tale riforma non sia oggetto di contesa politica, di scontro ideologico. Ci deve essere un accordo, durante la prossima campagna elettorale, per avviare una fase realmente “costituente” della nuova scuola, un nuovo inizio condiviso. Non è possibile che ad ogni governo corrisponda una riforma (Berlinguer, Moratti, Fioroni, Gelmini) che passa sulle teste di chi la scuola la fa (docenti, studenti, personale Ata, dirigenti) e che il governo successiva disfa per ricominciare daccapo, sfibrando un corpo già malato. Io non amo la scuola per quello che è. Ma reputo che qualunque riforma che passi sulla dimensione biopsichica di chi la agisce sia destinata a fallire.&lt;BR&gt;Cari colleghi, il mio invito è duplice: aiutiamo i ragazzi, nostri alunni, nostri figli, a capire ed agire con responsabilità (e quindi evitiamo che il problema diventi solo di “ordine pubblico”), e creiamo anche noi dei momenti di discussione e proposta per appropriarci di un processo riformatore che non può che partire da noi.&lt;/P&gt;&lt;BR&gt;


&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nicola Sguera&lt;BR&gt;(docente di storia e filosofia del Liceo Scientifico “G. Rummo”)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-6921711058726907720?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/6921711058726907720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=6921711058726907720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6921711058726907720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6921711058726907720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/11/e-se-vi-siete-detti-non-sta-succedendo_30.html' title='Lettera aperta sulle occupazioni e sul movimento studentesco'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TPU8PbauLXI/AAAAAAAAAIw/zxoXYyl6dmo/s72-c/75761_1673109398294_1554200363_31634835_4802994_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-5339510088838559211</id><published>2010-11-24T22:06:00.000-08:00</published><updated>2011-02-27T14:50:22.101-08:00</updated><title type='text'>Perché i poeti?</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TO3-awEhKvI/AAAAAAAAAIo/ER3TAnrgVeo/s1600/rembrandt_the_three_crosses_1653.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 204px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TO3-awEhKvI/AAAAAAAAAIo/ER3TAnrgVeo/s320/rembrandt_the_three_crosses_1653.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543366451896855282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="'font-family:"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; margin-left:18.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="'font-family:"&gt;1. Perché i poeti?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="'font-family:"&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Perché i poeti?&lt;/i&gt; È la domanda che si poneva il 29 dicembre del 1946 &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Martin Heidegger&lt;/b&gt; davanti ad una cerchia ristretta di persone riunitesi nel ventesimo anniversario della morte di &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Rainer Maria Rilke&lt;/b&gt;, poeta straordinario, oggi rimosso dalla cultura italiana, autore delle &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Elegie duinesi&lt;/i&gt; e dei &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Sonetti ad Orfeo&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt; A sua volta il solo apparentemente oscuro pensatore della Foresta nera citava l’elegia &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Pane e vino&lt;/i&gt; di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;Friedrich Hölderlin&lt;/b&gt;: «E perché i poeti nel tempo della povertà?» O, potremmo tradurre, del “bisogno”. Il grande poeta folle e il pensatore ci pongono davanti la catastrofe del tempo che ancora viviamo, tempo della povertà: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;«La notte del mondo distende le sue tenebre […]. La mancanza di Dio significa che non c’è più nessun Dio che raccolga, in sé, visibilmente e chiaramente, gli uomini e le cose […]. A causa di questa mancanza viene meno al mondo ogni fondamento che fondi […]. L’epoca a cui manca il fondamento pende nell’abisso. Posto che, in genere, a quest’epoca sia ancora riservata una svolta, questa potrà aver luogo solo se il mondo si capovolge da capo a fondo, cioè se si capovolge a partire dall’abisso. Nell’epoca della notte del mondo l’abisso deve esser riconosciuto e subíto fino in fondo. Ma perché ciò abbia luogo occorre che vi siano coloro che arrivano all’abisso». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/i&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;2. I poeti in cammino verso l’abisso &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;/b&gt;Ebbene per Heidegger il compito di arrivare all’abisso per consentirne, eventualmente, un suo capovolgimento è il compito dei poeti nel tempo della povertà. I poeti sono coloro che possono rintracciare la direzione della Svolta. &lt;br /&gt; Iniziando un lavoro di contaminazione che chiunque di voi potrà ovviamente contestarmi dal punto di vista ermeneutico o filologico, prendo ad emblema sommo di tali poeti del tempo della povertà, per così dire, un interlocutore che Heidegger disperatamente cercò, intuendone la profondità abissale, e che a lui, per motivi biografici che entrano nella nostra riflessione, si sottrasse. Sto parlando di &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Paul Celan&lt;/b&gt;,  poeta ebreo-rumeno ma di madrelingua tedesco, il cui padre morì di tifo e la madre venne fucilata dai nazisti nel campo di concentramento di Michajlovka, in Ucraina. Celan era naturalmente diffidente nei confronti di un pensatore che aveva aderito negli anni Trenta al nazismo, &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;crimen &lt;/i&gt;imperdonabile, se è vero che solo la morte per acqua nella Senna potrà pacificarlo con tutti i morti del suo popolo. &lt;br /&gt; Eppure Celan sembra “rispondere” all’appello contenuto nelle riflessioni di Heidegger seguite ad &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Essere e Tempo&lt;/i&gt;. Sembra essere il poeta che, elevando ad esperienza universale dell’attraversamento “orfico” della morte cui siamo chiamati &lt;st1:personname productid="la Shoah" st="on"&gt;la Shoah&lt;/st1:PersonName&gt;, ha raggiunto quell’abisso che caratterizza il tempo della povertà, degli Dei fuggiti: «Sia lode a te, Nessuno / per amor tuo vogliamo / fiorire. / Incontro / a te», salmodiava a questo Dio/Nulla. In &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Argumentum e silentio &lt;/i&gt; è descritto il nostro tempo, il tempo della povertà. L’abisso che il poeta raggiunge per primo, ma anche – questo è il punto spesso frainteso da esegeti del poeta rumeno – la “direzione della svolta”. Celan è un “frontaliere” o, se volete, colui che raggiunge il fondo dell’abisso, della notte, del silenzio, per avviare, come il Dante nel budello infernale, una risalita nella direzione opposta però. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;3. L’insurrezione contro la morte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Noi siamo nell’estrema desolazione, quella cantata nel 1922 da &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;T.S. Eliot&lt;/b&gt; in &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;The Waste Land&lt;/i&gt;, altro picco della poesia cui alludo. «Riuscirò a porre ordine infine nelle mie terre?», si chiede sconsolato il re-pescatore che chiude il poemetto. Riusciremo a porre ordine nella nostra terra? Solo se avremo il coraggio di mettere in discussione l’intera impalcatura su cui si regge la nostra civiltà, solo se riusciremo ad attraversare la morte e ad uscirne (orficamente?) rinnovati. D’altronde la “vita nuova” è aspirazione perenne dei poeti… La poesia diventa, dunque, luongo insurrezione e resurrezionale: l’insurrezione è quella contro la morte. «E la morte non avrà più dominio» canta il bardo gallese &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Dylan Thomas&lt;/b&gt; in una poesia memorabile… Ma il poeta che più ha reclamato questo scontro agonico/agonale con &lt;st1:personname productid="la Morte" st="on"&gt;la Morte&lt;/st1:PersonName&gt; è un poeta francese, dimenticato o mai passato nella cultura italiana, &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;René Char&lt;/b&gt;, pur tradotto negli anni Sessanta da giganti come Sereni e Caproni, che a differenza di Celan commerciò con Heidegger, lui il mitico Capitano Alexandre del “Maquis” francese, della Resistenza, perché intuì la carica rivoluzionaria del suo pensiero. &lt;br /&gt;Vi pongo di fronte alla radicalità della sua poesia &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;in&lt;/i&gt;sorgente:&lt;/span&gt; &lt;span style="'font-family:"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;«I poemi sono pezzi d’esistenza incorrotti che lanciamo sul viso ripugnante della morte, ma tanto in alto che, rimbalzando su di essa, possano cadere nel mondo designatario dell’unità».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Poesia, singolare ascensione degli uomini, che il sole dei morti non può offuscare in un infinito perfetto e derisorio».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Fare poesia è prendere possesso d’un aldilà nuziale che si trova ben dentro questa vita, ad essa strettamente congiunto, e tuttavia nella estrema vicinanza delle urne mortali».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La vitalità del poeta non è una vitalità dell’aldilà ma un punto brillantato &lt;span style="mso-bidi-font-style:italic"&gt;attuale&lt;/span&gt; di presenze trascendenti e di peregrinanti tempeste».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Avendo la poesia lo scopo di renderci sovrani personalizzandoci, noi attingiamo, grazie al poema, la pienezza di quanto era appena abbozzato o deformato dalle millanterie dell’individuo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il poeta, traducendo l’intenzione in atto ispirato, convertendo un ciclo di travagli in carico di resurrezione, costringe l’oasi del freddo a trapassare per ogni poro i vetri dello scoramento e crea il prisma, idra dello sforzo, del meraviglioso, del rigore e del diluvio, con le tue labbra per saggezza e il mio sangue come predella».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La poesia sarà un “canto della partenza”. Poesia e azione, vasi ostinatamente comunicanti. La poesia punta la freccia che implica l’arco azione…»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;La poesia è sfida alla morte. La poesia è ricerca d’un al di là nuziale (in cui cioè l’ego si coniuga, quindi abbatte la sua dimensione egoica, egocentrata, egoista, oltre le “millanterie dell’individuo”) che però non è la trascendenza allusa dalle religioni, il “mondo vero” di cui parla &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;Nietzsche&lt;/b&gt;, ma si trova ben dentro questa vita, nella perfetta “fedeltà alla terra”. La poesia è canto della partenza. Da dove? Da quel luogo oscuro, da quell’abisso che Celan aveva esplorato, dalla luogo più desolato che noi oggi, inconsapevolmente, abitiamo. Ma non un canto d’addio, di rinunzia. Perché essa, la poesia, nutrirà l’azione, l’azione di trasformazione del mondo.  Azione comune, vissuta nella condivisione tra uomini e donne in carne ed ossa.&lt;/span&gt; &lt;span style="'font-family:"&gt;&lt;br /&gt; Vedete, non è casuale che Char usi l’immagine dell’arco. In lui rinasce, potremmo dire secondo l’auspicio di Heidegger, quel pensiero-poetante che già gli albori della Grecia avevano conosciuto. Arco e lira… &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;Eraclito l’oscuro&lt;/b&gt;, carissimo a Char, che ne riprende altre cose: la scrittura evocativa che fonde quelle che noi convenzionalmente chiamiamo poesia e prosa ma anche l’idea epifanica della verità. Noi occidentale per attraversare la morte dobbiamo liberarci dal giogo platonico-cristiano, che la scienza moderna eredita (che tradisce il messaggio gesuano) del possesso stabile. Noi non siamo padroni e nulla che sia stabilmente è. Dobbiamo accettare l’evento, l’accadere che ci viene dato e che noi possiamo solo accogliere: «Una chiave sarà la mia dimora» dice Char. E ancora: «Se abitiamo un lampo, è il cuore dell’eterno». Noi, per dirla con &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;Marco Guzzi&lt;/b&gt;, mio maestro (ai cui libri, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;L’uomo nascente&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;La profezia dei poeti &lt;/i&gt;devo molte suggestioni di questa serata), apparteniamo soltanto a un lampo che scaturisce ogni volta a monte di noi stessi, nel nostro Principio». Non ci sono possessi stabili: di verità, di certezze, come Platone sognava, i filosofi cristiani predicavano, i sacerdoti della tecnoscienza ripetono ogni giorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;4. Il dominio tecnico della terra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;E dove ha condotto questa “certezza”? Torniamo ad Heidegger. Nella conferenza da cui abbiamo preso le mosse scrive:&lt;/span&gt; &lt;span style="'font-family:"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;«&lt;st1:personname productid="La Natura" st="on"&gt;La Natura&lt;/st1:PersonName&gt; è posta innanzi all’uomo dal rappresentare (cioè dal porre-innanzi) dell’uomo. L’uomo pone il mondo innanzi a sé come l’“oggettivo” nel suo insieme, e pone se stesso dinanzi la mondo. L’uomo pone il mondo alla propria mercé e dispone della Natura per sé […] L’uomo dispone &lt;st1:personname productid="La Natura" st="on"&gt;la Natura&lt;/st1:PersonName&gt; affinché essa soddisfi alle sue rappresentazioni oggettive. L’uomo pone a propria disposizione, producendole, nuove cose che gli occorrono. L’uomo traspone le cose moleste. L’uomo si oppone alle cose quando ostacolano i suoi propositi. L’uomo espone le cose quando vuol promuoverne il commercio e il consumo […] L’uomo si pone di fronte al mondo come di fronte a un oggetto […]. L’uomo moderno si rivela tale da imporsi – in qualsiasi relazione a qualsiasi cosa, e, quindi, anche a se stesso – come il produttore incontrollato che ha organizzato la propria rivolta a dominio universale […] &lt;st1:personname productid="La Terra" st="on"&gt;La Terra&lt;/st1:PersonName&gt; e la sua atmosfera divengono materie prime. L’uomo stesso diviene materiale umano, impiegato secondo piani prestabiliti […]. La scienza moderna e lo stato totalitario, in quanto conseguenze necessarie dell’essenza della tecnica, sono per ciò stesso fenomeni concomitanti. Lo stesso dicasi delle forme e dei mezzi escogitati per l’organizzazione dell’opinione pubblica mondiale e delle convinzioni quotidiane degli uomini».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;5. Lo sguardo poetico del Nascente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Se questa è la condizione desertificata non degli anni Venti ma dell’epoca ancora nostra ci sa per quanto, la poesia cosa ha da obiettare? Qual è la sua, e cito volutamente il Camus amico di Char, “rivolta”? In Non essendo che uomini &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Dylan Thomas&lt;/b&gt; dimostra quale sia la conquista della poesia. Il poeta conquista quello “sguardo sovrano” che, ossimoricamente, è – come nel re auspicato da Tao - sguardo bambino, capace di stupore di fronte al mondo lasciato essere ciò che è. &lt;br /&gt; Nel tempo della povertà il poeta raggiunge l’abisso, attraversa la morte, avendone in dono lo sguardo (o l’ascolto) purificato, che lascia di nuovo essere alberi e animali ciò che sono, senza “oggettivarli” (cioè guardarli e trattarli come oggetti per la sua volontà di potenza). Il poeta è l’incarnazione di quella “grazia” per cui, nel mondo dominato dalla necessità e dalla forza, come insegna &lt;st1:personname productid="la Weil" st="on"&gt;la &lt;b style="mso-bidi-font-weight:  normal"&gt;Weil&lt;/b&gt;&lt;/st1:PersonName&gt;, entra il miracolo del dono e del perdono, dell’amore e della bellezza.&lt;/span&gt; &lt;span style="'font-family:"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;6. La “vera presenza” della poesia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Ma perché proprio la poesia ha questo ruolo assolutamente decisivo? Qual è la qua qualità specifica che rende possibile tale miracolo? Per arrivare alla nostra conclusione ci aiutano le parole dell’unico poeta vivente che citerò stasera, la cui opera, incredibilmente, è da pochi mesi disponibile in traduzione italiana. Si tratta di &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Yves Bonnefoy&lt;/b&gt;, raffinatissimo critico e amante della grande arte italiana. Ebbene, Bonnefoy ne La sfida occidentale della poesia afferma che il rischio continuo cui è esposto l’uomo - nel processo di concettualizzazione cui pure si deve la nascita della civiltà – è che le “cose” svaniscano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;«Nel momento in cui un aspetto è stato attinto da una cosa o da un essere, questi ultimi avevano una loro realtà in seno al mondo esistenziale […] Ecco cos’era la cosa da cui il concetto ha attinto un aspetto: una realtà che mai si ripeterà. Chiamerò questo modo di essere la presenza […] Il concetto […] non ha invece né inizio né fine, né spazio, e non sa nulla del caso, non ne godrà né lo patirà. Quella rosa è vicina al vecchio muro, mentre il concetto di rosa è in uno spazio mentale, costituito da relazioni ovviamente e totalmente pure quanto una formula algebrica. E da questa scissione tra concetto e presenza consegue che il discorso concettuale non potrà mai capire dall’interno quella realtà esistenziale che pure è la nostra». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/i&gt;La poesia, dunque, è rimembranza (termine non casualmente leopardiano ripreso da Bonnefoy) nel discorso della presenza stessa che quel discorso annulla. Ma come è possibile tale paradosso? Perché alla poesia è possibile, utilizzando gli stessi mattoni del discorso concettuale, cioè la parole, costruire un edificio radicalmente diverso? Perché nella poesia il suono, la dimensione sonora hanno una rilevanza decisiva. Normalmente l’aspetto sonoro, nell’uso quotidiano, ad esempio, si perde. Nella poesia no. Il suono garantisce la presenza (la “vera presenza”, lasciatemi citare il mio amato Steiner) della cosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;«Basta sentire il suono, e la memoria della presenza ritorna alla mente, che si rivolge allora verso la suddetta cosa con uno sguardo nuovo[…]. Il suono della parola preserva nel linguaggio quella stessa realtà che il linguaggio dissolve […] È sufficiente che [la poesia] utilizzi le parole a partire dai suoni, e i concetti verranno messi in pericolo, la loro autorevolezza sarà indebolita […]. Contatto è ritrovato con la presenza. Ecco perché […] la presenza piena di un oggetto o di una persona, è la sfida […] della poesia in una società che se ne dimentica, che si vota a rappresentazioni». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/i&gt;Nella società dello spettacolo, nella società dei simulacri, la poesia della vera presenza è un atto insorgente, una rivolta permanente:&lt;/span&gt; &lt;span style="'font-family:"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;«&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold"&gt;Il poeta, conservatore degli infiniti volti di ciò che vive» &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;(René Char)&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; margin-left:18.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="'font-family:"&gt;(SINTESI DELL'INTERVENTO TENUTO IL 24 NOVEMBRE PRESSO &lt;st1:personname productid="la Fondazione Gerardino" st="on"&gt;LA  FONDAZIONE GERARDINO&lt;/st1:PersonName&gt; ROMANO DI TELESE)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="'font-family:"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:27.0pt"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;text-indent:27.0pt"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;text-indent:27.0pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="'font-family:"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="'font-family:"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="'font-family:;font-size:20.0pt;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-5339510088838559211?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/5339510088838559211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=5339510088838559211' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/5339510088838559211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/5339510088838559211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/11/1.html' title='Perché i poeti?'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TO3-awEhKvI/AAAAAAAAAIo/ER3TAnrgVeo/s72-c/rembrandt_the_three_crosses_1653.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-1740657973823444869</id><published>2010-09-13T14:23:00.000-07:00</published><updated>2010-09-13T14:26:07.945-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TI6WwTeZmcI/AAAAAAAAAIg/fW9-199HH9A/s1600/DEF.rosa.A.6.mono.bitmap.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 238px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TI6WwTeZmcI/AAAAAAAAAIg/fW9-199HH9A/s400/DEF.rosa.A.6.mono.bitmap.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516512350181104066" /&gt;&lt;/a&gt;
 &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="margin-left:18.0pt;text-align:center"&gt;&lt;span style="'font-size:8.0pt;font-family:"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Venerdì 17 &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Teatro De Simone - Ore 18,00&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Contemplazione della fiamma&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Tributo a Giuseppina Luongo Bartolini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Proiezione di &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Ricordami della vita&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Regia di Leonardo Cantone&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;“Humanitas” e ricerca dell’oltre:&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;intervento critico di Carlo Di Lieto&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Interludi al sax di Antonio Mastrogiacomo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Sabato 18&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Teatro De Simone - Ore 18,00&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;GIANNI D’ELIA: &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Trentennio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Introduce Alberico D’Auria&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Domenica 19&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Giardini del Teatro De Simone - Ore 20,30&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Se sotto il sole&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Niente fa paura&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Intertesto interno dell’opera di Pier Paolo Pasolini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Voci recitanti: I Coribanti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Martedì 21&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Teatro De Simone - Ore 18,30&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;BIANCAMARIA FRABOTTA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Quartetto per masse e voce sola&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Frammenti per un’autobiografia poetica&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Introduce Nicola Sguera&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Mercoledì 22&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Teatro De Simone - Ore 18,00&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Sandro Pedicini&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt; poeta&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Parole, immagini e musica con Jacopo Cerulo, Eudechio Feleppa e Ugo Simeone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Venerdì 24&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Teatro De Simone &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Ore 17,00&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;La poesia “meridiana”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Giuseppe Iuliano e Paolo Saggese&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Centro di documentazione sulla poesia del Sud&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Ore 19,00&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Riccardo Dalisi e la poesia dell’arte povera&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Proiezione di &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Latta e caffè &lt;/i&gt;di Antonello Matarazzo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Intervento critico di Roberto Serino&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Sabato 25&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Libreria Luidig (Palazzo Collenea, Corso Garibaldi 95) - Ore 18&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;GABRIELE FRASCA: &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Delle vane voci&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Introduce Davide De Rei&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Domenica 26&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Teatro De Simone - Ore 18&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;la rosa necessaria: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;L’arco e la lira&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;La poesia &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;in&lt;/i&gt;sorgente di René Char&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="'font-size:12.0pt;font-family:Garamond;mso-fareast-font-family:"&gt;
 &lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Programma di Art’Empori per “Poesia in forma di rosa”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Lunedì, 20 settembre 2010 - Rione San Modesto - Benevento&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt;  &lt;hr size="2" width="100%" align="center"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Giornata in collaborazione con il Centro per disabili "E' più bello insieme". &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;In caso di pioggia, l'evento si svolgerà nella palestra della scuola elementare San Modesto, in via Firenze.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;0re 16.00 - Piazza San Modesto&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Una nuova strategia d'amore&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt;. Gli dei nascosero la poesia nel cuore&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt;: lì, nessuno l'avrebbe cercata. La trovarono i bambini, i poeti e i clown. Laboratorio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; color:black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;a cura della Comunità RNCD Clown Dottori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;0re 20.00 - Piazza San Modesto&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Pulp.it poetico -&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family: Arial"&gt;prima parte.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Lettura di poesie, proposte dai beneventani, dal "Pulp.it - Nodo di libero intervento civico e poetico".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;0re 21.00 - Piazza San Modesto&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;"Il mondo salvato dai ragazzini". &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family: Arial;color:maroon"&gt;Evento multimediale realizzato da Alessandro Caporaso, Luigi Furno e Alessandro Paolo Lombardo (Art’Empori). Basato sul testo di Elsa Morante. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Giovedì, 23 settembre 2010 - Piazza Santa Sofia - Benevento&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt;  &lt;hr size="2" width="100%" align="center"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Ore 18.00 -Teatro De Simone&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Parol_incontr_azione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Dibattito pubblico sulle parole capaci di azione, sulle emozioni capaci di bene comune.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Prima parte&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="tab-stops:325.5pt"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Presentazione del PoeCivismo e degli strumenti connessi&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="tab-stops:325.5pt"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;A cura degli esponenti di Art’Empori&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;- Manifesto del PoeCivismo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt; Movimento di autori e fruitori per un'arte capace di bene comune;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;- Decalogo degli empori culturali.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Dieci propositi per una fruizione/gestione responsabile degli empori culturali (librerie, gallerie d'arte, ritrovi musicali, cinema, teatri);&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;- Decalogo delle iniziative culturali e ambientaliste.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Dieci norme per organizzare e frequentare responsabilmente fiere, festival, rassegne e convegni;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;- Decalogo del giornalismo responsabile.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Dieci norme per scrivere e leggere responsabilmente l'informazione su giornali, TV e web;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;-&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;mso-bidi-font-family:Arial"&gt; Poecivismo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Le pagine. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Il foglio di Art'Empori per un'arte capace di bene comune. Periodico di arti e di approfondimento;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;-&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;mso-bidi-font-family:Arial"&gt; Poecivismo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; I post. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Il blog di Art'Empori per una partecipazione all'arte come cittadinanza non delegata.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt;Seconda parte&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family: Arial;color:maroon"&gt;La responsabilità sociale dell'artista. &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Interventi delle associazioni culturali e di volontariato&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Art'Empori e Rete Arcobaleno su&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family: Arial"&gt; "Il verticismo emozionale nell'arte come linguaggio dell'omologazione nel sentire comune. L'esperienzialità in prima persona per un fruitore che diventa coautore di una cittadinanza non delegata. Un uso etico dell'arte per un mondo che si evolve più nelle emozioni quotidiane che nelle grandi rivoluzioni”, &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;font-weight:normal; mso-bidi-font-weight:bold"&gt;tramite Alessio Masone.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Art'Empori su&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial"&gt; "La rosa fiorisce senza un perché: la poesia, il (per)dono, lo sguardo del nascente", &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;font-weight:normal; mso-bidi-font-weight:bold"&gt;tramite Nicola Sguera.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Comunità RNCD Clown Dottori su &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family: Arial"&gt;"Il clown è poesia fatta persona: uomo intero come superamento del dualismo", &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;font-weight:normal;mso-bidi-font-weight:bold"&gt;tramite Enzo Maddaloni.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Città di Eufemia su &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial"&gt;"La poesia vince di mille secoli il silenzio: curare lo sguardo per riabitare il mondo", &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;font-weight:normal;mso-bidi-font-weight:bold"&gt;tramite Carmela Longo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Città di Eufemia su &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial"&gt;"La scultura sociale di Joseph Beuys per una condivisione emozionale dell'arte", &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;font-weight:normal;mso-bidi-font-weight:bold"&gt;tramite&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;font-weight:normal; mso-bidi-font-weight:bold"&gt;Mario Festa.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Centro per disabili "E' più bello insieme" su &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial"&gt;La fragilità si protegge con la bellezza, non con la forza. Per una nuova strategia di inclusione sociale basata sulle emozioni etiche e non sulle leggi", &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;font-weight:normal; mso-bidi-font-weight:bold"&gt;tramite Angelo Moretti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Art'Empori su &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial"&gt;"Il linguaggio dell'arte come linguaggio dell'anima: suo valore terapeutico e trasformativo ", &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family: Arial;font-weight:normal;mso-bidi-font-weight:bold"&gt;tramite Anna Tecce.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Ore 21.00 - piazza Santa Sofia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Pulp.it poetico&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt; - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;mso-bidi-font-family: Arial"&gt;seconda parte.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt;Lettura di poesie, proposte dai beneventani, dal "Pulp.it - Nodo di libero intervento civico e poetico". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;mso-bidi-font-family:Arial; color:maroon"&gt;  &lt;hr size="2" width="100%" align="center"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;Pulp.it. Nodo di libero intervento civico e poetico.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;Due scanni (pedane, podi) che, collocati nel rione San Modesto e in piazza Santa Sofia, in funzione dei due reading di poesia di Art'Empori, resterebbero stabilmente a uso di una cittadinanza che “prende parola", come traccia permanente del festival.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;color:black"&gt;  &lt;hr size="2" width="100%" align="center"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; mso-bidi-font-family:Arial;color:maroon"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia;color:maroon"&gt;La sezione artemporiana del festival "Poesia in forma di rosa" è promossa dalle seguenti realtà associative:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- Art'Empori. Comunità dell'arte biodiversa;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- Rete Arcobaleno. Associazioni per un'economia solidale; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- Comunità RNCD Clown Dottori; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- Centro per disabili "E' più bello insieme";&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- Città di Eufemia. Nodo di economia solidale;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- LIPU Benevento;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- Lerka Minerka. Associazione escursionistica;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- &lt;st1:personname productid="La Cinta Onlus." st="on"&gt;La Cinta  Onlus.&lt;/st1:PersonName&gt; Associazione per il recupero della relazione uomo/animale;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- GAS Arcobaleno. Gruppo d'Acquisto Solidale&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- Tandem21/Quinua. Consumo Critico e Commercio Equo e Solidale&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- CAI Club Alpino Italiano. Sezione di Benevento;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- NO inceneritore a San Salvatore Telesino;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Georgia; color:maroon"&gt;- A Guardia dell'ambiente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-1740657973823444869?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/1740657973823444869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=1740657973823444869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1740657973823444869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1740657973823444869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/09/venerdi-17-teatro-de-simone-ore-1800.html' title=''/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/TI6WwTeZmcI/AAAAAAAAAIg/fW9-199HH9A/s72-c/DEF.rosa.A.6.mono.bitmap.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-3000987137175730733</id><published>2010-05-18T23:00:00.000-07:00</published><updated>2010-05-22T06:26:02.148-07:00</updated><title type='text'>Elogio di Mourinho</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S_fbYAtiGgI/AAAAAAAAAIQ/hD8XnLGaTR0/s1600/mourinho.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S_fbYAtiGgI/AAAAAAAAAIQ/hD8XnLGaTR0/s320/mourinho.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474085077646449154" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il calcio reale e il calcio ideale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Conosco quasi tutte le possibili obiezioni e critiche a questa riflessione, e una parte la condivido. Il calcio è parte integrante del capitalismo contemporaneo, per certi versi ne è l’emblema, tra costruzione coatta dell’immaginario televisivo e stipendi miliardari. Immaginiamo per un attimo di parlare, però, del calcio al suo livello “ideale”, forma pura dello sport, sintesi di agonismo, gioco di squadra, talento individuale. &lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Un giorno per caso… l’Inter&lt;/strong&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Ho iniziato a tifare Inter per caso. Mio padre mi regalò un completino dell’Inter: maglia nerazzurra, calzoncini neri, calzettoni spessi di lana nerazzurri. Fu una grande emozione per me. Mio padre non amava il calcio e lo sport in genere. Non so neanche perché lo fece. In ogni caso, come spesso accade, segnò un destino. I miei primi ricordi da interista sono legati agli album Panini: Lido Vieri, Muraro, Pasinato, Oriali, Beccalossi… Ricordo molti pianti per eliminazioni dell’Inter in coppa. Essere interista ha significato patire per molti anni più che gioire, soffrire un apparentemente irrimediabile complesso di inferiorità rispetto al blasone della Juventus, alla sua forza serena, e poi alla grandezza del Milan berlusconiano. Anni grami. Interismo viene giustamente corretto, scrivendo in word, automaticamente in “isterismo”. Parole comunicanti per tanti, troppi anni, con l’unica parentesi della formidabile Inter di Trapattoni, l’Inter teutonica, con un immenso terzino sinistro (Brehme) e uno straordinario centrocampista universale, Lothar Mattheus, con il cui nome sulla schiena vorrei chiudere la mia lunga carriera di calciatore dilettante. Poi ancora buio, solo il raggio di sole della coppa Uefa vinta con &lt;st1:personname productid="la Lazio" st="on"&gt;la Lazio&lt;/st1:personname&gt;, l’indicibile amarezza del 5 maggio, &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;dies alliensis&lt;/i&gt;, le lacrime di Ronaldo che erano di tutto un popolo tradito all’ultima curva. Poi accadde l’inatteso: scoprimmo con stupore, pur avendolo in fondo sempre saputo, che per molti anni il gioco era stato truccato da una cricca di delinquenti matricolati, i quali condizionavano le partite attraverso il capillare controllo dei designatori arbitrali e degli arbitri stessi. Vedemmo gli avversari di sempre nella polvere e nell’ignominia. Fu parziale risarcimento di tanto sangue amaro. Iniziò un’altra storia, che per me coincise (segno straordinario) con la nascita di mia figlia. Quella storia continua ancora: mia figlia cresce serena, l’Inter è diventata la squadra da battere del campionato italiano. Il merito di tutto ciò va alla società, ai tanti soldi del petroliere Moratti (c’è sicuramente un rapporto tra le vittorie dell’Inter di quest’anno e il costo della benzina, inutile negarlo), all’abilità di persone come Branca e Oriali, per anni considerati dei “pirla”, che hanno preso Cambiasso a parametro zero e Maicon prima che esplodesse, ad esempio, costruendo una squadra praticamente perfetta. Squadra guidata da un bravo tecnico, Roberto Mancini, che ci ha regalato tanto: due scudetti, soprattutto, ma incapace di assurgere a rango europeo.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’uomo di Setubal&lt;/strong&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Con un colpo di scena tipico della sua gestione, Moratti lo scorso anno sostituì Mancini con Josè Mourinho, fascinoso allenatore portoghese, vincitore della Champion’s con il Porto, finalista con il Chelsea, con il quale aveva vinto due Premier League. Lo scorso anno l’uomo di Setubal allenò una squadra non costruita da lui, avendo fallito nell’innesto di due uomini nuovi (uno fortemente voluto e profumatamente pagato), Quaresma e Mancini, e sacrificando ad un nuovo modulo (4-3-3) il piazzamento nel girone di qualificazione della Champion’s. Vittoria tranquilla dello scudetto, amarezza per l’eliminazione con il Manchester di Cristiano Ronaldo. Quest’estate la rivoluzione: cinque nuovi giocatori acquistati anche grazie allo scambio proficuo con il Barcellone tra Ibrahimovic, demiurgo dell’Inter manciniana, ed Et’o. Con i soldi di differenza tra i due, tanti, sono stati presi: Milito, Thiago Motta, Lucio, Snejider e, a gennaio, Pandev. Tutti innesti decisivi per l’Inter che avrebbe vinto Coppa Italia, scudetto e giocato la finale di Champion’s con il Bayern, dopo aver eliminato Chelsea e Barcellona, poi vincitrici di Premier e Liga spagnola.
Mourinho è un alieno nel mondo del calcio. Voglio tesserne l’elogio prima della finale e della sua molto probabile partenza dall’Inter. Una volta ha dichiarato: «Chi capisce solo di calcio non capisce niente di calcio». Mi basta per definire l’anomalia di un personaggio in un mondo autoreferenziale, abitato da icone “ignoranti” e fiere della loro ignoranza. Il calcio italiano è Francesco Totti, la sua ruspante simpatia, immemore di libri, di poesia. Ebbene, Mourinho, contro questo stereotipo sia della visibilità mediatica che dell’ignoranza rivendicata quasi a mo’ di valore, ha affermato quasi con durezza un’altra immagine del calcio: duro lavoro, studio meticoloso, cultura. Si è presentato, lui già poliglotta, alla prima conferenza con uno spumeggiante italiano che farebbe invidia ad allenatori italianissimi e al loro vocabolario stitico. Ha coniato frasi entrate nell’immaginario di questi anni: da “zero tituli” a “prostituzione intellettuale”. Ha sempre provocato con intelligenza e raffinatezza i suoi avversari, senza mai essere volgare. Ha denunziato dei limiti evidenti del nostro calcio, soprattutto il suo legame con i potentati economici che lo rendono poco autonomo nei giudizi. Questo gli ha creato fama di grande comunicatore, facendo passare in secondo piano la sua abilità di allenatore, di psicologo, di preparatore atletico e di tattico. L’Inter è uscita rinata dalla cura Mourinho: è diventata squadra, prima di tutto, senza prime donne, capace di sacrificio. È stato emozionate vedere Et’o, candidato al Pallone d’oro, Leone d’Africa, due volte vincitore della Champion’s, fare il terzino sinistro in alcune partite. Questo lo può ottenere solo chi viene seguito con assoluta fiducia dai suoi uomini. È paradossale, ma Mou è riuscito a trasformare venti campioni in una squadra fondata sul mutuo soccorso. E tutto questo è accaduto senza che mai si parlasse della sua vita privata. Tutto l’opposto di quanto accade nel calcio italiano.
Per tutti questi motivi, al di là dell’esito di sabato – prima finale per intere generazioni di interisti come la mia – noi dobbiamo riconoscenza a quest’uomo. Non solo noi interisti, evidentemente, ma tutti coloro che in Italia amano il calcio. Coniugare lo sport con la cultura (chi citerà più Sartre in una sua polemica?), con modi fermi ma sempre civili è cosa rara in un paese sguaiato e plebeo come l’Italia, dove l’ignoranza viene spacciata per spontaneità. Mourinho, infine, nei modi in cui ha gestito il caso Balotelli, bambino viziato aspirante al ruolo di stella, ha data una grande lezione di pedagogia applicata a educatori e genitori.
Il calcio italiano, da domenica, sarà più banale, più rozzo, più ignorante. Ci mancherà, mi mancherà.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-3000987137175730733?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/3000987137175730733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=3000987137175730733' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3000987137175730733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3000987137175730733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/05/elogio-di-mourinho.html' title='Elogio di Mourinho'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S_fbYAtiGgI/AAAAAAAAAIQ/hD8XnLGaTR0/s72-c/mourinho.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-6670114563761889211</id><published>2010-03-28T21:30:00.000-07:00</published><updated>2010-03-28T21:36:17.624-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7At9JYKwLI/AAAAAAAAAGg/FafrfOGqBIs/s1600/Cristo.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 242px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7At9JYKwLI/AAAAAAAAAGg/FafrfOGqBIs/s400/Cristo.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453909677258227890" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;Attraverso le rapide della tristezza,&lt;br/&gt;sfiorando&lt;br/&gt;il nudo specchio delle piaghe inferte:&lt;br/&gt;lì si fanno fluitare i quaranta&lt;br/&gt;tronchi di vita&lt;br/&gt;scorticati.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;Unica tu, nuoti&lt;br/&gt;controcorrente, tu&lt;br/&gt;li conti, li tocchi&lt;br/&gt;tutti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;La tristezza è come un fiume che va verso le sue rapide e le sue cascate. Acqua. Noi siamo in queste rapide o le guardiamo dall’alto? E chi sfiora lo specchio delle piaghe? Le piaghe non possiamo vederle direttamente ma solo in uno specchio. È il fiume stesso questo specchio che permette di vedere le piaghe inferte? E sul corpo di chi? Ci sono quaranta “tronchi”, quaranta corpi scorticati nel “fiume” della mia tristezza. Io penso a quaranta corpi di uomini scorticati. E questo pensiero mi intristisce al punto che debbo contemplare le loro ferite nello specchio d’acqua e non direttamente. Ma tu, amica, anima mia, mistagoga, guida, tu, che non ti lasci trascinare dalla corrente della disperazione e della tristezza li conti e li tocchi, eserciti pietosamente la misericordia che si deve ai defunti. Non solo non distogli lo sguardo ma addirittura, oltre a guardarli nelle loro ferite, li carezzi, te ne prendi cura anche se essi sono oramai tronchi privi di vita, scorticati.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-6670114563761889211?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/6670114563761889211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=6670114563761889211' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6670114563761889211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6670114563761889211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/03/attraverso-le-rapide-della-tristezza.html' title=''/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7At9JYKwLI/AAAAAAAAAGg/FafrfOGqBIs/s72-c/Cristo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-1009049893172204468</id><published>2010-03-28T01:20:00.000-07:00</published><updated>2010-03-28T11:36:37.669-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S68SC4RyhfI/AAAAAAAAAGA/lmMP1j6EvUY/s1600/N00.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 193px; height: 76px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S68SC4RyhfI/AAAAAAAAAGA/lmMP1j6EvUY/s400/N00.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453597514444998130" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;Nei fiumi a nord del futuro&lt;br/&gt;io lancio la rete che tu&lt;br/&gt;esitante aggravi&lt;br/&gt;con ombre scritte&lt;br/&gt;da pietre.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; (Paul Celan, &lt;em&gt;Atemwende&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Svolta del respiro&lt;/em&gt;)&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify" align="justify"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Lanciare la rete per cosa? Per catturare i pesci… I pesci sono simbolo di rinascita, di un’altra vita. Io, dunque, mi slancio nel futuro, più in là però di quello prossimo, a nord del futuro. È un futuro eonico non cronologico. Ma tu esiti, tu non sei con me in questo slancio, non condividi la necessità di uno sguardo che osi l’oltranza, l’utopia, la profezia. Io, dunque, sono solo. La condizione del poeta/profeta è la solitudine. Tu parli, e le tue parole sono oscure, minacciose, prive di luce, ombre prive di vita, pesanti, contro la grazia che sarebbe necessaria a slanciarci nel futuro remoto per catturare il pesce guizzante della rinascita, della vita nuova.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;strong&gt;Ivan Illich&lt;/strong&gt; amava molto questa poesia. Campeggia come epigrafe di una serie di interviste uscite postume &lt;/i&gt;(I fiumi a nord del futuro. Testamento raccolto da David Cayley&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;, Verbarium-Quodlibet&lt;/i&gt;)&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;. Scrive il curatore nell’introduzione: «Il futuro, essendo un idolo, divora quell’unico momento in cui il cielo s’incontra con noi: il presente. L’aspettativa cerca di forzare il domani; la speranza dilata il presente e prepara un futuro, a nord del futuro». È ciò che, nel &lt;/i&gt;Meridiano&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;, è chiamato U-topia? Quindi questo testo partecipa di quella “ricerca topologica” le cui cartine esistono solo in sogno, in un sogno.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-1009049893172204468?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/1009049893172204468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=1009049893172204468' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1009049893172204468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1009049893172204468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/03/nei-fiumi-nord-del-futuro-io-lancio-la.html' title=''/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S68SC4RyhfI/AAAAAAAAAGA/lmMP1j6EvUY/s72-c/N00.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-57989328160069465</id><published>2010-03-26T22:48:00.000-07:00</published><updated>2010-03-28T11:00:48.802-07:00</updated><title type='text'>Roso da sogni...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S6-Y57YzSwI/AAAAAAAAAGQ/mz7x7KtqsCU/s1600/candela.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 156px; height: 258px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S6-Y57YzSwI/AAAAAAAAAGQ/mz7x7KtqsCU/s400/candela.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453745794730642178" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;Roso da sogni&lt;br/&gt;non compiuti, per tracce&lt;br/&gt;insonni percorso, il paese del pane&lt;br/&gt;fa montare&lt;br/&gt;il monte della vita.
&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;Tu dalla sua briciola impasti&lt;br/&gt;i nostri nomi un’altra volta,io li vado tastando – ad ogni dito&lt;br/&gt;un occhio che il tuo somiglia -,&lt;br/&gt;e cerco un varco&lt;br/&gt;perché a forza di veglie&lt;br/&gt;io possa giungere a te, in bocca &lt;br/&gt;l’asta chiara: la candela&lt;br/&gt;della mia fame.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;(Paul Celan, da &lt;em&gt;Atemwende, Svolta del respiro&lt;/em&gt;)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Certezza che queste poesie dicano cose molto importanti, geroglifici da decifrare, sostitutivo, unico possibile di preghiere non più pronunciabili. &lt;/i&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Ci sono sogni non compiuti che “rodono”, scavano dentro l’anima. E se si compissero smetterebbero di angosciare? Ci sono tracce che vanno seguite, sacrificando alla ricerca il sonno. Esse conducono al paese del pane che sorge sul monte della vita. Basta una briciola di quel pane, di quel nutrimento per impastare di nuovo – come Dio fece con il fango per Adamo – i nostri nomi. Chi è il tu di questa poesia? È forse quel Dio così risolutamente negato, il Dio che sorge dal Nulla? I nostri nomi vengono impastati un’altra volta, di nuovo. E continua la queste di un varco che consenta di giungere, vincendo ancora una volta il sonno, quel “tu” evocato, invocato, portando nella bocca un asta, una lancia non più assassina ma luminosa, una candela che testimonia la fame di pane, la fame di vita…&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:54.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-57989328160069465?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/57989328160069465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=57989328160069465' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/57989328160069465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/57989328160069465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/03/roso-da-sogni-non-compiuti-per-tracce.html' title='Roso da sogni...'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S6-Y57YzSwI/AAAAAAAAAGQ/mz7x7KtqsCU/s72-c/candela.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-1007060981500082196</id><published>2010-03-24T22:37:00.000-07:00</published><updated>2010-03-29T21:30:20.734-07:00</updated><title type='text'>Ragionando sui temi dei miei alunni dedicati alla musica…</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7F-UbtYDwI/AAAAAAAAAGw/sxZqw6nT0Dk/s1600/note.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 253px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7F-UbtYDwI/AAAAAAAAAGw/sxZqw6nT0Dk/s400/note.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454279513222942466" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:18.0pt" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;È il primo anno che insegno italiano ad una classe, pur avendo studiato, in fondo (ma tanti, tanti anni fa…) per questo. Ed è, dunque, il primo anno che leggo “temi” dei miei alunni, pur avendo fatto praticare in passato forme di scrittura molto personali anche nelle ore di filosofia. Leggere un tema è un peso e un privilegio. Al di là del senso di monotonia che talvolta sopravviene, naturale, ci sono folgorazioni, illuminazioni sulle anime, le attese, le paure degli adolescenti che ci vengono affidati dal caso.
Quando ho postato la traccia sulla musica sul mio profilo Facebook diversi amici hanno commentato in senso positivo. Sono contento di aver scelto un taglio del genere, è stato un momento importante di verifica del mio lavoro ma anche delle mie passioni. Perché io, come Nietzsche, credo che il mondo senza la musica sarebbe un errore e, recentemente, ho scritto che immagino il Paradiso, dantescamente, come luogo di delizie acustiche, di canti celestiali, con una netta preferenza per le musiche d’organo di Bach. Non è casuale che nelle giornate di cogestione dedichi delle ore alla musica o quando vado a sostituire faccia ascoltare De Andrè piuttosto che Dylan. Non è casuale, infine, che in un’altra classe abbia fatto ascoltare e vedere integralmente il Don Giovanni di Mozart e Da Ponte.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;“La musica, misteriosa forma del tempo”… Un verso che risuona spesso nella mia mente, di un grandissimo poeta argentino, Jorge Luis Borges. La musica forma del tempo…&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;Ho letto con grande interesse i lavori dei miei alunni. Uno solo, eroico, ha svolto la traccia letteraria, con ammirevole rigore che ripaga di lezioni dedicate ad un momento misconosciuto della cultura italiana, la Commedia dell’Arte. Nessuno, e questo è certo speculum temporis, ha avuto l’ardire di affrontare la traccia di attualità, dedicata alla corruzione dilagante nell’organismo sociale e politico italiano. Si sono dati tutti alla musica, colti da ebbro spirito dionisiaco, come scriverebbe Mario, il mio alunno dannunziano e barocco.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;Cosa mi ha colpito di queste pagine? Sicuramente la pervasività della musica nelle loro vite. E poi? Poi, in negativo, l’appiattimento – con rare eccezioni – sul presente o sul passato prossimo a livello di gusto. E mi ha fatto tenerezza l’angoscia che trapelava dalle pagine di Raissa per l’incapacità di comunicare la bellezza della musica cosiddetta “classica” ai propri coetanei. Un altro elemento che mi ha colpito, anzi quello che mi ha spinto a queste riflessioni scritte, è l’idea, condivisa da molti, che la musica sia prima di tutto espressione di sé. Pensavo: ma che fine fanno tutte quelle composizioni, ad esempio rituali, che nulla hanno a che fare con l’interiorità dell’artista? Le musiche bandistiche o celebrative, le musiche marziali, gli inni nazionali… Ancora una volta mi sono reso conto di quanto un malinteso romanticismo abbia fatto danni in tutte le arti, inducendo a credere i più che l’arte sia una manifestazione dell’anima del “genio”, dell’artista… La musica, mi dico, è nelle cose… E, forse, l’idea pitagorica e platonica, ripresa da Dante, dell’armonia delle sfere celesti poteva aiutare a superare questa idea soggettivistica… Da questo appiattimento ne è derivato un altro, pure molto diffuso: e cioè l’idea che la musica oggi abbia valore solo se accompagnata da parole significative… Molti dei ragazzi hanno scritto che per loro sono fondamentali quei “versi” (di Vasco, Ligabue, i più citati…). Ma, allora, mi dico, che senso ha la musica senza parole? Mi rendo sempre più conto che, in realtà, la musica soddisfa due bisogni. Il primo, suo proprio, è quello di parlare un linguaggio non verbale, capace (mi è piaciuta l’evocazione di Orfeo in uno dei temi, molto suggestiva) di smuovere piante e animali, di var vibrare il nostro corpo, spingendolo alla danza, come accade ad Alessia o a Martina sul palco. Ma le canzoni italiane per i più o in inglese ben comprese soddisfano il bisogno connaturato all’adolescenza di poesia. Questo pensiero si intreccia, in un cortocircuito casuale ma non troppo, con la riflessione offerta ai ragazzi di III F, sul senso odierno della poesia. Quasi nullo, oserei dire. L’uomo ha bisogno di poesia, e oggi la cerca nei testi dei cantanti. Di qui l’invettiva di Mario. Ma ci sarà una ragione in questo. Cosa deve suggerire a noi docenti questa naturale scelta dei ragazzi, questo loro affidare l’espressione della loro anima ai versi delle canzoni? Questo elemento ricorre in quasi tutti gli scritti: “è come se fosse entrato dentro di me”, scrivono; “è come se avesse letto nel mio cuore”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;E per me la musica cos’è? Sicuramente un’arte, forse la più elevata. Schopenhauer diceva che la musica è la voce stessa del mondo. All’età dei miei alunni avevo gusti ristretti, anch’io ostaggio delle major e delle radio… Ricordo gli hit dell’epoca che oggi mi fanno sorridere. Però per caso scoprii Bach e iniziai ad ascoltare la musica “colta”. All’università mi aprii, iniziai avidamente ad acquistare 33 giri e storie della musica, ricostruendo le vicende del rock dagli anni Cinquanta ad oggi. Oggi sul mio hard disk da un tera nella benedetta forma dell’mp3 trova spazio quasi tutto quello che è stato prodotto dal Medioevo ad oggi, con una preclusione personale ingiustificata verso il jazz. Quello che dico sempre ai ragazzi è: siate curiosi, la tecnologia oggi vi mette in condizioni che nessuna generazione del mondo e di alcun tempo ha mai avuto, conoscere ogni forma di espressione musicale, di ogni etnia. Ogni evento, dunque, ogni momento della giornata può avere il suo respiro, il suo ritmo…&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;"&gt;E, dunque, ringrazio ancora, come Borges, il divino creatore del cosmo per le nenie sussurrate a mia figlia, il cui viatico al sonno è sempre la musica, per Pachelbel e il suo canone, per il suono maestoso dell’organo e la dolcezza struggente dei violini, per la chitarra di Jimi Hendrix e la voce di Janis Joplin, salvi malgrado la loro perdizione, per la musica di ogni tempo, misteriosa forma del tempo.
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-1007060981500082196?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/1007060981500082196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=1007060981500082196' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1007060981500082196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1007060981500082196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/03/ragionando-sui-temi-dei-miei-alunni.html' title='Ragionando sui temi dei miei alunni dedicati alla musica…'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7F-UbtYDwI/AAAAAAAAAGw/sxZqw6nT0Dk/s72-c/note.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-3170352050414698518</id><published>2010-02-07T22:48:00.001-08:00</published><updated>2010-03-28T11:47:01.375-07:00</updated><title type='text'>L'uomo folle e la prova dell'esistenza di Dio</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;L’uomo folle, reso celebre da un tale che, invero, folle lo divenne davvero, ritiratosi nel suo eremo a meditare sulle cose del mondo, vergò alcune carte, negli intervalli della sua pazzia, in cui, lui che aveva proclamato la morte di Dio, provò, per assurdo, a dimostrarne l’esistenza.&lt;br/&gt;«Dove vanno i nostri sogni? Dove va tutto quello che abbiamo vissuto? Qualcuno ci deve essere che li ricorda, ogni sogno, ogni attimo… E non solo quel che è stato, nella nostra mente notturna o nella vita diurna, ma anche ciò che avremmo voluto fare o essere, ogni vita possibile. È inconcepibile che tutto vada perduto. Dio, dunque, esiste… Chiamerò questa prova dell’esistenza di Dio: “ex coacta memoria omnium”. Ne moriar, memoria…&lt;br/&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;Preghiera&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sublime archivista del passato, dell’attuale, di ogni possibile,&lt;br/&gt;io ti prego di custodire gelosamente&lt;br/&gt;ogni minimo moto dell’animo d’ogni piccolo atomo:&lt;br/&gt;la passione che ci fu tra gli amanti,&lt;br/&gt;poi distrutta da una vita troppo prosaica,&lt;br/&gt;lo sguardo di compassione di chi poi uccise con ferocia,&lt;br/&gt;i poemi mai scritti&lt;br/&gt;di cui a stento sopravvive un verso in pagine abbandonate,&lt;br/&gt;l’ultimo respiro di chi muore in solitudine,&lt;br/&gt;queste parole che probabilmente nessuno potrà leggere...&lt;br/&gt;[ad libitum]».&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-3170352050414698518?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/3170352050414698518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=3170352050414698518' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3170352050414698518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3170352050414698518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/02/luomo-folle-e-la-prova-dellesistenza-di.html' title='L&apos;uomo folle e la prova dell&apos;esistenza di Dio'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-4137433221677820033</id><published>2010-02-02T22:48:00.000-08:00</published><updated>2010-03-29T09:26:46.163-07:00</updated><title type='text'>(D)io</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7DUs4gY6vI/AAAAAAAAAGo/-X4hSlmvKjI/s1600/LA+RESURREZIONE.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 238px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7DUs4gY6vI/AAAAAAAAAGo/-X4hSlmvKjI/s400/LA+RESURREZIONE.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454093016293239538" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;«Chi sono io?»

«Una vita che si piega solo momentaneamente alla morte, la speranza che non cancella il dolore ma risolve comunque il mistero e scioglie ogni dubbio… ».
Il dubbio, il mistero, il dolore… Nicola è morto. Cosa rimane di lui? Il dubbio, il mistero, il dolore…
E il profilo su Facebook: per quanti anni sopravviverà il simulacro al corpo reale di cui fu flebile espressione? Quante mail intaseranno invano la sua casella, vani inviti rivolti al nulla? Sopravviviamo a noi stessi nei meandri della Rete eterna….
«Chi sono io?»
«Oggi sono uno, domani un altro? Sono tutt’e due insieme? Davanti agli uomini un simulatore e davanti a me uno spregevole vigliacco?» 
Le parole sono così vuote, cembali tintinnanti.
Chi fu Nicola? Guardo le foto, ma non riesco a penetrare il suo mistero. E lui ci riuscì? Moriamo. Finisce, improvvisamente, una notte come tante altre, una storia, la nostra storia.
È morto Nicola… «Ah, mi spiace… Stasera andiamo a cinema?»
Chi ci conobbe realmente? Noi ci conoscemmo realmente? Che pretesa assurda! Poter vivere e comprendere la nostra esistenza! Morremo. E il senso che ci eravamo ostinati a dare alle nostre azioni svanirà con l’ultimo nostro respiro, flatus sine voce.
Sarà stato tutto insensato? Sì, tutto. Nessuno ci conobbe, neanche noi stessi.
«Chi sono io? Questo porre domande da soli è derisione. Chiunque io sia, tu mi conosci, o Dio, io sono tuo!»
Dunque, questa è l’unica prova (ex cordis nescentia) dell’esistenza (dovuta) di Dio.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;(&lt;em&gt;alcune delle frasi virgolettate sono di &lt;strong&gt;Dietrich Bonhoeffer&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-4137433221677820033?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/4137433221677820033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=4137433221677820033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4137433221677820033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4137433221677820033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/02/dio.html' title='(D)io'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7DUs4gY6vI/AAAAAAAAAGo/-X4hSlmvKjI/s72-c/LA+RESURREZIONE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-5891400244781675186</id><published>2010-01-27T08:44:00.000-08:00</published><updated>2010-03-28T11:51:27.889-07:00</updated><title type='text'>Avatar e la rete della vita</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S6-lC-F0XoI/AAAAAAAAAGY/eWQIMrL509A/s1600/avatar-film-07-large.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 258px; height: 156px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S6-lC-F0XoI/AAAAAAAAAGY/eWQIMrL509A/s400/avatar-film-07-large.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453759144214683266" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Finalmente, dopo quattro anni (!) sono tornato in una sala cinematografica, insostituibile luogo di laica attenzione condivisa. Ho visto &lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt;, prodotto dell’industria cinematografica, costosissimo e avanzatissimo tecnologicamente. A spronarmi l’entusiastico giudizio di &lt;strong&gt;Spielberg&lt;/strong&gt;, autore che ammiro da sempre.&lt;br/&gt;Ho avuto la ventura di assistere al film, in un sala vuota, solo con un mio carissimo cugino cinefilo, il quale, avendo deciso, dopo dieci minuti, che il film era pessimo, ha iniziato a chiosarne ogni scena, accusandolo di essere inutile rivisitazione di topoi già battuti dal cinema americano: un personaggio border-line incontra una nuova civiltà, prima scettico e persuaso della sua inferiorità, poi sempre più coinvolto (anche affettivamente da una femmina dell’altro popolo), fino a diventarne parte integrante ed arrivare a combattere contro il proprio popolo di appartenenza. &lt;em&gt;Balla coi lupi&lt;/em&gt;, in maniera molto alta, e – pur bello – &lt;em&gt;L’ultimo samurai&lt;/em&gt;  affrontavano questo tema: lo “scontro di civiltà” che ha – genocidiariamente – cancellato i nativi americani e - l’altro - “modernizzato” il Giappone. Perché riproporre, dunque, questo tema nel futuro? Solo per dispiegare il potente armamentario degli effetti speciali? Elaborando questa provocazione sono giunto alla conclusione che “Avatar” sia uno splendido film, non solo per la tecnologia utilizzata, pur fascinosa, ma soprattutto perché ripresenta il tema dello “scontro” dotandolo di un retroterra scientifico-filosofico-spirituale che non poteva esserci in film analoghi. Infatti, se è vero che tanto la cultura dei nativi americani che quella giapponese è intrisa di profonda spiritualità con tratti panteistici, e comunque profondamente rispettosa della natura, solo a partire dagli anni Sessanta si è iniziato a strutturare un pensiero che, incrociando ecologia, fisica, biologia e spiritualità, ha rimesso in discussione il paradigma “meccanicistico”, durissimo a morire, pure sottoposto a colpi potenti dalla seconda rivoluzione scientifica (quella di inizio Novecento). Penso alla divulgazione che di queste acquisizioni ha fatto &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fritjof_Capra"&gt;Fritjof Capra&lt;/a&gt; in libri come &lt;em&gt;Il Tao della fisica&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Il punto di svolta&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;La rete della vita&lt;/em&gt;: «Si tratta di elaborare un nuovo pensiero, caratterizzato in senso olistico, o meglio sistemico: esso viene così denominato perché privilegia il sistema, cioè la rete complessa costituita dalle molteplici interrelazioni, e non le singole unità costitutive (come voleva l’approccio analitico di stampo cartesiano). Seguendo tale orientamento che privilegia la “rete della vita” (immagine di grande efficacia più volte impiegata da Capra) e le interconnessioni cosmiche, l’uomo stesso è visto come parte della natura (e non in contrapposizione ad essa)» (&lt;em&gt;Wikipedia&lt;/em&gt;). Ecco, io credo che &lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt; sia un film paradossale e geniale perché con il massimo della tecnologia ci dice che la tecnologia non ci salverà, che anzi essa porterà al peggiore omicidio che noi possiamo commettere che non è quello di Dio Padre, come credeva Nietzsche, ma quello della Madre Terra (cosa avvenuta nel film). Ed è un film radicale perché contrappone alla vita comunitaria dei Na’vi il “superomismo” individualistico degli uomini, monadi solitarie ed ossessionate solo dal denaro. È un film radicale perché immagina un mondo in cui, consapevoli di essere parte della rete della vita, si uccide sì per nutrirsi ma si prega sul cadavere dell’animale ucciso, sapendo che “noi siamo quello”.&lt;br/&gt;Soprattutto, e finisco di rispondere a mio cugino, spostare nel futuro lo scontro di civiltà era necessario per illuderci (benefica illusione!) che ci sarà un lieto fine: sappiamo che le tribù indiane furono spazzate via, costrette alle riserve, annichilite infine con i casinò; sappiamo che il Giappone, dopo la restaurazione Meiji, mutuò dall’Occidente i più sinistri tratti dell’imperialismo e del razzismo. Guardando “Avatar” e &lt;st1:personname productid="la Madre Eywa" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Madre" st="on"&gt;la   Madre&lt;/st1:personname&gt; Eywa&lt;/st1:personname&gt; che distrugge gli avidi colonizzatori possiamo sperare che non tutto è già deciso, che, in qualche modo, spezzando l’incantesimo iniziato nel 1600, sappiamo ritornare ad essere parte di Gea/Pandora, figli devoti, “docili fibre dell’universo”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-5891400244781675186?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/5891400244781675186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=5891400244781675186' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/5891400244781675186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/5891400244781675186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2010/01/finalmente-dopo-quattro-anni-sono.html' title='Avatar e la rete della vita'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S6-lC-F0XoI/AAAAAAAAAGY/eWQIMrL509A/s72-c/avatar-film-07-large.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-6504243017083928991</id><published>2009-11-03T12:14:00.000-08:00</published><updated>2010-03-29T21:33:25.786-07:00</updated><title type='text'>La sinistra trans-idealista e post-realista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7F-7MqLZBI/AAAAAAAAAG4/EYMaoOX5qlE/s1600/14aeef5d5d1e8c.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7F-7MqLZBI/AAAAAAAAAG4/EYMaoOX5qlE/s400/14aeef5d5d1e8c.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454280179197895698" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;La vicenda &lt;strong&gt;Marrazzo&lt;/strong&gt;/trans/cocaina, speculare a quella Berlusconi/escort, dimostra, ancora una volta se ce ne fosse stato bisogno, che sinistra e destra speculari possono esserlo nelle &lt;em&gt;leadership&lt;/em&gt; ma non nello zoccolo duro delle loro basi elettorali.&lt;br/&gt;Qualche giorno fa, durante un corso di aggiornamento, ho fatto una battuta sull’affaire relativo all’ex governatore del Lazio. Si rideva, ma con tristezza… Questo, dal punto di vista berlusconiano, potrebbe dimostrare che la scuola italiana, insieme alla magistratura, è in mano alla sinistra. A me a dimostrato solo che dirigenti insipienti, incarnazioni del nulla che vivono il loro quarto d’ora di celebrità, hanno inferto ferite profonde nel corpo di chi vorrebbe una “sinistra” capace di incidere sulla realtà per trasformarla. Non c’è niente da fare: &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;o la sinistra è portatrice di ideali oppure non è&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;em&gt;Tertium non datur&lt;/em&gt;. L’illusione “riformista”, se così posso dire, l’illusione di una sinistra “normale” è sbagliata alla radice. Mentre la destra, le destre plurali presenti nel nostro paese possono permettersi all’interno del proprio arcipelago la convivenza di posizioni inconciliabili apparentemente (cattolici e atei devoti, liberisti e statalisti, realisti e idealisti), la sinistra o recupera motivazioni “alte” dell’agire politico o si dissolve. L’esperienza del PD, per fare un esempio, che potrebbe essere interessante per il nostro paese, vista con gli occhi della mia provincia appare una storia di piccoli interessi di bottega, di famiglie che si contendono il potere e il denaro. Io vedo chi sono i dirigenti beneventani del PD e penso che è giusto che l’Italia sia governata da Berlusconi e Bossi, in cui non c’è contraddizione tra il dire e il fare. Mi si potrebbe obiettare che non è con un gesto volontaristico che si recuperano queste benedette istanze “ideali” (che volutamente ho lasciato nel vago). Allora teniamoci i Marrazzo e i Bassolino, teniamoci questi osceni dirigenti locali famelici e ignoranti, rassegniamoci ad essere governati per i prossimi secoli da una delle destre presenti nel nostro paese. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Ho una sola certezza: &lt;em&gt;bisogna rompere con le doppie morali e con il machiavellismo&lt;/em&gt;, in qualunque sua declinazione, uno dei peggiori veleni inoculati da &lt;strong&gt;Gramsci&lt;/strong&gt; nel corpo della sinistra italiana. Noi possiamo anche essere realisti, ma se prima non sogniamo di trasformare il mondo questo realismo diventerà gestione dell’esistente prima, connivenza e corruzione poi. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-6504243017083928991?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/6504243017083928991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=6504243017083928991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6504243017083928991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6504243017083928991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2009/11/la-vicenda-marrazzo-transcocaina.html' title='La sinistra trans-idealista e post-realista'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7F-7MqLZBI/AAAAAAAAAG4/EYMaoOX5qlE/s72-c/14aeef5d5d1e8c.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-6261978596487992612</id><published>2009-11-02T07:48:00.000-08:00</published><updated>2010-03-29T21:35:26.178-07:00</updated><title type='text'>I morti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/Su7_2ssGe2I/AAAAAAAAACM/bwfgHQ3-uVA/s1600-h/bocklin.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 286px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/Su7_2ssGe2I/AAAAAAAAACM/bwfgHQ3-uVA/s400/bocklin.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399534318437956450" /&gt;&lt;/a&gt;
Giorno dei morti.&lt;br/&gt;Per una volta non penso ai volti cari, basso continuo che non necessita di un giorno speciale.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Una terrorista&lt;/strong&gt; che si è impiccata in cella. Ha fatto bene, ho pensato istintivamente, e continuo a pensarlo: follia imperdonabile per una della mia generazione credere ancora alla sacra verità del piombo.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Un giovane perdutosi nelle droghe &lt;/strong&gt;ucciso chi sa se con l’incuria o con la violenza degli aguzzini. «Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto...». Questo a &lt;strong&gt;Teramo&lt;/strong&gt;…&lt;br/&gt;Bambini e adulti, intanto muoiono per un’&lt;strong&gt;influenza&lt;/strong&gt; dai contorni misteriosi. Ripenso ad un film bellissimo, &lt;em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'esercito_delle_12_scimmie"&gt;L’esercito delle 12 scimmie&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, e non so se preoccuparmi perché l’apocalisse mi ha sempre attratto. Mi spiacerebbe solo per mia figlia. Vorrei che cogliesse qualche altra gioia della vita.&lt;br/&gt;Infine, una &lt;strong&gt;grande poetessa &lt;/strong&gt;muore. Scriveva tanto, forse troppo. Ma alcune cose sono meravigliose. Resteranno. Ha rinverdito il mito della vicinanza dell’arte con la follia. Le siamo grati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-6261978596487992612?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/6261978596487992612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=6261978596487992612' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6261978596487992612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6261978596487992612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2009/11/i-morti.html' title='I morti'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/Su7_2ssGe2I/AAAAAAAAACM/bwfgHQ3-uVA/s72-c/bocklin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-8149931876699037751</id><published>2009-06-06T23:06:00.000-07:00</published><updated>2010-03-29T21:36:39.270-07:00</updated><title type='text'>Il satiro silvano e incantatore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/SitZU0uKWEI/AAAAAAAAABk/K21GlW_bzVE/s1600-h/satiro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/SitZU0uKWEI/AAAAAAAAABk/K21GlW_bzVE/s200/satiro.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344463597089740866" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;em&gt;"Il satiro è una figura mitica maschile, compagna di Pan e Dioniso, che abita boschi e montagne. È personificazione della fertilità e della forza vitale della natura, connessa con il culto dionisiaco.
I satiri sono generalmente raffigurati come esseri umani barbuti con caratteristiche animali [...] Vengono rappresentati come esseri lascivi, spesso dediti al vino, a danzare con le ninfe ed a suonare il flauto. 
Talvolta hanno un vistoso fallo in erezione" &lt;/em&gt;(Wikipedia)

Davvero il suo nome era un presagio. Non è mai cambiato. È sempre rimasto uomo delle selve, essere irrimediabilmente silvano, malgrado lo sforzo sovrumano, malgrado i gessati, gli abiti attillati... Il suo fallo ha continuato a reclamare vergini per soddisfare appetiti vigorosi.&lt;br/&gt;O è il padre/padrone dell'orda primordiale, che reclama per sé tutte le donne del gruppo? E, se così fosse, sarebbe giusto, ucciderlo per poi tabuizzarne l'uccisione e risarcirlo simbolicamente con l'erezione di un totem? E quale totem potrebbe mai simboleggiarlo? La farfalla che, dicitur, hanno avuto tutte le fanciulle "marchiate" dal suo membro insaziabile?&lt;br/&gt;Sarà, mi chiedo, per invidia che parlo? Sono io quel figlio che desidera ucciderlo per poter, finalmente, avere accesso a tutte le donne?&lt;br/&gt;In ogni caso, dall'interesse con cui seguo le vicende di queste settimane, mi rendo conto che ci sono costanti mitiche che strutturano gli accadimenti.&lt;br/&gt;In chiave sociologica potrei dire che chi di soap opera ferisce di soap opera perisce. E poiché l'uomo delle selve è autobiografia della nazione è giusto che questa nazione, che ha espresso nella sua storia solo minoranze virtuose (di cui, con poca modestia, mi sento erede e parte), si dissolva in una tragicommedia piena di "relazioni pericolose" e "piccanti", dell'ira di moglie cornute, di draghi, servi sciocchi...&lt;br/&gt;La realtà è molto più appassionante del sogno. Quale grande artista avrebbe potuto immaginare una distopia così assurda? Quando l'incubo sarà finito molti si chiederanno attoniti: ma come fu possibile? È 
accaduto altre volte... Nel 1943, ad esempio. Allora, come ora, pochi pagheranno la loro connivenza. Quasi tutti scopriranno di aver sempre condannato la selvatichezza e la corruzione dell'anima. Qualche corpo finirà per essere esposto come capro espiatorio...&lt;br/&gt;Il capro, il satiro, il silvanus...&lt;br/&gt;Infine, è giusto che il satiro sia annichilito dalla satira.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-8149931876699037751?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/8149931876699037751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=8149931876699037751' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/8149931876699037751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/8149931876699037751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2009/06/il-satiro-silvano-e-incantatore.html' title='Il satiro silvano e incantatore'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/SitZU0uKWEI/AAAAAAAAABk/K21GlW_bzVE/s72-c/satiro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-3930134142656167196</id><published>2009-03-20T00:28:00.000-07:00</published><updated>2010-03-29T21:37:59.408-07:00</updated><title type='text'>Testamento iconico</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/ScNGF796SpI/AAAAAAAAABU/eGhNp4FfReI/s1600-h/Foto.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315169053037972114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 143px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/ScNGF796SpI/AAAAAAAAABU/eGhNp4FfReI/s200/Foto.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri sono andato al cimitero a salutare mio padre, Giuseppe. Ho un antica confidenza con quel luogo. Me la inculcò mia madre, che recitava spesso – malgrado la sua fede – i &lt;em&gt;Sepolcri&lt;/em&gt; a memoria. Il pensiero più ricorrente è che fra pochi anni il pezzo di vita che avrò vissuto senza mia madre sarà superiore a quello che con lei ebbi in sorte di vivere. Ma ieri, guardando mio padre e, accanto a lui, altri volti noti, amici, mi chiedevo: quale sarà la foto con cui io guarderò i sopravvissuti? Perché, se si discute legittimamente del testamento biologico, non si dà la possibilità ai mortali di scegliere la loro finestra sul tempo? Mio padre mi guardava… A quale padre apparteneva quel volto? Non all’ultimo, indifeso come un neonato con l’Alzheimer che lo aveva devastato in pochi anni… Era ancora l’uomo orgoglioso, superbo, che voleva conquistare il mondo. Quella foto la scelsi io, ed è una scelta importante: mi arrogai il privilegio di decidere il volto che avrebbe continuato a scrutare il divenire del mondo. E mi guardavo intorno. Volti di vecchi, vite spezzate ancora giovani, foto in bianco e nero, paesaggi di sfondo. Quale foto sceglierei per me? Chi sarò stato io alla fine del mio viaggio terrestre? Il bambino felice nelle braccia della madre, il diciassettenne sturmeriano che scopriva con stupore il mondo, il marito, il professore, il padre… Quella foto mi inchioderà ad una sola delle vite che sono stato, sarà la mia “persona” offerta allo sguardo di chi vorrà ricordarmi o di chi passerà per caso e si fermerà un attimo pietoso o curioso. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-3930134142656167196?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/3930134142656167196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=3930134142656167196' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3930134142656167196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3930134142656167196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2009/03/ieri-sono-andato-al-cimitero-salutare.html' title='Testamento iconico'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/ScNGF796SpI/AAAAAAAAABU/eGhNp4FfReI/s72-c/Foto.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-4820911783439149024</id><published>2009-02-14T22:12:00.000-08:00</published><updated>2010-03-29T21:44:31.880-07:00</updated><title type='text'>La tragedia dell'amore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GBhBVF25I/AAAAAAAAAHA/guCJL_mWqSU/s1600/munch.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GBhBVF25I/AAAAAAAAAHA/guCJL_mWqSU/s400/munch.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454283028014947218" /&gt;&lt;/a&gt;

Passata l’ebbrezza, anch’essa, come per il Natale, legata soprattutto ad esigenze di consumo, del &lt;strong&gt;giorno degli innamorati&lt;/strong&gt; (anche se commuove sempre vedere un adolescente che porta i fiori davanti alla scuola alla sua bella), ho riflettuto sulla tragedia costituita dall’amore.&lt;br/&gt;I media celebrano l’anniversario di un libro, &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.alberoni.it/erotismo-riassunto.asp"&gt;L’erotismo&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, di un intellettuale molto discutibile, soprattutto oggi, &lt;strong&gt;Francesco Alberoni&lt;/strong&gt;: imbarazzanti i suoi brevi articoli sulla prima del «Corriere della Sera», imbarazzante la sua carriera. Ma le pagine iniziali di quel libro dicono una verità profonda: &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;la differenza radicale tra maschio e femmina, declinata non nel senso della complementarità ma dell’incomprensione&lt;/span&gt;. Sia chiaro: non è un destino. Ma se uomo e donna non sono complementari, la relazione amorosa è – come ripete spesso &lt;strong&gt;&lt;a href="http://books.google.com/books?id=R5d4pZ27JJoC&amp;amp;dq=galimberti+le+cose+dell'amore&amp;amp;printsec=frontcover&amp;amp;source=bn&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=cbOXSaWeA4uU0AWG7ZGwAg&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;resnum=4&amp;amp;ct=result"&gt;Galimberti&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; – un’opera d’arte che va costruita ogni giorno. Dobbiamo, dunque, liberarci del potente &lt;strong&gt;&lt;a href="http://aula.forumfree.net/?t=27302635"&gt;mito platonico&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; secondo cui siamo metà alla ricerca di un completamento, mito che continua ad operare nel profondo, se utilizziamo ancora espressioni come «la mia metà». E, dunque, appare quanto mai necessaria una vera e propria educazione erotica che, partendo dalle radicali differenze corporee (e quindi dei meccanismi della gratificazione e del piacere) si allarghi fino ad una educazione psicologica e spirituale. &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;L’uomo e la donna sono estranei, sconosciuti l’uno all’altro&lt;/span&gt;: ciascuno proietta le proprie attese, i propri desideri, spesso rifiutandosi di vedere l’altro, ciascuno “mente” (in buona fede e a fin di bene) ostentando di sé la parte che ritiene più “nobile” allo sguardo dell’altro. E così inizia una lunga storia di menzogna che svuota di senso buona parte delle relazioni.&lt;br/&gt;Per questo appare quanto mai necessaria una vera e propria riforma educativa che metta l’educazione sentimentale ai primi posti. Se la storia dell’umanità è piena di sofferenza è anche perché uno degli eventi fondamentali della vita, una compiuta relazione con l’altro, si realizza male o non si realizza affatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;PS&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;em&gt;Scrivendo mi rendevo conto di una clamorosa assenza nel mio discorso: l’amore omosessuale. A rigore, anzi, esso, se è vero quello che scrivo, sarebbe l’unico amore che potrebbe aspirare alla perfezione (questo dice, ad esempio, il &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Fedro&lt;/em&gt;&lt;em&gt; platonico nel &lt;/em&gt;Simposio&lt;em&gt;, parlando di Ettore e Achille). Ma non sono in grado di affrontare la questione con cognizione, anche solo teorica, libresca. E si aprirebbero poi altri fronti: se quello omosessuale fosse l’amore perfetto ma manchevole dei figli, la natura potrebbe e fino a che punto essere corretta dalla tecnica, rendendo possibile divenire padri e madri? E quindi, con un gran mal di testa, rinunzio a questa seconda parte della riflessione, aspettando illuminazioni.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-4820911783439149024?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/4820911783439149024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=4820911783439149024' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4820911783439149024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4820911783439149024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2009/02/la-tragedia-dellamore.html' title='La tragedia dell&apos;amore'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GBhBVF25I/AAAAAAAAAHA/guCJL_mWqSU/s72-c/munch.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-5383723400401891406</id><published>2009-01-09T22:20:00.000-08:00</published><updated>2010-03-29T21:46:41.694-07:00</updated><title type='text'>Sempre dalla parte di Davide</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GCEDQ03tI/AAAAAAAAAHI/O9cgen8bxxw/s1600/terra.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 162px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GCEDQ03tI/AAAAAAAAAHI/O9cgen8bxxw/s400/terra.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454283629829349074" /&gt;&lt;/a&gt;


1) [&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Davide e Golia&lt;/span&gt;] La sproporzione di mezzi tra un pezzo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;palestinesi&lt;/span&gt; (esecrabile ma comprensibile nella sua rabbia che dura da cinquant'anni senza sbocchi) e gli israeliani non rende possibile equipare le violenze degli uni e degli altri. Bisogna sempre prender parte. In questo caso quella del più debole, del più clamorosamente debole... Ripenso a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Munich&lt;/span&gt;"di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spilberg&lt;/span&gt; (ebreo), ripenso ad alcune frasi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;George Steiner&lt;/span&gt; (ebreo), e so che è giusto, ora come non mai, difendere i palestinesi (malgrado le loro classi dirigenti) e chiedere con forza un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;intervento internazionale&lt;/span&gt; e la creazione di una milizia che si interponga tra loro e un'Israele sempre più accecata dal suo suo sogno impossibile di cancellare l'avversario.&lt;br/&gt;2) [&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Né filoterrorismo né antisemitismo&lt;/span&gt;] Difendere i palestinesi da quello che inizia ad assomigliare sempre di più ad un&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; genocidio&lt;/span&gt; non significa appoggiare i terroristi; essere contro le politiche dello Stato di Israele non significa essere antisemiti. Mi spiace doverlo ripetere ogni volta. Ma oramai ci sono abituato. Paradossale per uno che considera il pensiero e la cultura ebraica fondamentale nella propria formazione.&lt;br/&gt;3) [&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Dalla parte del torto&lt;/span&gt;] Davvero sulla questione palestinese i media sono manipolati, altrimenti sarebbe lampante che si tratta di una strage indiscriminata. E' come la guerra in Irak. I servi dei regnanti, all'epoca, trovavano ogni giustificazione, Hussein (spietato tiranno, senza dubbio, anche con l'aiuto USA nella guerra contro l'Iran) paragonato ad Hitler. E noi a dire che c'erano altri mezzi, che non c'erano armi di distruzione di massa. Bella consolazione sapere, un milione circa di morti dopo, che, è vero, la Cia «ci aveva dato informazione imprecise». Non bisogna mai temere di essere, come diceva Brecht, dalla parte del torto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-5383723400401891406?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/5383723400401891406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=5383723400401891406' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/5383723400401891406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/5383723400401891406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2009/01/1-davide-e-golia-la-sproporzione-di.html' title='Sempre dalla parte di Davide'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GCEDQ03tI/AAAAAAAAAHI/O9cgen8bxxw/s72-c/terra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-3666351278542800447</id><published>2008-12-17T22:03:00.000-08:00</published><updated>2010-03-29T21:47:34.331-07:00</updated><title type='text'>Sinistro crepuscolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.centumcellae.it/elezioni2006/albums/userpics/10001/normal_luxuria1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://www.centumcellae.it/elezioni2006/albums/userpics/10001/normal_luxuria1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;strong&gt;Per un pugno di euro&lt;/strong&gt;... A "Liberazione", in RC, a Napoli per gli appalti, in Calabria e a Firenze. Dopo la durissima sconfitta elettorale, la scomparsa della sinistra "radicale" (!) dal Parlamento italiano, assistiamo tra l'attonito e il soddisfatto al &lt;strong&gt;crepuscolo inglorioso di una classe dirigente&lt;/strong&gt; (!!) che sarà ricordata a lungo per la sua rissosità, la sua insipienza, la sua mancanza di lungimiranza, e, peggio di tutto, per la sua quasi &lt;strong&gt;assoluta mancanza di etica&lt;/strong&gt;. Ed è, dunque, giusto che, nel tempo del crepuscolo, l'idolo che simboleggi questa disfatta gioiosa e sorridente sia &lt;strong&gt;Vladimir Luxuria&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-3666351278542800447?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/3666351278542800447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=3666351278542800447' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3666351278542800447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3666351278542800447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/12/sinistro-crepuscolo.html' title='Sinistro crepuscolo'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-3552305745301185391</id><published>2008-11-23T21:19:00.000-08:00</published><updated>2010-03-29T21:48:44.402-07:00</updated><title type='text'>L'angelo necessario (nel tempo degli "idola")</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GCnHrQ1_I/AAAAAAAAAHQ/Plt6-nnj86E/s1600/cieloberlino.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 190px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GCnHrQ1_I/AAAAAAAAAHQ/Plt6-nnj86E/s400/cieloberlino.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454284232309397490" /&gt;&lt;/a&gt;

Il mio amico don Giancarlo, in occasione del ritrovamento dei due angeli sottratti anni fa alla sua chiesa, mi ha chiesto una riflessione sull'angelo nella poesia. Ne è scaturita, come sempre mi accade, un ibrido, in cui ho manifestato il mio disagio rispetto ad una &lt;strong&gt;chiesa sempre più sorda al dialogo&lt;/strong&gt; (in diverse direzioni), la mia &lt;strong&gt;concezione della poesia&lt;/strong&gt; (appresa da Marco Guzzi) come linguaggio privilegiato dello spirito, nel secolo in cui il logos intorno a Dio si è come sclerotizzato, la necessità di &lt;strong&gt;meditare l'invisibile&lt;/strong&gt;, nel tempo idolatrico che ci troviamo a vivere, dove trionfa l'immagine, dove solo il visibile è, l'urgenza di ridare &lt;strong&gt;centralità all'ascolto&lt;/strong&gt; piuttosto che alla vista (l'angelo come annuncio, l'apertura del nostro "Io mariano" all'ascolto della parola). Ho letto, poi, la IX elegia di Rilke, in cui viene affermata la superiorità dell'uomo, custode dell'effimero attraverso la parola, che realizza la metamorfosi del visibile nell'invisibile. Ho letto una frammento del &lt;em&gt;Corano&lt;/em&gt;, bellissimo, in cui Dio afferma la superiorità dell'uomo, che conosce tutti i nomi di Dio e delle cose, sugli angeli. Ho evocato &lt;em&gt;Il cielo sopra Berlino&lt;/em&gt;, il sapore del sangue, il calore del primo caffè, l'angelo che volle farsi uomo per sperimentare fino in fondo l'amore e la sua fragilità, il suo precario equilibrio sul mondo, senz'ali. Ho chiuso con la folgorante affermazione, invito ad essere fedeli alla terra, di &lt;strong&gt;Dietrich Bonhoeffer&lt;/strong&gt;, secondo il quale solo chi vive con tutte e due i piedi sulla terra vivrà con tutti e due nel regno dei cieli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-3552305745301185391?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/3552305745301185391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=3552305745301185391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3552305745301185391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3552305745301185391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/11/langelo-necessario-nel-tempo-degli.html' title='L&apos;angelo necessario (nel tempo degli &quot;idola&quot;)'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GCnHrQ1_I/AAAAAAAAAHQ/Plt6-nnj86E/s72-c/cieloberlino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-8205830409132525501</id><published>2008-11-19T07:33:00.000-08:00</published><updated>2010-03-29T21:49:50.417-07:00</updated><title type='text'>«I want to ride my bicycle...»</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GC1xdxS3I/AAAAAAAAAHY/UOAc_zS-ink/s1600/newman_bicicletta.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 290px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GC1xdxS3I/AAAAAAAAAHY/UOAc_zS-ink/s400/newman_bicicletta.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454284484045261682" /&gt;&lt;/a&gt;

100° posto nella classifica di Legambiente, polveri sottili a livelli elevati, disastro totale del blocco del traffico domenicale sia per mancanza di controlli sia per mancanza di senso civico. Che fare? [...].&lt;br/&gt;Lo scorso anno ho acquistato una&lt;strong&gt; bicicletta “a pedalata assistita”&lt;/strong&gt;, dotata cioè di una batteria che aiuta ad affrontare le salite. Poiché l’obiezione che spesso si fa all’uso della bici a Benevento è che, essendo “una discesa e una salita” (cito un caro amico poeta), la città sarebbe poco adatta a questo tipo di mezzo, questa tecnologia “evoluta” (come la definirebbe &lt;strong&gt;Ivan Illich&lt;/strong&gt;, teorico della società conviviale e autore di &lt;em&gt;Elogio della bicicletta&lt;/em&gt;, di recente ristampato da Bollati-Boringhieri) risulta perfetta per chiunque – dai quindici ai sessant’anni – vuole tenere insieme attività fisica, decongestionamento del traffico (e delle strade in genere), riduzione dei gas inquinanti e delle polveri sottili. La bici a pedalata assistita non necessita di targa né di casco, non ha costi particolari di manutenzione. Io la uso per andare a scuola, per fare la spesa al mercato e tutti gli altri servizi in città . È scontato dire che con essa non ci sono problemi di parcheggio. Uso la macchina (mista: benzina/gas) solo se devo spostarmi per molti chilometri al di fuori della città. La scelta della bici (e della macchina a gas), oltre ad avere una ricaduta positiva per la salute e per l’ambiente, ha appesantito le mie tasche di “proletario intellettuale”. Arricchisco un po’ meno i Moratti e i Gheddafi, investo un po’ in più in cibi biologici e prodotti vegan, compro qualche libro in più… A Benevento ci sono almeno tre, quattro rivenditori che hanno modelli diversi: da quelli economici sui 500 euro (che sconsiglio perché hanno spesso problemi nelle parti elettriche) a quelli medio-alti (dagli 800 euro in su). Il Comune potrebbe tentare, in via sperimentale, l’acquisto di un blocco di bici a pedalata assistita e lanciare una sorta di “community bicycle program” [...] o &lt;em&gt;bicycle-sharing&lt;/em&gt;, che comunque dovrebbe essere un servizio a pagamento. Faccio presente che, nell’ultimo anno, diversi professionisti (avvocati, commercialisti ecc.) hanno acquistato una bici “ecologica” e la usano per il proprio lavoro. Il punto di fondo, infatti, è quello di trovare soluzioni per la quotidianità, non per lo svago. È paradossale prendere la macchina per andare in bici su una pista ciclabile! Una delle tante cose strane che i nostri posteri, speriamo più saggi, non sapranno spiegarsi. La bici deve essere reintegrata nella vita quotidiana. Senza fondamentalismi, garantendo cioè alle persone anziane o ai disabili ottimi servizi pubblici o l’uso della macchina (e non occupando in maniera incivile i posti loro riservati, pessima pratica beneventana). Bisogna andare verso l’integrazione, la complessità. Non esistono, infatti, soluzioni uniche a problemi complessi. Ma ciascuno potrebbe partire da se stesso. Ovviamente, se qualcuno vuole provare per credere, può chiamarmi o contattarmi via mail e fare un giro sulla mia bici: «Puoi dire che sono un sognatore / ma non sono il solo. / Spero che ti unirai anche tu un giorno».
&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;(apparso su «Messaggio d'oggi»)&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-8205830409132525501?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/8205830409132525501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=8205830409132525501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/8205830409132525501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/8205830409132525501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/11/100-posto-nella-classifica-di.html' title='«I want to ride my bicycle...»'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GC1xdxS3I/AAAAAAAAAHY/UOAc_zS-ink/s72-c/newman_bicicletta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-2871251412280375477</id><published>2008-10-31T23:01:00.000-07:00</published><updated>2010-03-29T21:54:03.046-07:00</updated><title type='text'>Requiem per i miei morti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GDhhcs9gI/AAAAAAAAAHg/MDMApF7y9bY/s1600/comunque-qualcuno-passa-lumino-votivo-con-rosa-di-campo-a18760087.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 207px; height: 310px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GDhhcs9gI/AAAAAAAAAHg/MDMApF7y9bY/s400/comunque-qualcuno-passa-lumino-votivo-con-rosa-di-campo-a18760087.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454285235660060162" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;em&gt;Pensiamo che la nostra vita sia popolata da tante persone. In realtà sono poche le vite altrui veramente importanti per noi, e precisamente sono quelle che, non sempre ma per sempre, ricordiamo nelle nostre preghiere serali, anche a distanza di molto tempo da quando esse sono oramai &lt;/em&gt;pulvis et umbra&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;

Pace a mia nonna Rosa,&lt;br/&gt;che mordeva negli ultimi tempi&lt;br/&gt;la mano amorosa che pure la nutriva.&lt;br/&gt;Pace a mio nonno Nicola,&lt;br/&gt;che non serbava per questo rancore,&lt;br/&gt;e che volle morire nel tempo giusto.&lt;br/&gt;Pace a mia nonna Anna, che visse per i figli&lt;br/&gt;fino al disprezzo di sé.&lt;br/&gt;Pace ad Angelina, che seppe servire&lt;br/&gt;senza essere servile.&lt;br/&gt;Pace a Gabriella, che ebbe in dono&lt;br/&gt;l’amore vero e un male mortale.&lt;br/&gt;Pace a Maria Pia, che della vita volata via&lt;br/&gt;non seppe le poche gioie e le molte amarezze.&lt;br/&gt;Pace a Emanuele, mite ma fiero&lt;br/&gt;in un mondo corrotto e violento.&lt;br/&gt;Pace a Stefania, che nelle ultime ore
sognava il suo abito bianco.&lt;br/&gt;Pace a mio padre e mia madre,&lt;br/&gt;che si amarono per un giorno&lt;br/&gt;e per una vita intera si fecero male.&lt;br/&gt;Pace a mio padre, che volle sfidare il mondo&lt;br/&gt;intero e ne fu sfigurato.&lt;br/&gt;Pace a mia madre, che sapeva sorridere
quando tutto crollava dentro e fuori di lei.&lt;br/&gt;
Pace, pace, pace,&lt;br/&gt;Signore, dona alle anime che evoco&lt;br/&gt;nelle pigre preghiere serali, ed oggi&lt;br/&gt;in un’alba sciabordante,&lt;br/&gt;immemore d’ogni errore,&lt;br/&gt;d’ogni errare umano,
trascritto nel libro della vita&lt;br/&gt;solo il bene che diedero,&lt;br/&gt;l’amore che furono.

&lt;strong&gt;14 agosto 2008&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-2871251412280375477?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/2871251412280375477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=2871251412280375477' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2871251412280375477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2871251412280375477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/10/requiem-per-i-miei-morti.html' title='Requiem per i miei morti'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GDhhcs9gI/AAAAAAAAAHg/MDMApF7y9bY/s72-c/comunque-qualcuno-passa-lumino-votivo-con-rosa-di-campo-a18760087.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-1603141083121516302</id><published>2008-10-30T01:50:00.000-07:00</published><updated>2008-12-29T01:26:55.077-08:00</updated><title type='text'>Onda su onda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/SViX02HAdTI/AAAAAAAAAA0/8iDtp1knjwA/s1600-h/Striscione+%28ridotto%29.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 121px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/SViX02HAdTI/AAAAAAAAAA0/8iDtp1knjwA/s200/Striscione+%28ridotto%29.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285141096853173554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;Sono in piazza con i ragazzi in questi giorni, o nelle scuole, quando mi chiamano. E' un movimento nuovo. Li conosco questi ragazzi, sono miei alunni: non hanno neanche l'abc della politica. Ma da qui, dalla difesa della scuola pubblica, può nascere un'onda lunga. Può essere, in Italia, l'avvio di una nuova stagione, che abbia reciso le radici novecentesche di violenza e ideologia spesso accecante. Questa è la mia speranza. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-1603141083121516302?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/1603141083121516302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=1603141083121516302' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1603141083121516302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1603141083121516302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/10/onda-su-onda.html' title='Onda su onda'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/SViX02HAdTI/AAAAAAAAAA0/8iDtp1knjwA/s72-c/Striscione+%28ridotto%29.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-2176975922889089797</id><published>2008-10-16T08:58:00.000-07:00</published><updated>2010-03-29T22:00:13.528-07:00</updated><title type='text'>Tum denique erit bibendum</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GE_fwPzYI/AAAAAAAAAHw/EfE5cpqSg5Y/s1600/1.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 324px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GE_fwPzYI/AAAAAAAAAHw/EfE5cpqSg5Y/s400/1.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454286850112867714" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p&gt;(&lt;em&gt;sine charitate…&lt;/em&gt;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come quell’altro schiantatosi ubriaco&lt;br/&gt;e sfibrato – lui che blaterava di purezza,&lt;br/&gt;ordine, legge. Di razza.&lt;br/&gt;Anche tu te ne andrai: sarà una notte&lt;br/&gt;vicina. I servi ti troveranno sul letto mentre osavi l’ultimo assalto&lt;br/&gt;al castello poco guarnito di future ministre&lt;br/&gt;o senatrici del regno. Strapperanno&lt;br/&gt;capelli, stracceranno vesti&lt;br/&gt;tremuli sul corpo esanime …&lt;em&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«Incitatus... Incitatus...»: le ultime parole.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dicitur.

&lt;/em&gt;Già pronto per la teca preziosa di ori,&lt;br/&gt;in una piazza blu sfiderai&lt;br/&gt;per qualche anno l’eterno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Parce sepulto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Frotte di cellulari ilari sfileranno&lt;br/&gt;avidamente inquadrando rialzi e riporti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pax nobis.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Brinderemo al tuo ultimo indulto.&lt;em&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-2176975922889089797?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/2176975922889089797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=2176975922889089797' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2176975922889089797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2176975922889089797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/10/nunc-est-bibendum.html' title='Tum denique erit bibendum'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7GE_fwPzYI/AAAAAAAAAHw/EfE5cpqSg5Y/s72-c/1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-1134697605020750410</id><published>2008-09-24T08:47:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T06:31:06.904-07:00</updated><title type='text'>Autobiografia</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Sguera Nicola&lt;/strong&gt; nasce a casa sua il 20 giugno 1967. &lt;br/&gt;Vive un'infanzia senza ombre, se non quelle che la sua fantasia bizzarra trasforma, di notte, in orchi e vampiri.&lt;br/&gt;Nel 1984 nasce a nuova vita: smette di mangiare carni per empatica compassione, rompe il patto con il Dio della sua tradizione familiare e conosce la sua futura moglie. Meglio sarebbe non essere mai nati, ripete spesso.&lt;br/&gt;Il 24 gennaio del 1990 sua madre decide di impartirgli l'ultimo memorabile insegnamento: «nella &lt;em&gt;mia&lt;/em&gt; fine è il &lt;em&gt;tuo&lt;/em&gt; inizio».&lt;br/&gt;Nel mercoledì delle ceneri del 1998 si inginocchia nuovamente, e prega un Dio sconosciuto: per la prima volta comprende il senso della parola "amen".&lt;br/&gt;Quando la sera osserva sua figlia, raccolta in un sonno finalmente sereno, e pensa a sua madre, ai suoi alunni, al vino, alla poesia di Char, alle canzoni di Nick Cave e all'Inter, benedice e «sì, in fondo, altissimo, non onnipotente buon Signore, grazie».&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(&lt;em&gt;Scritta all'interno di un seminario con &lt;strong&gt;Domenico Notari &lt;/strong&gt;- che ringrazio-, tenutosi il 23 settembre al Liceo Classico "P. Giannone"&lt;/em&gt;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-1134697605020750410?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/1134697605020750410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=1134697605020750410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1134697605020750410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/1134697605020750410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/09/autobiografia.html' title='Autobiografia'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-6410355635309185383</id><published>2008-09-13T21:58:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T06:58:51.824-07:00</updated><title type='text'>Gomorra è il mondo intero</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Contravvenendo ad una regola che ho seguito negli ultimi anni, ho letto un libro di grande successo quasi in tempo reale, senza aspettare il giudizio del tempo. È stata una lettura appassionante.&lt;br/&gt;Tre cose ne vorrei sottolineare.&lt;br/&gt;L’unico &lt;em&gt;auctor&lt;/em&gt; che viene evocato da &lt;strong&gt;Saviano&lt;/strong&gt; è &lt;strong&gt;Pasolini&lt;/strong&gt;, la cui tomba diviene meta di pellegrinaggio. Eppure fra Saviano e Pasolini c’è una differenza abissale: il primo ambisce all’epica, il secondo alla tragedia. L’immaginario di Saviano, soprattutto quello filmico, è tutto, a suo modo, epico. Quando Pasolini si è confrontato con il cinema ha scelto, non a caso, la tragedia come riferimento privilegiato. Epica e tragedia rappresentano modi incompatibili di lettura della realtà.&lt;br/&gt;L’altro aspetto che mi ha colpito è la presenza fitta di &lt;strong&gt;riferimenti filmici&lt;/strong&gt;. Ciò mostra chiaramente come la cultura della nostra generazione (i suoi miti) siano tutti o quasi tutti cinematografici, ma anche come il cinema consenta una lettura profonda della realtà, avendo esso permeato l’immaginario collettivo (i boss che assumono pose filmiche, la villa fatta ad imitazione di &lt;em&gt;Scarface&lt;/em&gt;).&lt;br/&gt;Il terzo aspetto, il più importante, quello che eleva il libro dalla cronaca giornalistica, facendone un’opera importante di questi anni, è il basso continuo che Saviano mantiene fino all’ultima pagina per cui parlando del “Sistema”, della camorra, in realtà parla anche del &lt;strong&gt;capitalismo contemporaneo&lt;/strong&gt;. La vera ambizione del libro mi sembra quella di suggerire come, in realtà, il camorrista oggi sia un imprenditore di successo, che del capitalismo matura assimila stili e ambizioni. Napoli è il mondo intero in piccolo. La camorra non è solo una delle maggiori imprese italiane, ma è la metafora stessa di un “sistema” che, dimentico di qualunque valore che non sia di tipo economico, è necessariamente criminale, anche se i suoi artefici non hanno più l’aspetto dei briganti sanguinari ma leggono raffinate opere letterarie o collezionano opere d’arte. Il messaggio di Saviano è che i camorristi, in realtà, non fanno altro che rendere puro il meccanismo che opera nella civiltà contemporanea, dove, abolito il passato e il futuro, non resta che un presente da occupare con violenza, in cui, per citare un film a lui sicuramente caro, «la candela deve bruciare da entrambi i lati». È, dunque, vana impresa contrastare il “sistema” operante in Campania senza mettere in discussione il sistema-mondo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-6410355635309185383?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/6410355635309185383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=6410355635309185383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6410355635309185383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6410355635309185383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/09/gomorra-il-mondo-intero.html' title='Gomorra è il mondo intero'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-2272353797434253373</id><published>2008-06-29T00:22:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T06:59:45.947-07:00</updated><title type='text'>Tradizione, tradimento</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tesi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mc 2,13-17).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Antitesi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;«Il peccato grave si oppone all'azione della grazia eucaristica» (Benedetto XVI).&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sintesi&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;«Corruptio optimi pessima».&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-2272353797434253373?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/2272353797434253373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=2272353797434253373' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2272353797434253373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/2272353797434253373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/06/tesi-non-sono-i-sani-che-hanno-bisogno.html' title='Tradizione, tradimento'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-8296041569940096066</id><published>2008-06-20T21:36:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T07:00:24.252-07:00</updated><title type='text'>Moretti e la profezia del Caimano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;«Denuncerò la magistratura che vuole sovvertire la democrazia» (&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/giustizia-2/berlusconi-gandus/berlusconi-gandus.html"&gt;Silvio Berlusconi&lt;/a&gt;, 20.06.2008).
«Si arriva a girare l'ultima scena, che forse più di tutte le altre fa capire il vero senso della pellicola. Silvio Berlusconi (interpretato dallo stesso &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nanni_Moretti" title="Nanni Moretti"&gt;Nanni Moretti&lt;/a&gt;), entra nell'aula di tribunale per presenziare alla lettura della sentenza del processo, presumibilmente il processo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/SME" title="SME"&gt;SME&lt;/a&gt;. È solo, non è più potente, e nessuno dei suoi alleati gli sta vicino. Viene condannato a 7 anni. Ciò nonostante, egli esce fuori dal palazzo di giustizia, &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;ammonendo i giudici a temere la reazione del popolo che non avrebbe permesso la condanna persecutoria di un suo eletto&lt;/span&gt; e, dopo aver rilasciato dichiarazioni ai giornalisti, un gruppo di persone viene ad acclamarlo mentre sta entrando nella sua macchina. All'uscita dei giudici invece, gli stessi che avevano festeggiato il condannato, incominciano a tirar loro di tutto, comprese delle &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bomba_Molotov" title="Bomba Molotov"&gt;bombe Molotov&lt;/a&gt;» (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il caimano&lt;/span&gt;, voce &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_caimano"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;).&lt;br/&gt;Il film di Moretti (uscito nel 2006, quando la parabola berlusconiana sembrava giunta al suo epilogo), rappresentante intelligente di quella borghesia post-ideologica maturata negli anni Settanta, fu accolto con perplessità perché non ricostruiva gli anni del berlusconismo trionfante né appariva come una docufiction. Era un bellissimo film sulla solitudine che si sublima in passione (la storia del produttore Bruno Bonomo, che dilapida i suoi averi per amore del cinema) e della solitudine che si esorcizza nell'esercizio di un potere "incantatorio" e "assoluto" (la storia del "Caimano"). In realtà, oggi lo sappiamo finalmente, era un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;film profetico&lt;/span&gt;, in cui, come spesso accade ad un grande artista, era previsto il nostro presente.&lt;br/&gt;Berlusconi con la sua sortita finale contro la «magistratura sovversiva» mostra in maniera cristallina come non abbia mai compreso realmente i principi che sono alla base dello Stato liberale. Egli incarna perfettamente quel rischio "totalitario" contenuto nei sistemi democratici che &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alexis_de_Tocqueville"&gt;Tocqueville&lt;/a&gt; denunciò come "dittatura della maggioranza".&lt;br/&gt;Il nostro paese è in grado di bloccare questa deriva? O gli anticorpi non esistono più per cui assisteremo giorno per giorno alla dissoluzione della separazione dei poteri, tutti "unificati" nelle mani di un solo uomo, che già detiene l'esecutivo e il "mediatico"?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-8296041569940096066?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/8296041569940096066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=8296041569940096066' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/8296041569940096066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/8296041569940096066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/06/denuncer-la-magistratura-che-vuole.html' title='Moretti e la profezia del Caimano'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-6643977180790358675</id><published>2008-05-19T21:10:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T07:01:18.088-07:00</updated><title type='text'>La poesia del calcio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Domenica, dopo pranzo, ho staccato il telefono e il cellulare, spento il televisore. Ho dormito con mia figlia. Quando ci siamo svegliati, mi sono affacciato ripetutamente cercando un segno: delle vele neroazzurre che mi dicessero che la mia squadra ce l'aveva fatta, contro i miei cupi presentimenti, ancora segnati da un ferale &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5 maggio&lt;/span&gt;. Niente. Tutto taceva. Ho acceso il televisore e ho visto scattare la panchina in segno di gioia. Da non credere.&lt;br/&gt;Sono tifoso dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inter&lt;/span&gt; dall'età di cinque o sei anni. Almeno così credo di ricordare. Mio padre mi regalò un completino che è infisso nella mia memoria, con i calzoncini neri. Fu il caso, dunque, a decidere, perché mio padre non amava il calcio. Da allora la passione per questa squadra ha accompagnato la mia vita con gioie (pochine fino a qualche anno fa) e delusioni (moltissime).&lt;br/&gt;Il calcio - anche quello praticato con sempre più problemi fisici - è il legame simbolico con un altro tempo della mia vita ma anche con un altro modo d'essere. E' la possibilità di regredire verso l'indistinto dell'appartenenza, la dissoluzione della mia individualità quasi sempre controcorrente nel fiume tranquillizzante del gruppo.&lt;br/&gt;So bene che il calcio odierno è pieno di corruzione. Che gli uomini che girano in quest'ambiente sono povere persone troppo ricche e molto corrotte. Che i presidenti delle squadre sono emblemi di quel capitalismo di cui mi auguro la fine ogni giorno. Eppure...&lt;br/&gt;Eppure la pura passione del tifoso per la propria squadra, le sue lacrime e le sue grida di furore sono un potenziamento della vita a cui non potrei rinunciare.&lt;br/&gt;Eppure gesti atletici come il goal di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ibrahimovic&lt;/span&gt;, il goal di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vucinic&lt;/span&gt;, il goal di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Osvaldo&lt;/span&gt; hanno il potere di far passare in secondo piano tutto il marcio del calcio, gesti fuori dal tempo, pura poesia, come &lt;a href="http://www.cinetecadibologna.it/sitopasolini/saggistica_ppp-e-il-calcioAM.htm"&gt;Pasolini&lt;/a&gt; ben sapeva.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-6643977180790358675?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/6643977180790358675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=6643977180790358675' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6643977180790358675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6643977180790358675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/05/domenica-dopo-pranzo-ho-staccato-il.html' title='La poesia del calcio'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-4256707937491270220</id><published>2008-05-10T21:27:00.001-07:00</published><updated>2010-03-30T07:03:09.008-07:00</updated><title type='text'>Il Dio debole</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La sera, prima di coricarmi, prego. Ringrazio Dio per i doni avuti. Ieri sera, per esempio, pensavo alla morte, a quando morirà un caro amico e andrò sulla sua tomba. E questo pensiero triste ha evocato tutte le grandi gioie della mia vita, che non potrei mai elencare tutte (forse un giorno lo farò, come &lt;a href="http://versoitaca.wordpress.com/2007/07/03/unaltra-poesia-dei-doni/"&gt;Borges&lt;/a&gt;). E poi pensavo al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dio debole&lt;/span&gt; e fragile cui mi rivolgo, il Dio che ha rinunciato, creandoci, alla sua onnipotenza, facendo di noi cooperatori nella storia della salvezza del mondo (idea formatasi nel confronto con le tragiche riflessioni di &lt;a href="http://www.fuorivista.it/articoli.php?id=180"&gt;Quinzio&lt;/a&gt; e quelle più pacate ma profondissime di &lt;a href="http://mondodomani.org/dialegesthai/dt01.htm"&gt;Jonas&lt;/a&gt;). E, recitando il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pater&lt;/span&gt;, sentivo oscuramente come quei congiuntivi esortativi siano la profonda verità di questo Dio: «Sia fatta la tua volontà, venga il tuo regno...». Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;crocifisso&lt;/span&gt; per me è il simbolo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;questo&lt;/span&gt; Dio. Ma allora, mi dico, la mia fede non si fonda sulla resurrezione del Cristo. Non si fonda sul Cristo.  Un Dio debole annunciato da un profeta che nella sua crocifissione testimonia come Dio stesso penda dal tempo della creazione dall'albero della vita e della morte, e affidi a noi la sua e la nostra salvezza!&lt;br/&gt;Ripenso spesso ai versi di &lt;a href="http://www.ismecalibri.it/occhipinti_dramma.asp"&gt;Caproni&lt;/a&gt;, del &lt;a href="http://utente-anonimo.blogspot.com/2007/04/poesia.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lamento del preticello deriso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e prego; prego non so ben dire&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;chi e per cosa; ma prego:&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;prego (e in ciò consiste&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- unica! - la mia conquista)&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non, come accomoda dire&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;al mondo, perché Dio esiste:&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma, come uso soffrire&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;io, perché Dio esista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
Ripeto: non perché Dio (r)esiste ma perché (D)io resista.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-4256707937491270220?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/4256707937491270220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=4256707937491270220' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4256707937491270220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4256707937491270220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/05/il-dio-debole.html' title='Il Dio debole'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-6846834622781631757</id><published>2008-05-05T21:12:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T07:04:05.522-07:00</updated><title type='text'>La Destra, il capitale scatenato e la paura</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Siamo in una fase di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; turbolenza straordinaria del ipercapitalismo planetario&lt;/span&gt;.&lt;br/&gt;Molti analisti prevedono una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;catastrofe&lt;/span&gt; paragonabile a quella del 1929.&lt;br/&gt;In Italia trionfano le Destre, cioè quei partiti che hanno sempre proclamato la virtù del capitalismo, del liberismo, la necessità di ridurre i lacci dell'agire economico.&lt;br/&gt;Il capitalismo - Marx lo scriveva nel 1848, centocinquanta anni fa - dissolve tutto ciò che è solido: tradizioni, radicamento...&lt;br/&gt;Gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esodi biblici&lt;/span&gt; di questi anni lo dimostrano in maniera lampante. Viviamo in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non-luoghi&lt;/span&gt; abitati per lo più da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;individui monadici e sradicati &lt;/span&gt;(da un passato riconoscibile o da un luogo familiare).&lt;br/&gt;Eppure queste stesse Destre apologetiche del capitale dissolutore (che è dunque &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il male &lt;/span&gt;da curare) in un gioco di prestigio illusionistico riescono a far credere, grazie alle problematiche securitarie ed identitarie, di essere loro la cura del male!&lt;br/&gt;&lt;a href="http://www.decidere.net/home/2008/3/12/luca-ricolfi-tremonti-dalla-paura-alla-speranza.html"&gt;Tremonti&lt;/a&gt; parla giustamente di "paura" nel suo libro. Ma la loro risposta è ipocrita, perché non cura il male alla radice, anzi lo aggrava, aggiungendo alla paura la violenza...&lt;br/&gt;&lt;a href="http://www.azlyrics.com/lyrics/petergabriel/motherofviolence.html"&gt;Peter Gabriel&lt;/a&gt; cantava: «Fear she is the mother of violence»&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-6846834622781631757?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/6846834622781631757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=6846834622781631757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6846834622781631757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/6846834622781631757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/05/la-destra-il-capitale-scatenato-e-la.html' title='La Destra, il capitale scatenato e la paura'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-359864784032101252</id><published>2008-05-01T21:07:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T07:04:32.031-07:00</updated><title type='text'>Grillo e la Sinistra</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Finalmente «&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/30-Aprile-2008/art42.html"&gt;il manifesto&lt;/a&gt;» con una pagina di lettere pubblicata il 30 aprile ha fatto autocritica rispetto alla posizione spocchiosa e difensiva (di casta, oserei dire) presa in questi anni sul fenomeno &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Grillo&lt;/span&gt;. Mi chiedo come sia possibile non rendersi conto che le battaglie portate avanti in questi anni dal comico genovese sono chiaramente, inequivocabilmente "di sinistra", comunque si intenda questa parola? La cecità del giornale più aperto, avanzato e plurale della sinistra italiana non la dice lunga sulla cecità complessiva della rappresentanza politica di sinistra spazzata via dalle elezioni? Certo, Grillo non esaurisce lo spettro di ciò che una sinistra dovrebbe fare, ma oggi nessun soggetto che opera "politicamente" può illudersi di sintetizzare l'agenda delle cose da fare. Ciascuno può occupare uno spazio: ebbene, come i Girotondini &lt;span style="font-style: italic;"&gt;illo tempore&lt;/span&gt; occuparono lo spazio - ora vuoto - della tutela democratica, così Grillo e la rete da lui creata occupa un duplice spazio.&lt;br/&gt;Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;primo&lt;/span&gt; è quello della denuncia della "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;democrazia dimidiata&lt;/span&gt;" presente in Italia. Non ci si faccia ingannare dalle forme, dai "vaffa...", scambiandoli per qualunquismo o populismo. Grillo è rimasto l'unico, nella campagna elettorale soft, a gridare con la necessaria indignazione che l'Italia non è un paese democratico, che in nessun paese del mondo il padrone dei media in Italia potrebbe fare politica, che la legge Gasparri è un'aberrazione intollerabile. La sinistra si è limitata a rimuovere il problema, come un fastidio. La denuncia del Parlamento italiano come ricettacolo di condannati è il secondo punto di forza della sua denuncia. Anche qui, come si fa a non considerare questa una battaglia della sinistra? Come è tollerabile che il Presidente del Consiglio sia il mandante della corruzione che ha portato l'avvocato &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cesare Previti&lt;/span&gt; in galera? Per non parlare delle battaglie ambientali contro inceneritori e nucleare, a favore di energie alternative.&lt;br/&gt;Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;secondo spazio&lt;/span&gt; occupato da Grillo, a livello metodologico, è quell'immenso territorio disertato dalla sinistra classica: la rete, con il suo &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/"&gt;blog&lt;/a&gt;. Grillo sta indicando una via possibile di azione politica che utilizza il mezzo più avanzato della terza rivoluzione industriale. Anche qui, come non capire che questo spazio va agito, che rompe le forme classiche dell'aggregazione politica ma offre inaudite nuove possibilità di agire collettivo? Perché tanta spocchia, tanto sprezzo per le migliaia di persone che vanno ai "comizi-spettacolo" e, attraverso la rete, agiscono, raccogliendo firme, organizzando campagne di boicottaggio o, semplicemente, informandosi in maniera alternativa, costruendo informazione? Non è scandaloso che l'oltre milione di firme raccolte il 25 aprile sia stato relegato dal «Corriere» e da «Repubblica» in un trafiletto di dieci righi? Dunque, il mio appello è iniziare la c&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ostruzione di una rete di sinistra plurale&lt;/span&gt;, di cui parte integrante sia questo popolo, diverso geneticamente da chi "viene" dalla Sinistra, ma inequivocabilmente vicino nei contenuti delle battaglie e, spero, soprattutto nelle forme innovative con cui svolgerle.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-359864784032101252?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/359864784032101252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=359864784032101252' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/359864784032101252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/359864784032101252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/05/finalmente-il-manifesto-con-una-pagina.html' title='Grillo e la Sinistra'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-747222975168383391</id><published>2008-04-30T21:54:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T07:04:46.544-07:00</updated><title type='text'>Festa del lavoro o festa dei lavoratori?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Moloch&lt;/span&gt; contro cui dovremo combattere nei prossimi decenni, nella teoria e nella pratica, è il &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Lavoro&lt;/span&gt;, con le altre due divinità ad essa correlate, il &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Progresso&lt;/span&gt; e il &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Consumo&lt;/span&gt;. Già &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jünger&lt;/span&gt; ne &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Operaio&lt;/span&gt; dava le coordinate per comprendere la radicale mutazione introdotta dalla tecnica nel lavoro e nella società del lavoro. Oggi giustamente si celebra il lavoratore. Questa festa ha senso solo se diventa la rivendicazione di un&lt;span style="font-style: italic;"&gt; altro&lt;/span&gt; lavoro, integralmente umano, quello che ha a che fare con la nostra creaturalità, non con ambizioni prometeiche, quello che ci ricorda che siamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;custodi&lt;/span&gt; e non padroni del mondo, con esso interagiamo e da esso continuamo a dipendere. Non il lavoro distruttore, non il lavoro che diventa un feticcio capace di reclamare continuamente sacrifici umani. Bisogna "lavorare" molto sulle nostre teste, dove una controfigurazione diabolica del lavoro è entrata in profondità, ha contagiato ogni ambito della vita, che deve diventare produttivo, finanche il "tempo libero".&lt;br/&gt;Riprendere in mano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'uomo è antiquato&lt;/span&gt; di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%BCnther_Anders"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anders&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, punto di partenza di ogni diagnosi del presente e progetto per il futuro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-747222975168383391?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/747222975168383391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=747222975168383391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/747222975168383391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/747222975168383391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/04/festa-del-lavoro-o-festa-dei-lavoratori.html' title='Festa del lavoro o festa dei lavoratori?'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-4978884423368840444</id><published>2008-04-26T13:02:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T07:05:02.088-07:00</updated><title type='text'>L'Italia, paese senza rivoluzione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Per la prima volta quest'anno sto affrontando, con una mia classe, il &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Risorgimento&lt;/span&gt; come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;rivoluzione mancata&lt;/span&gt;, sicuramente non di popolo. Mai sono riuscito ad affrontare la &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Resistenza&lt;/span&gt;, se non in maniera scolastica. Materia incandescente per me. In ogni caso, nell'amarezza di questo tempo, non posso non riscontrare nei momenti decisivi della nostra storia una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;spaccatura&lt;/span&gt; che diventa tratto originario, stigma indelebile. A differenza degli americani (4 luglio) o dei francesi (14 luglio) i nostri atti di fondazione non sono condivisi. In fondo, l'Italia è vissuta sempre in un clima di "&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;guerra civile&lt;/span&gt;", calda o fredda. Aveva ragione &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Umberto Saba&lt;/span&gt;: mentre altre nazioni avevano alla loro origine un "parricidio" (il re è sempre un grande padre), l'Italia aveva un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fratricidio&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-4978884423368840444?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/4978884423368840444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=4978884423368840444' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4978884423368840444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4978884423368840444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/04/per-la-prima-volta-questanno-sto.html' title='L&apos;Italia, paese senza rivoluzione'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-4072695402557711212</id><published>2008-04-25T01:06:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T07:10:18.069-07:00</updated><title type='text'>Lacrime resistenziali</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Mi accingo, come (quasi) tutti gli anni, ad andare alla manifestazione per la commemorazione del &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:georgia;"&gt;25 aprile&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;. Quest'anno, però, lo spirito è molto diverso. Per la prima volta si svolge in un paese nel cui Parlamento non ci sono forze che, esplictiamente, derivano da quelle che, per lo più, animarono la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);font-family:georgia;"&gt;Resistenza&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt; al nazisfascismo e ispirarono la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);font-family:georgia;"&gt;Costituzione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;, varata giusto 60 anni fa.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Per questo mi pare doveroso rileggere le parole di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:georgia;"&gt;Pier Paolo Pasolini&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;, come se esse avessero atteso tanti anni per diventare definitivamente vere:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Lacrime&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ecco quei tempi ricreati dalla forza&lt;br/&gt;brutale delle immagini assolate:&lt;br/&gt;quella luce di tragedia vitale.&lt;br/&gt;Le pareti del processo, il prato&lt;br/&gt;della fucilazione: e il fantasma&lt;br/&gt;lontano, in cerchio, delle periferia&lt;br/&gt;di Roma biancheggiante in una nuda luce.&lt;br/&gt;Gli spari; la nostra morte, la nostra&lt;br/&gt;sopravvivenza: sopravvissuti vanno&lt;br/&gt;i ragazzi nel cerchio dei palazzi lontani&lt;br/&gt;nell’acre colore del mattino. E io,&lt;br/&gt;nella platea di oggi, ho come una serpe&lt;br/&gt;nei visceri, che si torce: e mille lacrime&lt;br/&gt;spuntano in ogni punto del mio corpo,&lt;br/&gt;dagli occhi ai polpastrelli delle dita,&lt;br/&gt;dalla radice dei capelli al petto:&lt;br/&gt;un pianto smisurato perché sgorga&lt;br/&gt;prima d’essere capito, precedente&lt;br/&gt;quasi al dolore. Non so perché‚ trafitto&lt;br/&gt;da tante lacrime sogguardo&lt;br/&gt;quel gruppo di ragazzi allontanarsi
nell’acre luce di una Roma ignota,&lt;br/&gt;la Roma appena affiorata dalla morte,&lt;br/&gt;superstite con tutta la stupenda&lt;br/&gt;gioia di biancheggiare nella luce:&lt;br/&gt;piena del suo immediato destino&lt;br/&gt;d’un dopoguerra epico, degli anni&lt;br/&gt;brevi e degni d’un intera esistenza.&lt;br/&gt;Li vedo allontanarsi: ed è ben chiaro&lt;br/&gt;che, adolescenti, prendono la strada&lt;br/&gt;della speranza, in mezzo alle macerie&lt;br/&gt;assorbite da un biancore ch’è vita&lt;br/&gt;quasi sessuale, sacra nelle sue miserie.&lt;br/&gt;E il loro allontanarsi nella luce&lt;br/&gt;mi fa ora raggricciare di pianto:&lt;br/&gt;perché? Perché non c’era luce&lt;br/&gt;nel loro futuro. Perché c’era questo&lt;br/&gt;stanco ricadere, questa oscurità&lt;br/&gt;Sono adulti, ora: hanno vissuto&lt;br/&gt;quel loro sgomentante dopoguerra&lt;br/&gt;di corruzione assorbita dalla luce,&lt;br/&gt;e sono intorno a me, poveri uomini&lt;br/&gt;a cui &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;ogni martirio è stato inutile&lt;/span&gt;,&lt;br/&gt;servi del tempo, in questi giorni&lt;br/&gt;in cui si desta il doloroso stupore&lt;br/&gt;di sapere che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutta quella luce,&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per cui vivemmo, &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;fu soltanto un sogno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ingiustificato, inoggettivo, fonte&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ora di solitarie, vergognose lacrime&lt;/span&gt;.&lt;br/&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-4072695402557711212?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/4072695402557711212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=4072695402557711212' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4072695402557711212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/4072695402557711212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/04/mi-accingo-come-quasi-tutti-gli-anni-ad.html' title='Lacrime resistenziali'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-3785577251687128727</id><published>2008-04-19T12:05:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T12:52:21.564-07:00</updated><title type='text'>Per una fede vissuta "nel segreto"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7JWbedBhGI/AAAAAAAAAH4/Ey_dIJBlgGc/s1600/1448e66fe93cd6656af618f61638a963.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 271px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7JWbedBhGI/AAAAAAAAAH4/Ey_dIJBlgGc/s400/1448e66fe93cd6656af618f61638a963.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454517128730346594" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto"&gt;&lt;span style="'font-family:"&gt;Ho letto con la consueta attenzione, dovuta a chi spesso in solitudine ha testimoniato nella nostra città la possibilità di un &lt;i&gt;altro&lt;/i&gt; cristianesimo, non bigotto, non superstizioso, non “pio” (nella oramai duplice accezione della carità tipica dei beneventani, che ha bisogno di ostentarsi, e del culto idolatrico di Pio da Pietrelcina). Ma dissento profondamente da quanto scritto dalla Zanin.
È bene chiarire &lt;i&gt;da dove&lt;/i&gt; dissento. Non più dall’interno della chiesa cattolica, da cui sono fuoriuscito, se cioè è umanamente possibile, nella Pasqua dello scorso anno, quando avvertii l’inconciliabilità di molte mie idee con le idee e le pratiche della chiesa cattolica (odierna). Ora mi sento un discepolo fraterno del Gesù che emerge, ad esempio, dai libri di Barbaglio. Con lui attendo il Regno di Dio e la resurrezione dei corpi. Il dissenso con &lt;st1:personname productid="la Zanin" st="on"&gt;la Zanin&lt;/st1:personname&gt; è però radicale sui “segni dei tempi” che lei intravede in chiave positiva, come rinnovamento del messaggio evangelico. Io li vedo, invece, come segni della sua estrema degenerazione. Il battesimo “politico” e mediatico di Magdi Allam è quanto di più lontano dal quell’invito al rapporto segreto con Dio cui Gesù invita continuamente («Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà», Matteo, 6:5, 6). Il signor Allam ha pregato in una immensa sinagoga mediatica, è stato visto da molti uomini. Ha già avuto la sua ricompensa. Ha tradito il messaggio evangelico. Come chi ha voluto che ciò accadesse. &lt;st1:personname productid="la Zanin" st="on"&gt;La Zanin&lt;/st1:personname&gt;, poi, esalta il dato numerico (le copie dei libri, le moltitudini che accolgono il papa…). Il “regno della quantità” è il dominio del principe di questo mondo. Non discuto la “fame” di sensatezza che gli uomini hanno oggi, evidente, come lo smarrimento. Il mio dubbio radicale riguarda la capacità della chiesa odierna di dare una risposta vera, cioè non esteriore, a questo bisogno, a porsi come argine contro il nichilismo imperante.
Il 2 febbraio scorso è morto &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Michele Ranchetti&lt;/b&gt;. Maestro nel vero senso della parola, dunque appartato, studioso e traduttore di Freud, di Wittgenstein, della storia della chiesa, poeta. Ebbene Ranchetti negli ultimi anni aveva svolto una radicale critica dell’istituzione ecclesiastica, soprattutto di quella legata al pontificato di Giovanni Paolo II, fondata su una “teologia della presenza visibile”, spettacolare e perfettamente integrata nel mondo della comunicazione globale. La “morte in diretta” di Wojtyla non è stato che il compimento di quella teologia &lt;i&gt;ostensoria&lt;/i&gt;, quando “masse” di giovani andavano a fotografarsi col cellulare davanti al cadavere di uomo. In una riflessione del 2000 scriveva Ranchetti: «Una Chiesa come questa corrisponde […] all'abbandono, non detto ma praticato, del cristianesimo come religione in favore di una Chiesa visibile in cui si compendia la storia». La disobbedienza diventa una scelta obbligata, con la ricerca di una spiritualità interiorizzata, vissuta &lt;i&gt;en to krypto&lt;/i&gt;. Sempre più, dunque, sento di ripetere con Ernst Bloch che la vera funzione delle chiese è quella di rendere possibile le eresie, che, forse, preservano in forma misteriosa il seme integro della “buona novella”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;(apparso su «Messaggio d'oggi»)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;i  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-3785577251687128727?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/3785577251687128727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=3785577251687128727' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3785577251687128727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/3785577251687128727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/04/per-una-fede-vissuta-nel-segreto.html' title='Per una fede vissuta &quot;nel segreto&quot;'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S7JWbedBhGI/AAAAAAAAAH4/Ey_dIJBlgGc/s72-c/1448e66fe93cd6656af618f61638a963.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-7605553198807147566</id><published>2008-04-17T20:40:00.000-07:00</published><updated>2011-04-17T07:15:43.616-07:00</updated><title type='text'>Muoia Mastella con tutti i Filistei</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando ancora non era immaginabile l'esito catastrofico della crisi (era la destra che sembrava dibattersi in una crisi mortale), la celebrità nostrana, Clemente Mastella, fu coinvolto con tutto il clan in un'inchiesta, tutt'ora in corso. Sembra un secolo fa... Rilasciai delle dichiarazioni abbastanza pesanti al «Corriere del Mezzogiorno», mi fu chiesto di ampliarle eventualmente. Scrissi un pezzo, mai pubblicato, per motivi ignoti (era il 20 gennaio). Eccolo qui. &lt;/span&gt;
&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Mastella non è il responsabile di quanto accaduto, ma se il governo Prodi avesse resistito fino all'estate, Berlusconi sarebbe scomparso dalla scena politica. Di questo ne sono certo. Quindi ha una responsabilità enorme nella storia italiana dei prossimi dieci, quindici anni. E non ha portato nulla a casa!)&lt;/span&gt;

&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Le macerie e il deserto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;
È molto difficile parlare di quanto sta accadendo nel Sannio e in Campania. Lo è in assoluto, ma lo è certamente di più per chi associa ai nomi ripetuti dai telegiornali volti di persone conosciute, talvolta amiche. È ancora più difficile quando quel mondo che ora è sotto accusa è stato il proprio mondo familiare, in cui “Sandra”, ad esempio, era una cara amica di tua madre. Per questo non è possibile per me non restare sgomento rispetto a questa bufera. Eppure, mi è stato insegnato, «una cosa è il giudizio, un’altra la pietà». E allora, mi dico, è quanto mai urgente, è doveroso anzi, cercare risposte razionali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Prima, però, a margine, da “povero cristiano” senza chiesa, mi sento interpellato da alcune parole ascoltate sul piano non morale, non religioso ma spirituale. Ho sentito abnorme e profondamente contrario al messaggio gesuano imputare la “persecuzione” giudiziaria alla testimonianza dei valori cattolici. Al cattolico Mastella – in positivo - dico: la &lt;i style=""&gt;sequela Christi&lt;/i&gt; presuppone il consegnarsi ai propri carnefici senza opporre resistenza. Questo forse andava testimoniato davanti agli italiani, piuttosto che evocare, con suggestive metafore sfuggite ai più (il calice, la feccia, l’imminente Pasqua), il proprio “martirio”. In negativo, il cristianesimo ci educa al senso del limite dell’uomo in quanto creatura, costantemente tentata dal peccato, fragile. Non possiamo mai autoassolverci. E se suona ridicolo un magistrato che rivendica il suo altissimo senso dello Stato, stride chiunque ribadisca continuamente &lt;i style=""&gt;urbi et orbi&lt;/i&gt; di essere persona “perbene”. Al Mastella (ex) ministro della Giustizia (la &lt;i style=""&gt;Dike&lt;/i&gt; greca) che, giustamente, spesso ricorda la sua laurea in filosofia, ricordo come, a fondamento della cultura occidentale, ci sia un uomo che, accettando una sentenza ingiusta di morte, evocava la sacralità delle Leggi, sulle quali si fonda la possibilità stessa della vita civile (“politica”), esortando i discepoli al loro rispetto anche nel caso di cattiva o pessima applicazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;«Umana actiones, non ridere, nec lugere, neque detestari, sed intelligere». Questo insegnava Baruch Spinoza. Lo sforzo di intelligenza cui siamo tenuti non può non partire da un riconoscimento di “correità” o di “corresponsabilità” di chi, &lt;i style=""&gt;in primis&lt;/i&gt;, dunque, colui che ora scrive, non avrebbe dovuto rassegnarsi all’esistente, e, dunque, degli intellettuali, dei giornalisti, della presunta “società civile”. Nessuno, o pochissimi, sono innocenti. E la destra che ora, come giusto, cavalca l’onda, non può dimenticare che non ha utilizzato metodi di governo diversi e che la delegittimazione della magistratura è il vero chiodo fisso del suo &lt;i style=""&gt;dominus&lt;/i&gt;, Silvio Berlusconi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Il Caimano &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;di Moretti si chiudeva con una scena tenebrosa: sostenitori del politico descritto nel film lanciavano bombe molotov contro i giudici che l’avevano condannato. Nell’ultima autodifesa il Caimano si appellava al consenso popolare contro il potere della magistratura, considerando l’investitura una “assoluzione” dalle leggi &lt;i style=""&gt;tout court&lt;/i&gt;. Ma poteva Moretti immaginare l’applauso proveniente dalle viscere che la Camera ha tributato al Ministro della Giustizia, il quale indicava nella magistratura un potere potenzialmente eversivo? Poteva immaginare che in quindici anni (dall’inizio degli anni Novanta ad oggi) la sinistra italiana facesse proprie le ragioni del berlusconismo, vedendo nella magistratura un pericolo per la democrazia? Dunque la vittoria del “Caimano”, vittoria culturale molto più che politica (e dunque destinata a lunga durata) è definitiva. Berlusconi potrà uscire di scena, ma la sua visione di che cosa è lo Stato e di quale debba essere il rapporto fra i suoi poteri, di cosa significhi essere eletti e rappresentare il “popolo, ha vinto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Ciò che sto dicendo, evidentemente, prescinde dall’esito del procedimento giudiziario in atto nei confronti di vertici e alti esponenti dell’UDEUR. Idem dicasi per quanto riguarda Antonio Bassolino. Su questo deve pronunciarsi, e non può che pronunciarsi solo la magistratura. Ogni ingerenza – questo vale anche per i casi D’Alema-Forleo per intenderci – è, essa sì, devastante per la vita democratica del paese. Posso solo dire, da profano, che sembra molto difficile provare l’impianto accusatorio, il quale individua un sistema piuttosto che singole vicende di rilevanza penale. Ma al giudizio politico siamo chiamati, perché le intercettazioni su si fonda l’inchiesta – come le precedenti tutte, dalla Unipol a Ricucci, da Vittorio Emanuele di Savoia a Saccà-Berlusconi – aprono una squarcio angosciante sul degrado morale e politico (e linguistico!) dell’Italia, da Nord a Sud. Ne emerge un paese in cui il potere politico, costituito in casta funzionante per contiguità familiare o cooptazione, pervade ogni sfera “pubblica” mosso da un &lt;i style=""&gt;horror vacui&lt;/i&gt; per il quale nessun posto non può non essere lottizzato, spartito, in assoluto spregio a qualunque criterio di merito o capacità (come ha scritto Battista su queste pagine): questo vale per il posticino nella &lt;i style=""&gt;fiction&lt;/i&gt; televisiva ma anche per quello di ingegnere in una ente pubblico. E chi non accetta questa logica è spazzato via, come insegna il caso di Loretta Mussi, ottima manager che aveva reso il Rummo di Benevento un ospedale veramente “civile”, utilizzando per lo più criteri di capacità, e che per questo è stata mandata via, dopo essere stata messa sotto accusa in un consiglio comunale dall’intero centro-sinistra. Ne emerge un paese in cui la perpetuazione del potere (del partito, della famiglia, del &lt;i style=""&gt;mio&lt;/i&gt; potere) diventa fine in sé. Mastella appare disarmante proprio per la sua incapacità oggettiva di distinguere tra sfera privata, familiare e “res publica” (come, ad esempio, già l’inchiesta dell’«Espresso» di novembre sulla gestione de «Il Campanile» aveva mostrato). È il “familismo” di cui parlava la sociologia degli anni Sessanta a proposito del Sud. Lo stesso si può dire di Antonio Bassolino o di Ciriaco De Mita. I poteri in Campania si sono strutturati in modo di sorreggersi reciprocamente (per questo non appare casuale la contemporanea crisi del bassolinismo e quella del mastellismo), utilizzando il consenso di massa per distribuire incarichi, cooptare nell’amministrazione, creare posti di lavoro per le clientele ecc. Tutto questo senza minimamente calcolare costi e benefici. Perché (e ragiono machiavellicamente indossando panni non miei), se il fine fosse stato il bene dello Stato (del Comune, della Regione), forse si sarebbe potuto giustificare anche tutto, ma poiché il mezzo era diventato fine, abbiamo immondizia che ci sommerge, territori inquinati, camorra dilagante, ospedali inefficienti, appalti gonfiati e quant’altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Il centro-sinistra in Campania lascerà il deserto. Bassolino avrebbe già dovuto dimettersi da molte settimane. Su di lui – che abbiamo votato in questi anni sempre più disillusi – ricade la vergogna dei rifiuti. È stato quasi un sovrano “ab-solutus” (&lt;i style=""&gt;legibus&lt;/i&gt;?). Dovrebbe autoesiliarsi in perpetuo dalla politica. Si ridurrà, probabilmente, a fare il &lt;i style=""&gt;ras&lt;/i&gt; locale di qualche Elba perduta. L’UDEUR, questa è la mia analisi, uscirà senza grossi danni dall’inchiesta ma distrutto politicamente. So che è metafora frusta, ma ci aspetta una lunga traversata nel deserto. Ci aspettano anni in cui sono vietate le scorciatoie politiciste.&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Giuseppe De Rita - nella brillante analisi svolta col suo CENSIS sull’Italia – afferma che esistono minoranze virtuose (nel mondo delle imprese, del volontariato sociale e culturale, nel mondo religioso), ma dispera che esse possano trovare in “questa” politica il collettore che le faccia diventare traino dell’intero paese. Ebbene, a maggior ragione l’analisi vale per il Sannio e la Campania. Le minoranze “virtuose” non possono più contare sulla politica. Non ci sono neanche più le illusioni palingenetiche dei primi anni Novanta. Abbiamo visto che, crollata la prima Repubblica, la seconda è stata in quasi tutto peggiore. Eliot scrisse una volta: «Con questi frammenti ho puntellato le mie rovine». È rischioso illudersi di salvare qualche pezzo della storia che abbiamo alle spalle per ricominciare da lì. Dunque, nessuna illusione, nessuna scorciatoia. Ciascuno nel suo privato a livello culturale, a piccoli gruppi che – senza “centri direzionali” – cerchino di farsi rete a livello sociale, deve ricostruire le possibilità di una politica “onesta”, dove tale aggettivo indica non tanto, o non solo, il divieto di non fare interessi privati (che non consistono solo nell’arricchimento) nell’esercizio della cosa pubblica, quanto, soprattutto l’&lt;i style=""&gt;agire responsabile&lt;/i&gt;, la consapevolezza che “rappresentare” significa agire per il bene collettivo, e cioè tutelare la terra, l’acqua e l’aria, garantire che l’ospedale guarisca e non uccida con medici e manager capaci piuttosto che amici, riprogettare le città in vista della “misura umana”, evitare ogni collusione con le associazioni criminali. Forse fra quindici o venti anni quel che ora chiamiamo ancora “sinistra” sarà pronta nuovamente per cimentarsi nell’amministrazione, senza farci vergognare di esserne parte o di averla votata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Nicola Sguera&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-7605553198807147566?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/7605553198807147566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=7605553198807147566' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/7605553198807147566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/7605553198807147566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/04/muoia-sansone-con-tutti-i-filistei.html' title='Muoia Mastella con tutti i Filistei'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2447122941644462601.post-923638443656128363</id><published>2008-04-17T09:28:00.000-07:00</published><updated>2008-04-30T22:12:47.533-07:00</updated><title type='text'>Macerie: aprile 2008</title><content type='html'>Macerie. La mia storia personale incrocia ancora una volta la grande storia. Ho visto crollare muri, morire grandi uomi i cui nomi pronunzio nelle mie aule. Ora assisto attonito alla scomparsa della sinistra dal Parlamento italiano. Le cause sono molteplici: una pessima legge elettorale, il gioco al massacro del Partito Democratico di Veltroni, una pessima campagna elettorale, l'inconsistenza di un cartello nato a fini elettorali, l'impresentabilità di una classe dirigente vecchia o guasta, l'incapacità di fare scelte coraggiose. Ma il dato è sotto di noi, alle spalle, terrificante. La sinistra non c'è più in parlamento. Possiamo passare i prossimi anni ad elaborare il lutto o vivere questa catastrofe come un nuovo inizio. Vorrei impegnarmi in questo, a partire dal mio luogo, dallo spazio che abito, la mia città. Ciò che verrà (che non si dovrà chiamare sinistra, probabilmente) dovrà essere un'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;esperienza&lt;/span&gt; fortemente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;territoriale&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;comunitaria&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2447122941644462601-923638443656128363?l=nicolasguera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolasguera.blogspot.com/feeds/923638443656128363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2447122941644462601&amp;postID=923638443656128363' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/923638443656128363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2447122941644462601/posts/default/923638443656128363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolasguera.blogspot.com/2008/04/macerie.html' title='Macerie: aprile 2008'/><author><name>Thomas Müntzer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00665855500081243234</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_soJLf_Jb9iQ/S2Ezss29mfI/AAAAAAAAADE/r17pXJSJEbc/S220/befunky_artwork.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
